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Guerra

Il negoziato al telefono Trump-Putin-Zelensky. “Zar pronto a trattare”

L’ipotesi di de-escalation quest’inverno. Parigi: “C’è disponibilità al dialogo dopo le elezioni della Duma”. Witkoff: “Progressi sostanziali”

L'apertura di Putin: "Ora negoziamo". Zelensky: "Vediamoci". Trump: "Bellissimo"

Dopo la missione dei suoi inviati a Mosca e Kiev, Donald Trump si prepara a parlare direttamente con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Prima il presidente russo, poi quello ucraino: due telefonate per verificare se i «progressi sostanziali» rivendicati da Steve Witkoff possano tradursi in un nuovo negoziato. L’inviato americano, insieme a Jared Kushner, ha incontrato lo zar del Cremlino per oltre tre ore nella capitale russa e il giorno dopo ha visto Zelensky a Kiev. Da Washington il bilancio è positivo: Witkoff parla di colloqui «molto significativi» e il Cremlino non esclude la ripresa dei negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. Per ora nessun accordo è stato raggiunto e restano irrisolti i nodi più delicati: territori, garanzie di sicurezza e condizioni per un eventuale cessate il fuoco. Ma la Casa Bianca sta provando a riaprire il canale tra Mosca e Kiev, e il comandante in capo vuole misurare direttamente la disponibilità dei due leader.

Dopo le anticipazioni del Kyiv Independent sulle telefonate del tycoon con i due leader, il Cremlino «non ha escluso la possibilità di un colloquio tra Putin e Trump, in seguito alla visita dei negoziatori statunitensi». Witkoff afferma che durante la doppia missione «sono stati compiuti progressi sostanziali, compresi passi avanti nella programmazione di ulteriori negoziati trilaterali», e Trump «sta lavorando intensamente per giungere a una pace duratura e stabile». Un alto funzionario ucraino riferisce all’Afp che i due inviati hanno presentato proposte nuove e «più efficaci» per porre fine alla guerra, mentre Zelensky dice che con il suo team stanno «coordinando i prossimi passi», senza fornire altri dettagli. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, sulla possibilità di negoziati a tre con Stati Uniti e Ucraina, spiega che «è ancora troppo presto per pronunciarsi sulla sede o sulle date esatte». Tuttavia, parla dei colloqui avuti nel fine settimana come di un «piccolo passo verso la pace». «Apprezziamo molto gli sforzi dei negoziatori americani», sottolinea ancora Peskov, ricordando come lo stesso Putin, con Witkoff e Kushner, «ha personalmente affermato di apprezzare gli sforzi del presidente Trump e che gli è grato per il suo impegno verso la pace». Secondo fonti dell’agenzia Bloomberg, però, lo zar resta intenzionato a proseguire la guerra per assumere il controllo del Donetsk, e ritiene che l’esercito russo possa raggiungere questo obiettivo nei prossimi sei mesi. Su Telegram, Zelensky scrive invece che «la cosa più importante è continuare a lavorare attivamente e congiuntamente affinché la diplomazia possa avere successo»: negli incontri di domenica, a cui erano presenti anche i rappresentanti dell’E3 (Francia, Gran Bretagna e Germania), «abbiamo discusso nel dettaglio delle nostre esigenze in materia di difesa aerea, di un’adeguata cooperazione tecnologica e del pacchetto invernale necessario. I partner sanno cosa può funzionare e cosa dovrebbe funzionare entro l’inverno».

L’Eliseo intanto spiega che i negoziatori Usa riferiscono di una «rinnovata disponibilità al negoziato» da parte di Mosca dopo le elezioni della Duma (la camera bassa del parlamento russo, in programma dal 18 al 20 settembre) e che, in questo contesto, «dovremmo prepararci a un nuovo inizio dei colloqui». E il premier britannico Andy Burnham sente Trump, fa sapere Downing Street, riferendo che i due hanno «concordato sulla necessità di continuare a lavorare per un cessate il fuoco che impedisca ulteriori perdite di vite umane».

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