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Governo

Lega, Salvini incassa la fiducia e rilancia: “Al congresso mi aspetto un altro candidato”

Il segretario del Carroccio chiede un congresso rapido e guarda a Milano. Poi l’affondo sulle “classi ghetto”: “Serve un tetto agli alunni stranieri”

Vice-President of the Council of Ministers and Minister of Infrastructure and Transport Matteo Salvini during the Traditional Lega Rally in Pontida ( Bergamo )

Matteo Salvini incassa la fiducia del Consiglio federale della Lega, ma non arretra di un centimetro sull’idea del congresso straordinario. Anzi, rilancia. Al termine delle quattro ore di riunione in via Bellerio, il segretario leghista mette in chiaro che sarà il partito, nella sua interezza, a pronunciare l’ultima parola sulla leadership.

“Il Consiglio federale mi ha ribadito all’unanimità dei presenti la fiducia nel mio ruolo di segretario, ma come ho detto ieri voglio che sia il Congresso che rappresenta tutti militanti, tutti i sindaci, tutti i territori ad avere l’ultima parola”, spiega Salvini. E aggiunge una frase che trasforma l’appuntamento in una vera conta interna: “Conto e mi aspetto che si candidi qualcuno d’altro”.

La decisione arriva all’indomani di Pontida, dove Salvini ha annunciato la convocazione di un congresso straordinario dopo mesi segnati dalle tensioni con l’ala nordista del movimento e dalle richieste di un rilancio avanzate da diversi dirigenti. Data e sede, per il momento, restano però da definire. Il leader della Lega chiede tempi stretti: “Ho chiesto di fare in fretta, quindi entro un mese al massimo, perché con la legge di bilancio, le guerre, il caro benzina, il caro gas, non è che possiamo andare avanti così”. Prima dovrà muoversi la commissione regolamento: “Non siamo un partito di plastica, abbiamo decine di migliaia di iscritti, abbiamo delle regole, fortunatamente abbiamo quasi mille fra sindaci e vicesindaci”. Sul luogo, invece, Salvini lascia trasparire una preferenza: “Fatemi dire che da milanese mi piacerebbe farlo a Milano”.

Ma il federale diventa anche l’occasione per rilanciare alcune delle battaglie identitarie della Lega. A partire dalla scuola e dalla presenza degli studenti stranieri. “Oggi ci sono classi ghetto. Classi con 20 bimbi stranieri, di 15 etnie diverse che parlano 15 lingue diverse e 3 bimbi italiani, che non permettono agli insegnanti di fare il loro lavoro”, sostiene Salvini. Da qui la proposta di fissare un limite alla presenza degli alunni stranieri nelle singole classi e di intervenire anche sull’integrazione linguistica delle famiglie: “Quindi mettere un tetto agli alunni stranieri e portare i genitori di questi alunni a parlare la lingua italiana è un bene per i bimbi e per gli insegnanti”. Poi il riferimento al Quirinale: “Quindi conto che il presidente Mattarella la pensi esattamente come me”.

Infine il burqa. Alla domanda se il centrodestra stia inseguendo Roberto Vannacci sul tema, Salvini respinge la lettura: “No, perché è una battaglia della Lega da 10 anni, c’è il ministro Valditara con il decreto pronto da mesi”. Un altro dossier che il segretario vuole riportare al centro dell’agenda leghista proprio mentre si prepara a chiedere, questa volta direttamente alla platea del congresso, un nuovo mandato.

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