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Attacco con droni al porto dell'Oman, interrotto il carico di petrolio. I pasdaran: "Nessun trasferimento concordato per l'uranio arricchito"

Il porto di Al-Fahal è stato scosso da un'esplosione, interrotte le operazioni di carico di greggio. Non si ferma il conflitto nel Paese dei cedri. Trump: "Non abbiamo bisogno degli europei

Attacco con droni al porto dell'Oman, interrotto il carico di petrolio. I pasdaran: "Nessun trasferimento concordato per l'uranio arricchito"
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La situazione in Medio Oriente continua a rimanere instabile.

Lo spiraglio per una possibile tregua in Libano si è chiuso, dopo che gli Hezbollah hanno respinto il cessate il fuoco con lo Stato ebraico. Il porto di Al-Fahal in Oman è stato scosso da esplosioni, probabilmente dovute ad un attacco di droni. E Trump sostiene di non aver bisogno dell'aiuto degli europei per vincere la guerra contro l'Iran.

Centcom smentisce Teheran: "Nessun colpo sparato contro navi Usa"

 "Le forze iraniane non hanno attaccato o sparato colpi contro navi della Marina Usa". Così l'Us Central Command smentisce le forze armate iraniane che hanno annunciato di aver sparato "colpi di avvertimento" contro due cacciatorpediniere statunitensi nel Mare dell'Oman, costringendole a lasciare l'area e a dirigersi verso l'Oceano Indiano. "Un'azione del genere sarebbe una grande violazione del cessate il fuoco", continua il post su X del Centcom.

Araghchi esclude incontro Trump-Khamenei: "Bisogna essere realisti"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha respinto le dichiarazioni di Donald Trump riguardo a un possibile incontro tra il presidente Usa e la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, affermando che la questione dovrebbe essere valutata "realisticamente" e "nel contesto reale". Araghchi, citato da Iran International, ha affermato che le agenzie di sicurezza avevano sconsigliato di aumentare le apparizioni pubbliche di Khamenei per motivi di sicurezza. Il ministro ha aggiunto che la comunicazione con Khamenei rimane "continua" e che le sue indicazioni vengono recepite "al momento opportuno" e seguite di conseguenza. "Mojtaba Khamenei è ora il leader della Repubblica islamica e svolge un ruolo molto stretto e influente negli sviluppi del Paese", ha affermato Araghchi. "Ha il pieno controllo degli affari. Lo stesso livello di obbedienza e lealtà che esisteva nei confronti del leader martirizzato ora esiste esattamente nei confronti del nuovo leader della rivoluzione", ha sottolineato.

Media pasdaran, nessun trasferimento concordato per uranio arricchito

Una fonte vicina al team negoziale iraniano ha respinto la notizia secondo cui Teheran avrebbe accettato di trasferire parte delle sue scorte di uranio arricchito in un paese terzo, definendola inesatta. La fonte ha dichiarato all'agenzia di stampa Fars che non è stato raggiunto alcun accordo sul trasferimento all'estero di alcuna parte delle scorte di uranio arricchito dell'Iran.

In precedenza Al Arabiya aveva riferito che l'Iran aveva informato il Pakistan di essere pronto a trasferire parte delle sue scorte di uranio a un paese terzo. La fonte che ha parlato all'agenzia Fars ha definito la notizia come falsa.

Teheran: sparati colpi avvertimento contro navi militari Usa

La Marina iraniana ha annunciato di aver sparato "colpi di avvertimento" contro due cacciatorpediniere statunitensi nel Mare dell'Oman, costringendole a lasciare l'area e a dirigersi verso l'Oceano Indiano. In una dichiarazione delle forze armate di Teheran, citata dall'agenzia di stampa Irna, si precisa che l'operazione è stata condotta con missili Qadir e droni Shahed contro le unità Ddg-103 e Ddg-87, nell'ambito di attività contro "azioni ostili" e interferenze statunitensi nei confronti di navi commerciali e petroliere iraniane. Le forze armate iraniane sostengono inoltre che l'azione avrebbe spinto altre unità navali Usa, incluse navi del gruppo d'attacco della portaerei Uss George H. W. Bush e la nave d'assalto anfibia Tripoli, a lasciare l'area.

Teheran, Marina ha costretto navi Usa a lasciare Golfo di Oman

La Marina dell'esercito iraniano, "lanciando missili e droni di avvertimento, ha costetto i cacciatorpediniere e le portaerei americane a fuggire dal Golfo di Oman verso l'Oceano Indiano". Lo scrive l'agenzia semiufficiale iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran.

Netanyahu non fa votare intesa con Libano, Hezbollah si oppone, accordo non c'è

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, durante una riunione di gabinetto con i ministri del governo, ha affermato che non metterà ai voti l'ultima versione dell'accordo di cessate il fuoco mediato dagli Usa con il Libano finché Hezbollah non ne avrà accettato i termini. Lo riporta Ynet. I ministri, criticando il fragile cessate il fuoco, hanno chiesto che venisse sottoposto al voto del governo. Netanyahu si è tuttavia rifiutato di indire una votazione, dichiarando ai ministri che "al momento non c'è alcun accordo" perché Hezbollah si è rifiutato di accettarne i termini. "Hezbollah si oppone, quindi non prenderò una decisione".

Cnn, Israele ha schierato truppe in Azerbaigian nella guerra con l'Iran

Durante la guerra con l'Iran, Israele ha segretamente dispiegato unità militari e di intelligence d'élite in Azerbaigian, nell'ambito di una rete di siti clandestini in tutto il Medio Oriente, per facilitare le operazioni contro l'Iran, secondo quanto riferito da quattro fonti a conoscenza dei fatti. Lo afferma la Cnn in un'esclusiva. Le forze operavano da diverse località nell'Azerbaigian meridionale, adiacenti al confine settentrionale con l'Iran e, nel punto più vicino, a soli 96 chilometri circa dalla città iraniana di Tabriz. Unità speciali di commando hanno condotto missioni di raccolta informazioni e operazioni con droni.

Idf, comandante genio militare di Hezbollah è stato eliminato

La scorsa settimana le Forze di Difesa Israeliane hanno eliminato Abd Harb, comandante di un'unità di ingegneria di Hezbollah. Lo ha annunciato il portavoce delle Idf, aggiungendo che il "terrorista" operava in un'unità incaricata dell'assemblaggio e dell'utilizzo di ordigni esplosivi destinati a colpire le forze israeliane impegnate nel Libano meridionale. Harb - afferma l'esercito - era un veterano e un alto comandante dell'organizzazione islamista, responsabile di numerosi attentati contro i soldati delle Idf, dalla Seconda Guerra del Libano fino ad oggi. L'Idf ha aggiunto che ieri è stato distrutto un lanciatore da cui i terroristi di Hezbollah sparavano razzi contro le forze israeliane nel Libano meridionale.

Nella notte raid israeliani su Tiro in Libano, sette morti

Almeno sette persone sono morte in attacchi israeliani notturni sulla città di Tiro, nel sud del Libano: è quanto riferito all'Afp da una fonte della Difesa civile. Un attacco nei pressi dell'ospedale Jabal Amel, secondo la stessa fonte ha provocato quattro morti e sette feriti, causando anche lievi danni alla struttura sanitaria. Un altro attacco ha ucciso tre persone e ne ha ferite altre cinque, tra cui due bambini.

Teheran, a Hormuz non imporremo pedaggi ma tariffe per servizi

L'Iran ha dichiarato che cercherà di imporre tariffe di servizio per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz in cambio della garanzia della sicurezza delle imbarcazioni, anziché pedaggi. Teheran "non intende riscuotere tasse di passaggio, dazi di transito o pagamenti per i diritti di transito", ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi in un'intervista all'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr. L'Iran, ha aggiunto, richiederà invece un risarcimento per i servizi prestati a fianco dell'Oman, tra cui assistenza alla navigazione, ricerca e soccorso, servizi di sicurezza e protezione, e servizi di bonifica ambientale in caso di inquinamento.

Media, esplosione nel porto dell'Oman, probabilmente causata da un attacco di droni

Il porto di Al-Fahal, in Oman, ha interrotto le operazioni di carico di petrolio greggio a seguito di un'esplosione avvenuta vicino alle banchine di attracco, probabilmente causata da un attacco di droni. Lo Riporta Ynet News, citando la Reuters.

Lavrov, gli Usa non sanno come uscire dalla guerra con l'Iran

Gli Stati Uniti sono a disagio con la situazione in Iran e non sanno come uscirne, secondo il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov che ne ha parlato in un'intervista a Izvestia, riportata dalla Tass. "Il presidente Trump ad un certo punto ha detto 'Distruggeremo l'Iran come civiltà'. Era un'ambizione coraggiosa - ha affermato Lavrov - nessuno dubita che questo obiettivo sia irraggiungibile". "E non è un caso - ha aggiunto - che gli Stati Uniti comprendano chiaramente e siano a disagio con questa situazione, a giudicare dalle loro dichiarazioni e azioni e non sappiano come uscirne".

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