Dopo l’annuncio dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, la diplomazia internazionale si concentra sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e sul futuro del programma nucleare di Teheran.
Trump assicura che il passaggio resterà libero, ma l’Iran rivendica il diritto a tariffe per i servizi di navigazione. Europa e G7 chiedono un’attuazione rapida dell’intesa, mentre Francia e Regno Unito si dicono pronte a guidare una missione marittima con il sostegno anche dell’Italia.Media Teheran, iniziata revoca blocco navale Usa
Sarebbe iniziata la revoca del blocco navale statunitense nei confronti dei porti iraniani. E' quanto sostiene Press Tv, all'indomani della firma del memorandum di intesa tra Teheran e Washington. Secondo l'emittente, "tre petroliere e due navi cariche di beni essenziali per l'Iran hanno superato il blocco navale".
Netanyahu, obiettivi raggiunti, ma non so quando regime cadrà
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha respinto le critiche sull'esito della campagna militare congiunta con gli Stati Uniti contro l'Iran e ne ha rivendicato i risultati, pur riconoscendo che il regime di Teheran è ancora in piedi. "Non è andata affatto male. Ho definito gli obiettivi - e il governo ha definito gli obiettivi - in modo diverso da quello che avete detto", ha affermato in conferenza stampa, rispondendo a una domanda sul mancato cambio di regime. Netanyahu ha poi sostenuto che "l'Iran si trova in una situazione economica molto difficile. Abbiamo colpito tutte le possibili infrastrutture. Il danno è enorme. Ci sono crepe anche all'interno di questo regime". "Posso dirvi quando cadrà questo regime? Non lo so. Avrei poturo dirvi quando sarebbe caduto il regime sovietico? No. Non avrei potuto", ha concluso.
Netanyahu, abbiamo salvato Israele, ma non è finita qui
"La cosa più importante è che abbiamo salvato Israele da una minaccia esistenziale e imminente perché l'Iran stava correndo all'armamento nucleare e stava seppellendo sotto terra i missili. Se non avessimo agito quando abbiamo agito, con i nostri amici americani, tutti voi che ascoltate sareste stati sotto minaccia imminente di morte. E ora abbiamo allontanato per anni questa minaccia. È questo che abbiamo ottenuto. Ma non è finita qui. Dobbiamo continuare a difenderci". Ha dichiarato il premier israeliano in conferenza stampa.
Netanyahu, rimarremo in zone sicurezza finché necessario
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato in conferenza stampa che Israele rimarrà nelle zone di sicurezza. "Abbiamo istituito zone di sicurezza capillari intorno allo Stato di Israele. Lo abbiamo fatto a Gaza, in Libano e in Siria, dove abbiamo eliminato tutte le armi dell'esercito di Assad", ha affermato, "voglio essere chiaro: rimarremo nelle zone di sicurezza finché sarà necessario per proteggere il nostro Paese". Lo riporta Ynet.
Netanyahu, cosa abbiamo ottenuto in Iran? Eliminato minaccia imminente
"La gente mi chiede cosa abbiamo ottenuto. Abbiamo ottenuto l'eliminazione di una minaccia esistenziale e imminente nei nostri confronti. Abbiamo eseguito con i nostri alleati americani il più grande attacco aereo della storia d'Israele. Abbiamo eliminato gli scienziati nucleari, la leadership del regime del terrore, abbiamo decimato la maggior parte del programma missilistico e infinite infrastrutture militari. Comandanti dei Basij che massacravano la propria popolazione. Abbiamo inflitto danni per milioni di miliardi di dollari". Lo ha detto Benjamin Netanyahu in conferenza stampa.
Pezeshkian, non c'è ancora accordo definitivo e non ci faremo umiliare
"Quanto concordato rappresenta un passo importante per fermare la guerra e avviare i negoziati, anche se un accordo definitivo deve ancora essere raggiunto". Lo ha dichiarato in un post su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, commentando il memorandum d'intesa firmato digitalmente ieri da Teheran e Washington. "La Repubblica Islamica dell'Iran è pronta a tutte le opzioni, e il focus del governo, con o senza accordo, è servire con onestà il popolo - ha aggiunto Pezeshkian - La nazione iraniana ha imparato dal suo Imam martire (l'ayatollah Ali Khamenei, ndr) a non sottomettersi all'umiliazione".
Media Israele, in 2-3 settimane si capirà se accordo, opzione militare Usa resta
"Attualmente gli iraniani stanno acconsentento a rinunce senza precedenti sulla questione nucleare e per questo stiamo considerando nostre concessioni. Tuttavia, tra due o tre settimane capiremo se le intenzioni degli iraniani sono reali e si potrà arrivare a un accordo sul nucleare. In caso negativo, il presidente Trump ha una serie di strumenti a suo favore, incluso il ritorno all'offensiva militare". Lo riporta Channel 12 citando una fonte dell'amministrazione Trump.
Fonti Usa a Cnn, Oman mediatore ambiguo, estromesso da negoziati
Un alto funzionario dell'amministrazione statunitense ha accusato l'Oman di aver avuto un comportamento "ambiguo" durante i negoziati con l'Iran, pertanto Washington ha deciso "estromettere" il Sultanato dal ruolo di mediatore. "Eravamo molto insoddisfatti del lavoro svolto dagli omaniti. Abbiamo ritenuto che fossero molto ambigui e quasi come dipendenti degli iraniani nel modo in cui si sono mossi, perciò li abbiamo sostanzialmente estromessi da questo processo", ha dichiarato il funzionario alla Cnn.
Tajani, pronti a fare nostra parte
L'Italia è pronta a fare la sua "parte" nello sminamento dello Stretto di Hormuz. Lo sottolinea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a Lussemburgo al termine del Consiglio Affari Esteri. "Vediamo che cosa succederà - dice - noi siamo pronti a fare la nostra parte, a partecipare anche a una missione militare per lo sminamento e per garantire la libertà di circolazione". "Appena ci sarà un'azione concreta - continua - e ne ho parlato a lungo anche con il vice primo ministro pakistano" Mohammad Ishaq Dar, "dopo averlo ringraziato per l'opera di mediazione svolta. Vediamo cosa accadrà dopo la firma a Ginevra: noi siamo pronti a fare la nostra parte. Se ne parlerà, credo, anche al G7 in Francia". Per il ministro, "l'Italia sarà protagonista di una nuova stagione di difesa della libertà di navigazione, così come stiamo facendo con la nostra Marina Militare nel Mar Rosso e con la missione Atalanta contro la pirateria. Così faremo, se ci sarà un accordo, anche a Hormuz", conclude.
Trump a Macron, Usa non hanno bisogno di molto aiuto per riaprire Hormuz
Gli Stati Uniti non hanno bisogno di "molto aiuto" per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump al presidente francese Emmanuel Macron.
Macron a Trump, pronti a dispiegare caccia, fregate e portaerei ad Hormuz
"Vorrei che la Francia potesse dispiegare una o due navi" per mettere al sicuro la riapertura dello Stretto di Hormuz, ha detto oggi Donald Trump, al G7 di Evian, nel corso del colloquio bilaterale con Emmanuel Macron. Il presidente francese ha risposto: "Noi siamo pronti ad avere, fin da domani, dei caccia sul posto, che possono aiutare in missioni di ricognizione. Entro 48 ore, possono essere ovviamente dispiegate delle fregate, poi la portaerei. Insomma, siamo pronti".
Trump, io a firma intesa in Svizzera? Potrei esserci come no
Donald Trump non ha escluso la propria presenza venerdì 19 in Svizzera per la firma dell'accordo con l'Iran. "Dipende - ha risposto a una domanda dei giornalisti - Verrà Jd Vance, era previsto firmasse lui. Io probabilmente me ne sarò già andato a quel punto. Ma staremo qua a lungo, quindi potrei esserci, come no".
Trump, l'accordo con l'Iran non prevede un allentamento delle sanzioni
L'accordo con l'Iran non include alcun allentamento delle sanzioni. Lo ha detto Donald Trump nel corso del bilaterale con Emmanuel Macron. "È davvero una questione di comportamento. Se fanno quello che devono fare...", ha aggiunto Trump.
Trump, prezzo petrolio sta crollando a livelli prima della guerra
Il prezzo del petrolio "sta crollando" dopo l'annuncio dell'accordo con Teheran. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump prima del bilaterale con l'omologo francese Emmanuel Macron. "Ci stiamo avvicinando ai prezzi che c'erano prima della guerra", ha aggiunto.
Trump, lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto venerdì
Il presidente americano, Donald Trump, parlando oggi pomeriggio dopo l'incontro bilaterale con il capo dello stato francese Emmanuel Macron, al vertice del G7 di Evian, ha assicurato che "lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto venerdì".
Netanyahu rilascerà dichiarazioni su accordo con Usa alle 19
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu rilascerà alle 20 (le 19 italiane) dichiarazioni video sull'accordo annunciato ieri tra Iran e Stati Uniti. Lo ha riferito al Times of Israel un funzionario israeliano secondo cui Netanyahu, che come molti connazionali non vedo di buon occhio il memorandum tra Washington e Teheran, difficilmente si opporrà pubblicamente a Donald Trump.
Usa, manterremo l'attuale posture militare durante i 60 giorni di colloqui
Nei 60 giorni di trattative con l'Iran, gli Stati Uniti manterranno la loro postura militare. Lo ha detto un funzionario americano, sottolineando che Washington vorrebbe ridurre le forze ma non ancora.
Axios, memorandum firmato digitalmente da Trump, Vance e Ghalibaf
Il memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti è stato firmato ieri digitalmente dal presidente Donald Trump e il suo vice Jd Vance per la parte americana, e dal capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf per la parte iraniana. Lo ha riferito ad Axios una fonte Usa.
Media, prigionieri americani in Iran non inclusi nell'accordo di pace
Un portavoce del ministero degli Esteri di Teheran ha dichiarato a Cbs News che i negoziati Usa-Iran e il relativo memorandum che sarà siglato venerdì a Ginevra non hanno incluso alcuna discussione sul rilascio dei prigionieri iraniano-americani nel Paese. Attualmente, secondo il media statunitense, si ritiene che in Iran siano detenuti quattro cittadini americani, di cui due già identificati: il giornalista 49enne Abdolreza Valizadeh, prigioniero dal maggio 2025, e il 61enne Kamran Hekmati, arrestato nel luglio 2025 durante un viaggio a Teheran per visitare la sua famiglia.
Esercito Usa, blocco navale resta in vigore fino a firma accordo
Il blocco navale statunitense dei porti iraniani rimane in vigore in attesa della firma dell'accordo di cessate il fuoco con l'Iran, prevista per il 19 giugno. "Il blocco militare dei porti iraniani rimane in vigore, limitando tutto il traffico in entrata e in uscita da questi porti", si legge in una nota dell'esercito degli Stati Uniti, "non tentate di attraversare finché non vi saranno date indicazioni esplicite".
Merz, possibile missione a Hormuz se ci saranno giuste condizioni
Il cancelliere, Friedrich Merz, ha dichiarato che la Germania potrebbe partecipare a una possibile missione nello Stretto di Hormuz. "Vogliamo collaborare con i nostri partner per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz", ha affermato Merz a Berlino, prima di partire per il vertice del G7 a Évian-les-Bains. "Lo faremo non appena saranno soddisfatte le condizioni necessarie. Ne discuteremo a Évian con gli Stati Uniti, il presidente americano Donald Trump, i nostri partner europei e i paesi della regione", ha aggiunto il cancelliere.
Vance, accordo firmato digitalmente, soldi per ricostruzione solo se onora impegni
"Abbiamo già firmato digitalmente l'accordo e non è stato erogato denaro. E questo non cambierà". Lo ha detto il vicepresidente americano Jd Vance, parlando ad Abc News all'indomani dell'annuncio dell'intesa con l'Iran sul memorandum per porre fine alla guerra. "Si tratta di un meccanismo basato sui risultati - ha aggiunto Vance, riferendosi ai 300 miliardi di dollari per la ricostruzione come un - qualcosa a cui potranno accedere se manterranno i loro impegni". "L'Iran non riceverà un centesimo finché non adempirà ai propri obblighi. E il denaro di cui stiamo parlando consiste essenzialmente nell'alleviamento delle sanzioni - ha precisato il vicepresidente - Non stiamo dando loro denaro americano: nemmeno un dollaro di denaro americano andrà all'Iran. Siamo disposti a concedere un significativo alleggerimento delle sanzioni se gli iraniani assumeranno gli impegni a lungo termine necessari per essere un paese normale, per rinunciare al loro programma di armi nucleari e per smettere di finanziare attività terroristiche in tutto il Medio Oriente".
Von der Leyen: "Non ci sarà pace finché il Libano è in fiamme"
"Non potrà esserci una pace duratura finché il Libano continuerà a essere in fiamme. Chiediamo un vero cessate il fuoco e il pieno rispetto della sovranità libanese". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Evian, accogliendo "con favore l'accordo tra Usa e Iran". "La priorità ora è l'attuazione: lo Stretto di Hormuz deve riaprire e la libertà di navigazione dev'essere ripristinata senza ostacoli. È essenziale per la stabilità regionale e l'economia mondiale", ha sottolineato, aggiungendo che "l'intesa deve portare alla fine dei programmi nucleari e balistici iraniani".
Trump: "Navi cariche di petrolio stanno lasciando Stretto Hormuz"
"Le navi stanno iniziando a lasciare lo Stretto di Hormuz, molte delle quali cariche di petrolio". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social. "Stanno percorrendo l'"autostrada" meridionale, che è assolutamente sicura, protetta e incontaminata", ha aggiunto.
Teheran: "Imporremo tariffe per servizi di navigazione in stretto Hormuz"
L'Iran afferma che imporrà tariffe per i servizi di navigazione nello stretto di Hormuz, piuttosto che pedaggi, secondo l'intesa con gli Usa. Lo ha detto il portavoca del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Abbiamo sempre sostenuto che non vogliamo incassare pedaggi per il transito, ma tariffe per i servizi di navigazione, la protezione ambientale, l'assicurazione per le navi e altri servizi necessari saranno imposte", ha detto.
Vance, ci aspettiamo che Hormuz resti aperto senza pedaggi
Ci aspettiamo che lo Stretto (di Hormuz, ndr) rimanga accessibile senza pedaggi a lungo termine. Questo è uno degli aspetti che cercheremo di definire in questi negoziati tecnici". Lo ha affermato il vicepresidente americano J.D. Vance in un'intervista alla Cnbc.
Teheran: "Usa ancora lontani da poter conquistare nostra fiducia"
"Gli Stati Uniti hanno ancora molta strada da fare prima di poter conquistare la fiducia del popolo iraniano". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, nel corso del briefing settimanale con la stampa, sottolineando che Teheran continua a nutrire una "profonda sfiducia" nei confronti di Washington nonostante il quadro d'intesa concordato per porre fine alla guerra. "Purtroppo, bisogna riconoscere che la profonda sfiducia dell'Iran verso gli Stati Uniti deriva da una lunga storia di comportamenti scorretti da parte dei leader americani", ha affermato.
Macron: "Pronti a guida missione Hormuz con Gb, Olanda e Italia"
"La Francia e la Gran Bretagna sono pronte a prendere la testa di una missione nello Stretto di Hormuz, con il sostegno di Olanda e Italia, con l'obiettivo di contribuire alla riapertura di questa via marittima una volta che l'accordo concluso fra gli Stati Uniti e l'Iran sia effettivamente applicato". Lo ha detto intervistato da TF1 da Evian-les-Bains, in apertura del G7, il presidente francese Emmanuel Macron. Secondo l'inquilino dell'Eliseo la missione potrebbe essere dispiegata "entro due o tre giorni". Per Macron "la riapertura dello stretto di Hormuz con l'imposizione di pedaggi sarebbe contraria al diritto internazionale".
Media, Svizzera non ha ancora ricevuta richiesta per ospitare firma accordo
La Svizzera non ha ricevuto alcuna informazione o richiesta ufficiale per ospitare una cerimonia di firma di un memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti. Lo riporta il Times of Israel, citando una fonte diplomatica svizzera. Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha dichiarato che le parti parteciperanno a una cerimonia a Ginevra venerdì. "Organizzare un evento di grande portata a Ginevra con così poco preavviso rappresenterebbe un bel grattacapo per la Svizzera, dato che i Paesi partecipanti al vertice del G7, che si tiene questa settimana nella vicina Evian, in Francia, utilizzano le loro ambasciate a Ginevra come base logistica per l'evento", scrive il quotidiano. "Allo stesso tempo, il funzionario afferma che, qualora venisse presentata una richiesta, la Svizzera saprebbe con ogni probabilità come organizzare la cerimonia di firma", aggiunge.
Media Teheran: "Aggiunta in accordo clausola su pedaggi per transito Hormuz, ok Usa"
L'Iran ha aggiunto all'ultimo momento, nell'accordo con gli Stati Uniti per la fine della guerra, una clausola sull'imposizione di un pedaggio alle navi in transito dallo Stretto di Hormuz, ha reso noto l'agenzia iraniana Fars, citando fonti informate. "Nella fase finale dei negoziati, il testo del memorandum di intesa è stato corretto per sottolineare in modo chiaro ed esplicito la questione della sovranità dell'Iran e dell'Oman sullo Stretto di Hormuz. L'impiego del termine 'servizi marittimi, significa che gli Stati Uniti hanno accettato che saranno pagati all'Iran", ha spiegato la fonte.
Usa e Iran terranno colloqui preparatori a Doha prima della firma
Stati Uniti e Iran terranno colloqui preparatori a Doha prima della firma dell'accordo, prevista venerdì a Ginevra. Lo riferisce un diplomatico all'Afp. La fonte ha aggiunto che i mediatori del Qatar hanno lasciato Teheran dopo "17 ore di intensi negoziati", iniziati domenica e culminati nel raggiungimento di un accordo.
Trump elogia Putin e Xi, hanno contribuito ad accordo
Il presidente americano, Donald Trump, in un'intervista al New York Times ha elogiato il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin per aver "contribuito" a promuovere in raggiungimento di un accordo con l'Iran.
Trump al Nyt: "Senza accordo sul nucleare riprendiamo attacchi all'Iran"
Qualora l'Iran non raggiungesse un accordo nucleare definitivo con gli Usa, un processo che dovrebbe iniziare venerdì in Svizzera, Donald Trump ha minacciato di riprendere gli attacchi militari contro Teheran o di fare degli Stati Uniti "i custodi del Medio Oriente" in cambio del 20% dei ricavi della regione". Lo ha detto il tycoon in una conversazione telefonica di 28 minuti con il New York Times. Trump ha aggiunto che l'Iran avrebbe garantito, in ultima analisi, uno Stretto di Hormuz "permanentemente libero da pedaggi", sostenendo di aver salvato Israele dall'annientamento nucleare, malgrado le obiezioni del premier Netanyahu.
Trump: "Netanyahu uomo 'molto difficile', dovrebbe essere grato"
Il presidente americano Donald Trump nel corso di un'intervista al New York Times ha definito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu un "tipo molto difficile". "A dire il vero, dovrebbe esserci molto grato perché se l'Iran avesse un'arma nucleare, Israele non esisterebbe", ha aggiunto.
Vance a Fox News, accordo con Teheran può trasformare Medio Oriente
Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha dichiarato a Fox News che l'accordo con l'Iran ha il potenziale per "trasformare radicalmente il Medio Oriente per i prossimi 50 anni"."Questa regione del mondo è stata un caso disperato per tutta la mia vita e anche prima", ha affermato Vance come riporta la Bbc.Vance ha aggiunto che Donald Trump è riuscito a "eliminare la minaccia dell'Iran". Ha poi concluso dicendo che ora sarà possibile "costruire una nuova era di prosperità e successo in Medio Oriente"."Un'era in cui, francamente, potremo generare molta prosperità per il popolo americano a partire da quella regione", ha concluso Vance.
Trump al NY Times, se non rispettato accordo riprenderanno attacchi
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilasciato un'intervista al New York Times domenica pomeriggio, nella quale ha affermato che l'accordo con l'Iran garantisce che lo Stretto di Hormuz sarà "permanentemente senza pedaggio".In quella che il giornale definisce una telefonata di 28 minuti, Donald Trump ha anche dichiarato che se l'Iran non raggiungerà un accordo definitivo sul nucleare con gli Stati Uniti, riprenderà gli attacchi militari o renderà gli Stati Uniti "i guardiani del Medio Oriente" in cambio di un quinto delle entrate della regione.Trump - si legge sulla Bbc - ha ribadito con fermezza le sue precedenti affermazioni secondo cui la decisione di attaccare l'Iran a febbraio e il successivo blocco navale dei suoi porti hanno "rimodellato il Medio Oriente a favore dell'America".
Gb-Francia-Germania-Italia: "L'Iran non deve mai acquisire armi nucleari"
Regno Unito, Francia, Germania e Italia (gruppo E4) sono pronte a revocare alcune sanzioni contro l'Iran dopo l'accordo raggiunto con gli Usa per porre fine al loro conflitto. "L'Iran non deve mai acquisire armi nucleari. Siamo pronti a collaborare con Usa, Iran e Aiea a tal fine", hanno affermato i leader dei quattro Paesi in una dichiarazione congiunta. I quattro Paesi, inoltre, sono pronti a revocare alcune sanzioni se l'Iran adotterà "passi concreti e verificabili" sul nucleare, chiedendo al contempo la riapertura urgente dello Stretto di Hormuz per l'importanza della "libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni"
Gb, Francia, Germania e Italia: "Bene accordo, ora attuarlo rapidamente e in modo completo"
"Accogliamo con grande favore l'annuncio del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Ci congratuliamo con gli Stati Uniti, il governo iraniano e tutti i soggetti coinvolti, inclusi Pakistan, Qatar e tutti gli altri mediatori, per questa svolta diplomatica". Così in una dichiarazione congiunta i leader di Regno Unito, Francia, Germania e Italia. "Questo è un momento di opportunità per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l'economia globale - proseguono i leader - È ora fondamentale che i negoziati dettagliati si concludano e che questo accordo venga attuato rapidamente e in modo completo. Siamo pronti a sostenere questo sforzo".
Trump: "Hormuz riapre venerdì dopo firma accordò"
"Con l'apertura dello Stretto di Hormuz, alla firma dell'accordo venerdì per consentire le operazioni di sminamento, il petrolio tornerà a fluire liberamente, a beneficio della regione e del resto del mondo". Lo scrive il presidente Usa Donald Trump su Truth.
Macron: "G7 discuterà della riapertura a lungo termine dello Stretto di Hormuz"
Il G7 discuterà della riapertura a lungo termine dello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron, spiegando che a Evian le potenze del G7 inizieranno i colloqui proprio dalle "conseguenze" dell'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, inclusa la "riapertura a lungo termine" dello Stretto di Hormuz. "L'obiettivo sarà quello di esaminare le conseguenze di questo accordo, il sostegno al Libano, la riapertura a lungo termine di Hormuz e, naturalmente, la conclusione di un accordo sui programmi nucleari e missilistici balistici iraniani", ha dichiarato il presidente francese in un video pubblicato su Instagram al suo arrivo nella città sulle rive del Lago di Ginevra, dove ospiterà Donald Trump e i leader di Germania, Canada, Italia, Giappone e Regno Unito per tre giorni a partire da lunedì. Questi temi saranno discussi anche martedì con i leader di Egitto, Emirati Arabi Uniti e Qatar, ha sottolineato. "Esamineremo anche le modalità per diversificare le rotte energetiche fuori dalla regione al fine di ridurre la nostra dipendenza", e quindi "le conseguenze della crisi in Medio Oriente sulle nostre economie", ha spiegato Emmanuel Macron. I prezzi del carburante sono schizzati alle stelle dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, avvenuta dopo l'inizio della guerra alla fine di febbraio, poiché gran parte delle esportazioni petrolifere della regione transita normalmente attraverso questo stretto. Francia e Regno Unito, insieme ad altri Paesi, hanno proposto una missione marittima multinazionale per sminare e mettere in sicurezza questa via navigabile strategica, da dispiegare dopo il raggiungimento di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Questa opzione dovrebbe essere all'ordine del giorno del vertice del G7. I due Paesi e il mediatore pakistano hanno annunciato che tale accordo è stato raggiunto, consentendo la riapertura dello stretto.