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Governo

Salvini a cena con i parlamentari. La "promessa" sul Viminale

Circa 70 tra deputati e senatori, ministri compresi. Tutti seduti attorno allo stesso tavolo

Salvini a cena con i parlamentari. La "promessa" sul Viminale

Matteo Salvini raduna i suoi parlamentari a Roma. Tutti a cena, per un confronto (schietto) prima delle vacanze estive. Il tanto atteso incontro di Treviso, in Veneto, non ci sarà e, dunque, il leader della Lega ieri sera ci ha tenuto ad incontrare i suoi per fare il punto. Circa 70 tra deputati e senatori, ministri compresi. Tutti seduti attorno allo stesso tavolo. Come mai è saltato il weekend Veneto, chiediamo a chi è vicino al segretario Salvini. Problemi con i «nordisti»? «Macché, non abbiamo fatto in tempo ad organizzarci. Non tutti potevano essere presenti e quindi Matteo ha approfittato della presenza di tutti a Roma per riunirli». Rispondono i leghisti, piegati dal forte caldo. Sul tavolo oltre al primo anche i temi «caldi» che riguardano la il partito, la Lega. Matteo Salvini dà la «carica» ai suoi. Li conforta sul fatto che «la Lega è in doppia cifra» e li invita a non dare retta ai sondaggi e, soprattutto, a non inseguire gli altri. Se pubblicamente Salvini glissa su un suo ipotetico ritorno al Viminale, in privato, tra i suoi, non fa mistero di avere nostalgia dell’Interno. «È molto probabile che torni a fare il ministro dell’Interno quando il governo entrerà nella storia del Paese come quello più longevo». La giusta ricompensa «dopo il processo che ha dovuto affrontare» dicono i leghisti. Alla cena, però, non manca il chiacchiericcio. C’è chi mormora che Giorgia Meloni voglia anticipare il voto, uno scenario che pare non dispiaccia nemmeno a Salvini. Roberto Vannacci e il suo Futuro Nazionale fa riflettere. «Beh, a lui non dispiacerebbe andare al voto in anticipo, ma c’è la legge di bilancio. E non solo...». Certo, la «paura» tra gli onorevoli si fa sentire. Non solo per il rischio di perdere il seggio alle prossime elezioni, ma soprattutto per non riuscire a portare a casa la tanto desiderata autonomia. «C’è chi lo ha fatto notare a Matteo, occhio ad anticipare il voto». L’autonomia sicuramente è un obiettivo importante da conquistare per la Lega. Utile per tranquillizzare gli animi del nord che, in questi ultimi mesi, si sono fatti sentire. L’obiettivo di Matteo Salvini è fare squadra, unire i suoi e dare un messaggio chiaro: «Solo uniti si vince!».

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