I negoziatori ucraini sarebbero stati colti di sorpresa dall’annuncio di Donald Trump di un accordo con Vladimir Putin per la fornitura di gasolio russo agli Stati Uniti e ai mercati internazionali. Secondo quanto scrive il Kyiv Independent, l’intesa garantirebbe nuove entrate a Mosca per finanziare la guerra contro l’Ucraina e comprometterebbe il potere contrattuale di Kiev nei negoziati.
L’annuncio del presidente americano è arrivato mentre, a Miami, gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner incontravano la delegazione ucraina. La tempistica della decisione ha suscitato irritazione tra i rappresentanti di Kiev. “È sembrata una trappola”, ha dichiarato un alto funzionario ucraino al quotidiano. “Non c’era solo la nostra delegazione, ma c’era anche una delegazione europea”, ha aggiunto, descrivendo così il clima durante gli incontri: “Eravamo tutti lì seduti come degli idioti”.
Lo stesso funzionario ha accusato Trump di aver trascinato gli Stati Uniti in una guerra contro l’Iran, definita “senza via d’uscita”, e di stare sacrificando gli interessi ucraini per ottenere un sollievo temporaneo a poche settimane dalle elezioni di metà mandato. “Chiaramente, Trump non vuole ammettere che sia stata la sua guerra contro l’Iran a causare così tanti problemi agli americani”, ha osservato un altro funzionario ucraino.
I colloqui di Miami e l’intesa con Mosca
Secondo quanto ricostruito dal Kyiv Independent, l’agenda dei colloqui di Miami prevedeva la possibilità di una tregua energetica tra Kiev e Mosca e un accordo separato per fermare gli attacchi nel Mar Nero. I colloqui sono però deragliati dopo che Trump ha annunciato, in seguito a una telefonata con Putin, che la Russia avrebbe fornito milioni di tonnellate di gasolio agli Stati Uniti e ai mercati internazionali.
Stando ai funzionari ucraini citati dal quotidiano, Kiev non era stata informata in anticipo dei dettagli dell’accordo. Zelensky aveva riconosciuto pubblicamente che Washington stava valutando un’intesa con Mosca, ma i rappresentanti ucraini hanno dichiarato di non essere stati a conoscenza dei particolari prima dell’annuncio del presidente americano.
Un altro elemento contestato riguarda la tempistica delle decisioni sulle sanzioni. “Hanno revocato le sanzioni fino al 7 aprile... Quindi lo stavano preparando per il 7 ottobre. È un regalo di compleanno per Putin”, ha dichiarato un funzionario ucraino al Kyiv Independent, suggerendo che Washington avesse pianificato una tempistica specifica.
Lo scontro sulla tregua energetica
In precedenza, Trump aveva fatto pressione su Zelensky affinché interrompesse gli attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche russe. I funzionari ucraini hanno affermato che il presidente dell’Ucraina aveva ripetutamente chiarito che un’eventuale tregua energetica avrebbe dovuto applicarsi a entrambe le parti: anche la Russia avrebbe dovuto fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine.
Secondo le fonti ucraine citate dal quotidiano, durante i colloqui i negoziatori statunitensi avrebbero presentato la questione in modo diverso, attribuendo a Zelensky la responsabilità dello stallo per il suo rifiuto di interrompere gli attacchi alle raffinerie russe.
A rendere ancora più tesi i rapporti sarebbe stata la questione della condivisione dei dati d’intelligence. Una persona presente agli incontri ha riferito al Kyiv Independent che ai rappresentanti ucraini sarebbe stato comunicato che Washington avrebbe interrotto la condivisione delle informazioni utilizzate da Kiev per individuare e colpire obiettivi in territorio russo. La fonte ha confermato quanto riportato in precedenza dal Financial Times e da Axios.
