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Guerra

Donald: “Putin finisca la guerra”. Ira di Zelensky per le sanzioni Ue

Kiev incassa l’appoggio del tycoon che apre alla produzione di Patriot in Ucraina e mette all’angolo lo Zar. Bruxelles conferma le misure contro la Russia, ma esclude due oligarchi vicini al Cremlino

TOPSHOT - US President Donald Trump (R) meets with Ukraine's President Volodymyr Zelensky on the sidelines of the 81st United Nations General Assembly in New York, on September 22, 2026. (Photo by Brendan SMIALOWSKI / AFP)

«Putin metta fine alla guerra». Negli ultimi quattro anni e mezzo lo hanno detto un po’ tutti. Ma che lo dica Donald Trump, l’uomo che in un modo o nell’altro può spostare gli equilibri del conflitto e arrivare a spingere le parti a un compromesso è parecchio significativo. Soprattutto perché la dichiarazione arriva poco prima del colloqui con il leader ucraino Volodymyr Zelensky a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York. «Il presidente Zelensky e io stiamo cercando di trovare una soluzione per quanto riguarda la guerra, e penso che ci riusciremo. Il rapporto è molto forte, e quello con l’Europa è molto forte», ha sottolineato, un po’ a sorpresa, il tycoon. Zelensky, dopo il faccia a faccia durato oltre un’ora, ha detto di aver incassato da Trump (che conferma l’ipotesi) il via libera alla produzione di missili Patriot in Ucraina («Aiuteranno a salvare vite») e discusso di «potenziali passi per la de-escalation che possono aprire la strada alla diplomazia». Mentre la tregua energetica resta legata alle azioni di Mosca.

Un asse rinsaldato, come confermano le parole del segretario di Stato Marco Rubio: «I russi subiscono migliaia di soldati morti ogni settimana e anche l’Ucraina sta affrontando un feroce attacco. È davvero dannoso per entrambe le parti e vogliamo fare tutto il possibile per porvi fine. Restiamo fiduciosi che lì possa succedere qualcosa», ha detto l’uomo forse più vicino alle posizioni di Kiev in tutta l’amministrazione americana, colui che ha sta cercando di spingere perché qualsiasi accordo non sia troppo favorevole alla Russia.

Che qualcosa si stesse muovendo lo dimostra anche il breve incontro tra Zelensky e il direttore della Cia John Ratcliffe in Irlanda. Incontro che arriva a poche settimane dal blitz del capo dell’Agenzia in Russia, a dimostrazione di come le trattative si svolgano e si stiano svolgendo anche e soprattutto nell’ombra. Davanti ai riflettori invece, Zelensky riceve il confermato supporto del presidente francese Macron e della leader della Ue von der Leyen, con cui si è incontrato a New York. «La Francia sarà al fianco dell’Ucraina per affrontare l’inverno e il G7 (che ha confermato l’incrollabile sostegno a Kiev, ndr) sarà anch’esso mobilitato». «L’Europa sta lavorando più duramente che mai per rafforzare la difesa dell’Ucraina - ha detto von der Leyen - Il nostro nuovo programma Eu anti-balistico può aiutare a incrementare rapidamente la produzione». Il malumore di Kiev è per le sanzioni europee alla Russia, rinnovate per 36 mesi a circa 3mila tra persone ed entità russe. Ma non più ai due milionari russi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman. «Decisione vergognosa e ingiustificabile - ha commentato il ministro degli Esteri Sybiha - Mosca sta festeggiando, ha ottenuto l’impunità che voleva».

Il convitato di pietra è e rimane Vladimir Putin. «So che è disposto a incontrarmi. Abbiamo già avuto un incontro in Alaska. Potremmo farne un altro, non so se a Miami» in occasione del G20, ha detto Trump. La sensazione è quella di uno Zar mai così all’angolo, visto il pressing globale su di lui. Tanto che dal Cremlino traspare fastidio. «Il cessate il fuoco proposto da Zelensky? Si spiega con il peggioramento della situazione, sia sul fronte che sul piano economico», ha detto il portavoce del Cremlino Peskov. «Kiev sa perfettamente quale responsabilità deve assumersi e quali decisioni devono essere prese per il percorso che ci condurrà a una pace duratura», ha detto, confermando le posizioni russe che restano le stesse da quattro anni. Ma che una persona sola, con un iconico ciuffo biondo, può essere in grado di modificare portando la tanto attesa e sperata svolta.

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