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Guerra

Il nuovo impero del male? Alleanze di estremisti

Nel libro di Bertoldi il focus sull’intreccio tra islamismo politico e sinistra radicale

Il nuovo impero del male

Il nuovo impero del male. Alleanza tra estremisti è il primo libro di Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman. Il volume analizza le principali crisi geopolitiche contemporanee attraverso documenti, reportage e colloqui diretti con protagonisti internazionali. Richiamando la definizione reaganiana dell’Unione Sovietica, Bertoldi sostiene l’esistenza di un nuovo «impero del male»: non un blocco monolitico, ma una convergenza tra regimi autoritari, movimenti islamisti ed estremismi di sinistra che, pur partendo da ideologie differenti, condividerebbero l’obiettivo di indebolire le democrazie liberali, le libertà individuali e lo Stato di diritto. Il viaggio parte dal Medio Oriente, affrontando Afghanistan, Siria, guerra Israele-Hamas, terrorismo e soprattutto il ruolo dell’Iran. Tra le testimonianze figurano Oded Ailam, ex capo del controterrorismo del Mossad; Reza Pahlavi, erede dell’ultimo shah d’Iran; Ribal al-Assad, cugino dell’ex dittatore siriano; Samir Geagea, leader delle forze cristiane libanesi; e Monsignor Yoannis Gaid, già segretario di Papa Francesco.

In America Latina, Bertoldi analizza Venezuela, Cuba e Nicaragua e i loro rapporti con altre realtà autoritarie e islamiste. Intervengono María Corina Machado, premio Nobel per la pace, il presidente argentino Javier Milei e il presidente eletto venezuelano Edmundo González Urrutia. La tesi è che crisi apparentemente separate siano collegate da una convergenza contro il modello liberale occidentale. Un altro capitolo affronta l’alleanza tra islamismo politico e frange della sinistra radicale europea. Alexander Del Valle e Souad Sbai approfondiscono in particolare il ruolo della Fratellanza Musulmana, con Francia, Regno Unito e Belgio indicati tra i Paesi maggiormente interessati dal fenomeno. Con la prefazione di Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo, il libro assume una prospettiva liberale e atlantista. Bertoldi indica anche possibili risposte all’estremismo, citando il modello degli Emirati Arabi Uniti e dedicando gli ultimi capitoli alla risposta politica di Javier Milei, alla resistenza delle donne e alla resilienza delle società democratiche. Nei ringraziamenti compaiono, oltre a Milei, il direttore de Il Tempo Daniele Capezzone e l’editore Giampaolo Angelucci, per lo spazio concesso a Bertoldi e alle sue inchieste.

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