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"Diamo i Taurus a Kiev". I generali intercettati e l'imbarazzo di Scholz

I russi "ascoltano" l'esercito tedesco

"Diamo i Taurus a Kiev". I generali intercettati e l'imbarazzo di Scholz

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Berlino Sotto le nuvole di Roma, il cancelliere Olaf Schlolz era grigio in volto quando ieri ha incontrato i giornalisti in piazza San Pietro, dopo l’udienza privata in Vaticano da papa Francesco.

«È una questione molto seria» da chiarire con «molto rapidamente», ha dichiarato Scholz con riferimento a una videoconferenza tra i comandi dell’aeronautica tedesca (Luftwaffe), intercettata dalla Russia. I generali discutevano della possibilità che la Germania fornisca missili da crociera Taurus all’Ucraina, nonché del loro impiego da parte dell’aeronautica di Kiev contro il Ponte di Crimea. Mentre le truppe russe avanzano, la distruzione dell’infrastruttura sarebbe un successo per l’Ucraina: con una testata da 480 chili, i Taurus tornerebbero utili.

In una videoconferenza del 19 febbraio scorso, i comandi della Luftwaffe concordano che i Taurus possono essere forniti all’Ucraina, senza inviarvi assistenti militari tedeschi per il loro uso. Una differenza con il Regno Unito che, come affermano i generali, ha consegnato missili da crociera Storm Shadow all’Ucraina, dispiegandovi proprie truppe affinché li installassero sui caccia di Kiev. A ogni modo, i comandi della Luftwaffe convengono che l’invio dei Taurus in Ucraina dipende da una decisione di Scholz. Un normale colloquio tra militari, se non fosse stato intercettato dalla Russia dove la direttrice dell’emittente televisiva Rt, Margarita Simonjan, ne ha diffuso la trascrizione su Telegram. Divenuta nota il 1° marzo, la fuga di notizie pareva un esempio di disinformacija, ma è stata confermata dal ministero della Difesa di Berlino, che ha avviato un’inchiesta. La vicenda ribadisce la permeabilità del sistema di sicurezza della Germania ed è un’altra stazione della Via Crucis di Scholz. Il cancelliere è contrario alla consegna dei missili chiesti da mesi dall’Ucraina, preoccupato che possano essere diretti contro obiettivi in Russia. In crisi nei sondaggi e con un governo traballante, Scholz teme che la fornitura equivalga alla partecipazione della Germania alla guerra, con il rafforzamento dell’opposizione pacifista di estrema destra ed estrema sinistra.

Accuse di esitazione e pavidità nel sostegno all’Ucraina piovono da Unione cristiano-democratica (Cdu) e Unione cristiano-sociale (Csu), principali forze di opposizione al Bundestag. Critiche giungono anche dalla maggioranza, con Verdi e Partito liberaldemocratico (Fdp) favorevoli alla fornitura dei Taurus al Paese aggredito dalla Russia.

Sotto questo fuoco incrociato, il socialdemocratico Scholz teme le ritorsioni della Russia e, il 29 febbraio, ha avvertito che, se mal utilizzati, i missili dalla gittata di oltre 500 chilometri potrebbero «colpire Mosca». Alfiere della «svolta epocale» della Germania nella difesa, Scholz pare aver timore delle conseguenze dello stesso processo che ha avviato.

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