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Governo

Sale l’Irap, Elettricità Futura medita l’uscita da Confindustria

Il maggiore carico fiscale non può essere scaricato sulle bollette. Fondi per l’idroelettrico

Bollette errate, più tutele per i consumatori: cosa cambia con le nuove regole

Stretta aggiuntiva da 2,5 miliardi sulle imprese energetiche e divieto di scaricare il conto sulle bollette. La manovra rafforza e prolunga il prelievo Irap sul settore, comprese le società di rete come Snam, Terna e Italgas, già interessate dalla maggiorazione del decreto Bollette del febbraio 2026. Dopo le banche, dunque, si interviene su uno dei dossier più caldi del momento ampliando la platea delle aziende che dovranno dare il proprio «contributo» al sistema Paese. Una scelta che non sarebbe stata ben accolta tra gli operatori del settore e che potrebbe portare a una rottura eccellente. Secondo indiscrezioni raccolte dal Giornale, Elettricità Futura - la principale associazione del mondo elettrico italiano - starebbe valutando l’uscita da Confindustria. Tra gli associati circola un forte malcontento riguardo alla rappresentanza degli interessi da parte del presidente di Confindustria

Emanuele Orsini. Già in passato (tra la fine del 2024 e il 2025) erano emerse frizioni, ma ora la frattura pare essersi allargata.

Tornando alla manovra, per il 2027 è previsto un aumento dell’Irap di 5 punti percentuali, accompagnato dalla cancellazione della maggiorazione di due punti già prevista dal dl 21/2026. L’aggravio aggiuntivo è quindi di tre punti, anche per 2028 e 2029.

Il perimetro è ampio e comprende estrazione di petrolio e gas e relativi servizi di supporto, produzione, trasmissione e distribuzione elettrica, produzione e distribuzione del gas, intermediazione energetica e trasporto del gas mediante condotte. Per le multiutility conta l’attività prevalente della singola società: acqua e rifiuti non sono autonomamente inclusi nell’elenco. In questo caso, quindi, si «salverebbe» in particolare Acea focalizzata proprio su questi due business. La relazione

tecnica quantifica maggiori entrate per lo Stato di 734,2 milioni nel 2027, 873,8 milioni nel 2028 e 895,5 milioni nel 2029. La manovra aumenta quindi il carico fiscale con una specifica: le imprese non possono trasferirlo sul consumatore.

Sul fronte industriale, l’altra grande novità riguarda la possibilità per i gestori di impianti idroelettrici di accedere a contributi per le manutenzioni per cui sono previsti 800 milioni in tre anni. Chi aderisce, su base volontaria come ha chiarito il Mase, dovrà contrattualizzare con il Gse tra il 50% e l’80% dei volumi prodotti dagli impianti interessati e già in esercizio. Le risorse derivanti alla valorizzazione dell’energia contrattualizzata saranno destinate a ridurre gli oneri generali di sistema (che pesano sulle bollette).

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