Selfie, giovani e cavalli. Giorgia Meloni fa visita ai padiglioni di Rho Fiera a Milano per l’83esima edizione dell’Eicma, il salone internazionale delle due ruote. Si concede il classico bagno di folla. Tra una stretta di mano e uno scatto, la presidente del Consiglio allontana il voto anticipato: «Quando andremo a votare? Voi non vedete l’ora di levarmi dalle... Avete questa fissazione del voto, ma io sto lavorando», ribatte Meloni ai cronisti.
La seconda tappa della giornata è nella città di Verona, all’edizione di Fieracavalli, organizzata dal ministero dell’Agricoltura. Qui tra una visita e un salto sul cavallo, la premier alza uno scudo in difesa del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, messo nell’occhio del ciclone anche da un pezzo della maggioranza dopo il via libera alla Manovra in Consiglio dei ministri. Meloni blinda il suo titolare all’Economia: «Il rigore che gli alleati rimproverano a Giancarlo Giorgetti ha una garante a Palazzo Chigi: Giorgia Meloni in persona». È un messaggio per Forza Italia e Lega a chiudere le ostilità contro l’inquilino di via XX settembre. «Non credo che l’approccio del ministro Giorgetti sia troppo rigorista, nel qual caso lo sarebbe anche il mio» avverte la leader di Fratelli d’Italia. Che poi difende le misure inserite nel testo della Manovra spedito in Parlamento: «Abbiamo scelto di aiutare famiglie e imprese senza sprecare denaro pubblico. È una questione di responsabilità». Incalzata dai giornalisti Meloni ritorna sul voto negli Stati Uniti: «L’ho già fatto un commento sulle elezioni di Midterm negli Stati Uniti, non so cosa vi aspettiate. Io non sono un esponente della politica americana e non ritengo di dover dire più di quello che ho detto. Chiaramente, rispettiamo quello che gli americani hanno deciso in elezioni che sono libere e sovrane e io non amo l’ingerenza nelle dinamiche altrui».
La giornata si infiamma a metà pomeriggio, con gli attacchi dell’opposizione sulle nomine Anac e Consob.
Il governo ha indicato due leghisti per entrambe le poltrone: Trifone Altieri alla guida dell’Autorità per l’Anticorruzione e l’ex tesoriere del Carroccio Giulio Centemero nel Cda Consob. Pd, M5s e Avs chiedono di annullare le nomine. L’accusa dell’opposizione è quella di voler «occupare» un’istituzione indipendente per fini di parte. Ma Meloni ha difeso la scelta: «Cosa devo dire? Perché era nelle nostre competenze farlo» dice, rispondendo a chi le ha chiesto della nomina all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, di «Nuccio» Trifone Altieri come nuovo presidente.
In serata, il colpo di scena: Altieri ritira la sua disponibilità per l’incarico. Dopo aver ringraziato premier e vicepremier, e dopo un confronto con gli stessi, decide «per ragioni di opportunità politica, istituzionale e personale» di fare un passo indietro
