"Se continua così avremo in un anno solo trentamila persone che arrivano sulle nostre coste". Così il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, a "Pantelleria - Mediterraneo d'Autore", la rassegna ideata da Myrta Merlino e Valentina Fontana per Vis Factor, parlando della decrescita degli arrivi irregolari. "Il tema dell'immigrazione - ha aggiunto il titolare del Viminale - in generale interessa molto le persone per un motivo molto semplice che non va sottovalutato, non è questione né di razzismo né di cose che fanno riferimento alla paura della sostituzione etnica o robe del genere. È semplicemente che quando delle persone, di una popolazione che invecchia, vedono così repentinamente cambiare il tessuto sociale, c'è bisogno che vengano rassicurate spiegando che ciò avviene per un fenomeno naturale e fisiologico al quale non ci si può e non ci si deve opporre. Ha anche dei contenuti positivi se è gestito, regolato e quindi in qualche modo sostenuto. Ma che se non viene sostenuto, poi genera quei fenomeni di conflitto tra società, che in qualche modo poi genera il corto circuito. Non è un fenomeno solo occidentale, europeo o italiano".
La sicurezza
Sempre in merito alla sicurezza, il ministro ha poi ricordato che "noi ad oggi abbiamo fatto quasi 45.000 assunzioni di nuovi operatori delle forze di polizia, stanziando delle risorse. Abbiamo fatto la previsione di chiudere la legislatura con altre 27.000 e lasciare un turnover positivo, vale a dire una differenza tra le persone che entrano e quelle che vanno in pensione di 6.200, se non erro. Non si faceva da anni. Chi ci critica adesso quando era al governo fece un taglio del turnover al 50%, vale a dire che su due persone che uscivano in pensione ne poteva entrare solo una e si potevano assumere in polizia solo dopo che avevano fatto 4 anni di militare. Questo fece sì che in pochi anni l’età media del personale salì a 50-51 anni. Quando siamo entrati noi in servizio avevamo 46 anni e l’abbiamo già abbassata a 44, con le azioni di cui ho detto e di cui mi vanto. Quindi non per contraddire, ma sono numeri eloquenti rispetto a quello che diciamo: le assunzioni possono essere solo programmate in chiave progressiva".
Vannacci e Salvini
Sul fronte politico, all'ipotesi di essere ministro in un governo con Vannacci, Piantedosi ha chiosato: "Non lasciamo limiti alla provvidenza. Sarà un po' difficile il rapporto del centrodestra con Vannacci se lui si dà l'obiettivo di fare concorrenza solo al centrodestra. Non ho capito, a proposito del tema della remigrazione, che cosa ci sia di particolare rispetto a quello che questo governo stia già facendo". Inoltre "non ho condiviso alcune affermazioni sul femminicidio, credo che lì non ho capito se lo crede davvero. Adesso il generale Vannacci ha un vantaggio rispetto a tutti noi: che fino adesso è l'unico che non ha avuto l'onere di governare e quindi ha una libertà di espressione forse maggiore di chiunque altro. Non lo demonizzo lo trovo anche un personaggio molto intelligente dal punto di vista della proposizione di un nuovo progetto politico. Però credo che poi tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare".
E su Salvini? "Resta la mia amicizia con lui, ha detto che non vuole tornare ora al Viminale, ma che ci tiene a tornarci nuovamente quando vinceremo di nuovo le elezioni". E sul suo futuro al termine di questo governo ha spiegato: "Rientro nei ranghi come prefetto, alla peggio ho una tenuta in campagna in Irpinia, ci sono tante cose belle che si possono fare nella vita".
Il caso Fentalyn
Sul furto di Fentalyn all'ospedale israelitico a Roma, Piantedosi ha affermato: "Bene ha fatto il sottosegretario Mantovano ad intervenire e a porre subito il problema. In Italia ancora le droghe sintetiche non hanno mietuto le vittime che si sono già registrate in altri Paesi, primo tra tutti gli Stati Uniti, ma è qualche cosa di molto preoccupante, perché si tratta di principi attivi che si compongono con quantità molto basse che possono avere un effetto molto, molto devastante per la salute delle persone.
L'Italia è uno dei pochi Paesi che ha adottato piano di contrasto alle droghe sintetiche tra i più all'avanguardia al mondo. Al momento il fenomeno non ha la diffusione che ha fatto registrare in altri Paesi, però è giusto mantenere sempre alta la guardia".