L'Iran ha annunciato un accordo con gli Stati Uniti per lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi congelati, mentre i colloqui tecnici tra le due parti in Svizzera si sono conclusi con la decisione di istituire quattro gruppi di lavoro dedicati alle principali questioni sul tavolo, dalle sanzioni al nucleare fino alla ricostruzione economica e al monitoraggio degli accordi
Senato contro Trump, approvata risoluzione per lo stop alla guerra in Iran
Il Senato a maggioranza repubblicana vota contro Donald Trump. Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente. Quattro repubblicani hanno votato con i democratici, e un solo democratico, John Fetterman, si è opposto a limitare i poteri di Trump.
Trump, chi ha parlato male della guerra in Iran deve essere educato
"Chi ha parlato male della guerra contro l'Iran deve essere educato, anche se sono i miei alleati". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti all'arrivo in Pennsylvania.
Agenzia Onu avvia piano evacuazione navi bloccate in Stretto Hormuz
L'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa della navigazione internazionale, l'International Maritime Organization (Imo), ha annunciato che è in corso un piano per evacuare le navi con circa 11mila marittimi bloccate nello Stretto di Hormuz. Il suo segretario generale dell'Imo, Arsenio Dominguez, nell'annunciare il piano ha spiegato che "questa operazione su larga scala sarà condotta in stretta collaborazione con l’Iran, l’Oman, tutti gli altri Stati costieri della regione, gli Stati Uniti e l’industria marittima". "Abbiamo ottenuto le necessarie garanzie di sicurezza e verificato accuratamente le condizioni per una navigazione sicura a sostegno di queste operazioni", ha affermato. L’annuncio dell’Imo include le istruzioni fornite dall’Oman su come le navi possano attraversare lo stretto, la stretta imboccatura del Golfo Persico attraverso la quale, prima della guerra, transitava un quinto di tutto il petrolio e del gas naturale commercializzati.
Al via a Washington nuovo round colloqui fra Libano e Israele
E' iniziato a Washington il nuovo round di colloqui fra Israele e Libano. Lo riporta Cnn citando l'ambasciata israeliana negli Stati Uniti. "Le discussioni si svolgeranno parallelamente su binari diplomatici e militari", ha messo in evidenza l'ambasciata.
Trump, Teheran ha accettato ispezioni nucleari al massimo livello
"Nonostante le loro proteste e dichiarazioni false che sostengono il contrario, l'Iran ha accettato pienamente e completamente ispezioni nucleari al massimo livello per un periodo molto lungo nel futuro (all'infinito!!!). Ciò garantirà l' 'onestà nuclearè ". Lo scrive in un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, reagendo alle ultime dichiarazioni arrivate da Teheran sulle ispezioni ai propri siti nucleari. "Se non avessero accettato questo, non ci sarebbero stati ulteriori negoziati! Sulla base di questa e di altre importanti concessioni fatte dall'Iran, ho acconsentito a lasciare aperto lo Stretto di Hormuz, senza ulteriori blocchi navali", ha proseguito Trump, sottolineando che "tutte le navi rimangono in posizione nel caso fosse necessario ripristinare il blocco, cosa che, a questo punto, sembra altamente improbabile".
Trump, fondi sbloccati saranno usati per fronteggiare crisi umanitaria
"Il denaro e/o le sanzioni che il Tesoro degli Stati Uniti sta sbloccando vengono depositati in un conto di garanzia, controllato dagli Stati Uniti, e saranno utilizzati (dall'Iran, ndr) per l'acquisto di generi alimentari e forniture mediche, esclusivamente dagli Stati Uniti, tra cui mais, grano e soia provenienti dai nostri grandi agricoltori americani". Lo ha indicato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post su Truth. "Si tratta di beni di cui l'Iran ha un disperato bisogno. Questa è una crisi umanitaria, e ritengo sia necessario aiutare, ora, prima che sia troppo tardi. I colloqui stanno procedendo bene!", ha aggiunto Trump.
Hezbollah, Israele ha palesemente violato cessate il fuoco
Con i suoi attacchi nel Libano meridionale, Israele ha "palesemente violato l'accordo di cessate il fuoco". Lo ha dichiarato Hezbollah, riferendosi agli ultimi raid dell'Idf di stamattina, quando, "alle 11,30, il nemico israeliano ha aperto il fuoco dalle case contro un gruppo di civili nel quartiere di Deir Bàalbak. I civili stavano lavorando per sgomberare le strade e recuperare i corpi dei morti dalle macerie. L'attacco ha provocato la morte di due civili, uno dei quali un operaio comunale, e il ferimento di altri".
Cremlino, bene accordo Usa-Teheran ma strada per pace duratura è lunga
La Russia ha accolto con favore il cessate il fuoco e i negoziati tra Stati Uniti e Iran, ma la strada per raggiungere una pace duratura nella regione rimane lunga. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, citato da Ria Novosti. "La Russia ha accolto con favore il cessate il fuoco e la conclusione del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, e ci auguriamo che i negoziati avviati siano produttivi. Tuttavia, bisogna riconoscere che la strada da percorrere per raggiungere una pace duratura è ancora lunga", ha dichiarato.
Teheran, volontà di avviare in futuro negoziati di alto livello
I colloqui tecnici tra Stati Uniti, Iran e mediatori si sono conclusi con successo nella notte tra martedì e domenica. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, aggiungendo che le parti hanno concordato le modalità per i futuri cicli di negoziati. Gharibabadi, che guida anche la delegazione tecnica iraniana, ha dichiarato in un comunicato pubblicato da PressTV che la prossima fase dei colloqui prevederà negoziati di alto livello. Secondo Al Jazeera, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance parteciperanno al prossimo ciclo di colloqui, insieme ai primi ministri di Pakistan e Qatar.
Netanyahu, non è ancora finita, ma dipende dalla nostra forza
"Non è ancora finita". Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ribadito che la campagna contro l'Iran ed i suoi alleati regionali, a partire da Hezbollah, proseguirà, sostenendo allo stesso tempo la necessità per Israele di ridurre la propria dipendenza dagli Usa sul piano militare e di sviluppare una capacità autonoma per quanto riguarda la produzione di armamenti. Incontrando un gruppo di ufficiali riservisti nell'insediamento di Gush Etzion, in Cisgiordania, Netanyahu - secondo quanto riferito dal Times of Israel - ha ringraziato Washington per il sostegno garantito negli anni, ma ha sottolineato che Israele deve essere in grado di contare sempre di più sulle proprie forze. "Apprezzo molto il sostegno che abbiamo ricevuto dai nostri amici americani, ma oggi dico che abbiamo bisogno di un sistema indipendente di produzione di armi. Dobbiamo fabbricare i nostri armamenti", ha affermato. Il primo ministro ha collegato questa necessità al confronto in corso con Teheran e con le organizzazioni alleate dell'Iran nella regione. "Stiamo affrontando l'Iran e i suoi proxy. Li abbiamo colpiti duramente. Non è ancora finita, ma dipende dalla nostra forza", ha concluso.
Iran, saremo solo noi a decidere come utilizzare asset congelati
L'ambasciatore iraniano presso l'ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, ha dichiarato che l'Iran è l'unico Paese che deciderà come utilizzare i fondi congelati, che saranno svincolati gradualmente, in base al recente accordo raggiunto con gli Stati Uniti. Qualsiasi decisione in merito sarà presa esclusivamente dall'Iran e qualsiasi affermazione statunitense secondo cui altri Paesi sarebbero coinvolti nella gestione dei fondi o avrebbero un'influenza sul processo viene respinta dall'Iran, ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia Isna.
Teheran, europei si sono comportati in modo irresponsabile
Da Teheran parole di condanna in merito alla posizione delle potenze europee durante i recenti attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. “Gli europei sono stati emarginati” a causa delle politiche che hanno seguito negli ultimi anni, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei in una conferenza stampa ripresa da Al Jazeera.“Durante le due guerre imposte contro la Repubblica Islamica dell’Iran hanno adottato posizioni inadeguate, e il mondo ha assistito a questo comportamento", ha dichiarato. “Questo comportamento irresponsabile non aumenterà certamente la credibilità e lo status delle parti europee", ha aggiunto.
Teheran, ispezione Aiea a siti nucleari danneggiati non è in programma
"Non abbiamo incontrato" il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica "Rafael Grossi in Svizzera né abbiamo in programma visite da parte dell'agenzia nei siti danneggiati dalla guerra. Non esiste un protocollo in merito. Continueremo con la procedura attuale basata sul Trattato di non proliferazione nucleare". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei in una conferenza stampa ripresa dai media di Teheran.
Pezeshkian: "Israele non abbia più il diritto di bombardare Libano e Palestina"
"Dobbiamo tutti impegnarci affinché il Libano sia incluso nel processo di pace tra Iran e Stati Uniti e che Israele non abbia più il diritto di bombardare il Libano e la Palestina". Lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan ieri sera. Secondo l'agenzia iraniana Irna, Erdogan, da parte sua, ha elogiato il saggio approccio dell'Iran nei confronti degli attacchi israeliani in Libano durante i colloqui Iran-Usa e ha espresso la speranza che l'Iran continui su questa strada "contro coloro che si oppongono ai colloqui". "L'inclusione del Libano in questo accordo ha avuto un risultato molto positivo", ha aggiunto.
Ghalibaf: "Su Hormuz coordinamento e linea diretta con gli Usa"
"Abbiamo concordato di istituire un meccanismo di coordinamento, che include una linea diretta e un centro di contatto a cui rivolgersi in caso di ambiguità o controversie" rispetto al traffico marittimo dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il capo negoziatore dell'Iran Mohammed Bagher Ghalibaf, parlando dei colloqui con gli Usa. "Durante questo periodo di 30 giorni, ai sensi dell'articolo 5 - ha aggiunto - le parti potranno mantenere uno stretto coordinamento affinché le navi che transitano nello Stretto possano farlo in modo più sicuro ed efficiente. Con l'aiuto di Dio, questo contribuirà a migliorare i flussi di traffico e i volumi di navi attraverso lo Stretto, a dare impulso all'economia regionale, a sostenere l'economia globale e a permetterci di guardare avanti".
Media, "Accordo Iran-Usa, sbloccati 12 miliardi di fondi congelati"
Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. La notizia è riportata da Al-Jazeera e da altri media della regione. I fondi sarebbero suddivisi in due tranche da 6 miliardi.
Iran, istituiti gruppi di lavoro su nucleare e su sanzioni
L'Iran ha annunciato l'istituzione di gruppi di lavoro sul nucleare e sulle sanzioni nell'ambito dei negoziati con gli Stati Uniti. Inoltre ha comunicato la conclusione dei colloqui tecnici in Svizzera.
I colloqui tecnici tra Iran e Stati Uniti in Svizzera si sono conclusi dunque con la creazione di gruppi negoziali, fanno sapere i media iraniani. I negoziatori "hanno deciso di istituire quattro gruppi di lavoro: Cessazione delle sanzioni, Affari nucleari, Ricostruzione e sviluppo economico, e Monitoraggio e attuazione", ha affermato l'agenzia di stampa statale Irna, citando il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi.
Ghalibaf, Stretto di Hormuz sarà gestito da Teheran
Lo Stretto di Hormuz sarà gestito da Teheran. Lo ha affermato, come riportato dai media di Stato iraniani, il capo negoziatore dell'Iran, Mohammad Ghalibaf: "Che tutti sappiano - ha detto Ghalibaf - che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai alle condizioni prebelliche. Lo Stretto sarà gestito dall'Iran, in conformità con il diritto internazionale e attraverso accordi iraniani".
Rubio oggi nel Golfo, focus su negoziati per pace e Hormuz
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio si recherà oggi nel Golfo per discutere dei negoziati in corso con l'Iran per mettere fine alla guerra. Lo ha annunciato il portavoce del Dipartimento di Stato americano Tommy Pigott in una nota. Visitando gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e il Bahrein, Rubio discuterà "del memorandum d'intesa con l'Iran, degli sforzi per garantire il transito sicuro e libero attraverso lo Stretto di Hormuz e dell'importanza della pace e della stabilità nella regione", ha dichiarato Pigott. In Bahrein, Rubio parteciperà al Consiglio di cooperazione del Golfo "per discutere le priorità comuni a livello regionale", ha precisato il portavoce del Dipartimento di Stato. Si prevede che il Ccg svolgerà un ruolo chiave nell'attuazione di alcuni elementi del protocollo d'intesa raggiunto tra Teheran e Washington, soprattutto per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz. Una fonte regionale ha riferito alla Cnn che l'Amministrazione Trump si aspetta che Il Consiglio di cooperazione del Golfo guidi gli sforzi per affrontare la questione dei missili balistici iraniani e del sostegno ai gruppi armati nella regione.
