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Governo

Salvini a Cernobbio: “Le opposizioni? non sempre sanno di cosa parlano”

Il vicepremier parla di 256 miliardi di investimenti e oltre 1.300 cantieri aperti sulle strade. Poi guarda già al futuro: “Spero di essere ancora qui come ministro nel 2033″

MAtteo Salvini al Forum Ambrosetti a Villa d'Este , Cernobbio (Italy) September 6, 2026 (Photo Claudio Furlan/LaPresse) Ambrosetti Forum at Villa d'Este, Cernobbio (Italy), 6 September 2026 (Photo: Claudio Furlan/LaPresse)

Matteo Salvini arriva a Cernobbio con numeri alla mano delle infrastrutture e una risposta pronta alle critiche arrivate poco prima dalle opposizioni. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture elogia il lavoro portato avanti dal governo e parte con uno sguardo molto lungo sul proprio futuro politico: “Spero di essere ancora qui a Cernobbio come ministro nel 2033″. Poi entra nel merito. A chi parla di cantieri fermi e opere pubbliche inutili, Salvini risponde ricordando che ci sono “256 miliardi di buoni motivi per cui i cantieri non sono fermi” e aggiunge: “Sono orgoglioso di essere al governo»“. Il passaggio più politico riguarda proprio gli avversari. ”È importante avere delle opposizioni che stimolano e sollecitano ed è importante che sappiano ciò di cui stanno parlando, e non sempre ho questa percezione".

Il ministro parla di 256 miliardi di investimenti in corso, ultimati o già programmati e finanziati. Tra questi, 167 miliardi per le reti europee, 42 per le strade, 26 per il trasporto pubblico locale, oltre alle risorse destinate a porti, edilizia statale, ferrovie, sistema idrico, casa e opere olimpiche. Solo sulle strade, sottolinea il ministro, “sono aperti 1.354 cantieri, di cui 102 di nuove opere”. Poi l’invito a spostare il confronto politico su altri terreni. “Io mi aspetterei una opposizione responsabile per interventi sul campo economico, della immigrazione e della sicurezza, ma la battaglia politica sulla utilità delle grandi opere fa male al Paese e al sistema Paese”.

Il messaggio portato sul palco del Forum è dunque semplice ma deciso, le opere, sostiene, non sono ferme e i finanziamenti ci sono. E alle opposizioni che contestano il piano infrastrutturale chied prima di tutto di confrontarsi sui numeri.

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