Riparte la Carta Dedicata a te: dal 4 novembre circa 1,2 milioni di famiglie vedranno accreditati i primi 500 euro, con una seconda tranche da altrettanti 500 euro in arrivo da aprile 2027. A guidare la presentazione, al ministero dell’Agricoltura, è stato il titolare del dicastero Francesco Lollobrigida, che ha subito chiarito come non si tratti di «una mossa elettorale», ricordando che «le elezioni sono previste a ottobre, ma spetta al presidente della Repubblica convocarle al momento opportuno».
Quanto al confronto con la prima card, pensata anche per la benzina, il ministro ha chiarito che «fu una una tantum straordinaria», ricordando che sul fronte carburanti «ci sono stati i tagli delle accise e il credito di imposta per gli agricoltori». Sulla misura attuale ha rivendicato l’efficacia del meccanismo: «a risorse date, abbiamo immaginato una misura efficace ed efficiente che vede un ritorno al Sistema Italia del 90% delle risorse tramite acquisti di prodotti alimentari di prima necessità di qualità made in Italy», valorizzando «il lavoro delle nostre filiere agricole e agroalimentari». Risultato reso possibile anche «riuscendo ad aggiungere alle risorse pubbliche risorse dei privati grazie alle convenzioni stipulate con insegne top della distribuzione moderna»: Federdistribuzione, Ancc Coop, Ancd Conad e Lidl garantiscono ai titolari uno sconto aggiuntivo del 15%, cumulabile con le altre promozioni in corso.
La platea dei beneficiari è individuata automaticamente dall’Inps, senza domanda né click day, tra i nuclei di almeno tre persone con Isee sotto i 15mila euro e privi di altri sostegni sociali. La legge di Bilancio 2026 ha stanziato un miliardo di euro, 500 milioni per annualità: per la prima volta il provvedimento, nato nel 2023 su iniziativa dei ministeri di Agricoltura, Economia e Lavoro con Poste, Inps e Anci, viene rinnovato con un respiro biennale. In totale il governo Meloni ha destinato alla card 2,7 miliardi di euro.
«La carta Dedicata a Te porta con sé un messaggio di inclusione e di attenzione alle fragilità che sono tante. E dimostra che lo Stato non dimentica le persone», ha sottolineato la ministra del Lavoro Marina Calderone. Il direttore generale di Poste Italiane Giuseppe Lasco ha ricordato che l’azienda «da sempre accompagna ilgoverno» grazie «alla nostra rete fisica», presente nel 98% dei Comuni, «e alla più grande piattaforma tecnologica di pagamenti del Paese»: una scelta che «dimostra che le grandi reti nazionali possono essere non solo strumenti di connessione ma anche motivi di inclusione, fiducia e coesione sociale».
Capitolo a parte riguarda le pensioni: dal primo gennaio aumenteranno anche gli assegni di reversibilità, destinati a chi resta dopo la scomparsa del coniuge o di un genitore pensionato. Il decreto del ministero dell’Economia, atteso per novembre, fisserà la rivalutazione legata all’inflazione, che viaggia intanto su un +2,9%: il trattamento minimo salirebbe dagli attuali 611,85 a 629,59 euro al mese.
