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Guerra

Il programma segreto C430L: così la Russia aiuta l’Iran a sviluppare missili contro le navi Usa

Dal 2023 specialisti russi avrebbero trasferito a Teheran tecnologie ramjet per una nuova generazione di missili da crociera supersonici

Iranian domestically-built Zolfaghar, top, and Zolfaghar Bassir missiles are displayed by the armed forces in a temporary exhibition in front of the Azadi (Freedom) monument in Tehran, Iran, Wednesday, July 29, 2026. (AP Photo/Vahid Salemi)

Un programma segreto, nome in codice C430L, sarebbe operativo dal 2023 e coinvolgerebbe alcuni dei principali specialisti missilistici russi. Secondo un’inchiesta del Financial Times, Mosca avrebbe trasferito a Teheran competenze tecnologiche cruciali per la propulsione ramjet. L’obiettivo è arrivare a una nuova generazione di missili da crociera capaci di rappresentare una minaccia soprattutto per le navi da guerra statunitensi nel Golfo.

Secondo il quotidiano britannico, il progetto clandestino costituisce uno dei più significativi trasferimenti conosciuti di tecnologia militare da Mosca a Teheran. Il punto centrale del programma sarebbe la tecnologia ramjet, un sistema di propulsione particolarmente importante per la realizzazione di missili da crociera supersonici. A differenza di un motore tradizionale, il ramjet utilizza la velocità del missile per comprimere l’aria che entra nel motore, consentendo alla combustione di produrre la spinta necessaria alle alte velocità.

L’Iran aveva già annunciato nell’agosto 2023 di possedere la tecnologia necessaria a costruire un missile da crociera supersonico. All’epoca, l’annuncio proveniva dai media statali iraniani e il progetto avrebbe rappresentato un ulteriore passo nello sviluppo delle capacità missilistiche di Teheran.

La documentazione citata dal Financial Times aggiunge però un elemento radicalmente diverso: l’ipotesi di un’assistenza tecnica russa diretta nello sviluppo della tecnologia. Secondo l’inchiesta, ingegneri iraniani avrebbero condiviso con specialisti russi i dati dei test di volo, mentre gli esperti di Mosca avrebbero contribuito alla messa a punto del sistema di propulsione. L’Iran avrebbe inoltre costruito e testato un prototipo dotato di ramjet. Il programma sarebbe stato organizzato dall’azienda statale russa di esportazione di armi Rosoboronexport in coordinamento con il produttore di missili NPO Mashinostroyenia.

È soprattutto sul piano navale che il progetto assume una rilevanza strategica. Un missile da crociera supersonico concepito per colpire obiettivi navali potrebbe aumentare considerevolmente la pressione iraniana sulle forze statunitensi presenti in Medio Oriente. Il programma C430L, secondo il Financial Times, punta infatti a una classe di armi in grado di minacciare portaerei e altre navi da guerra americane nella regione.

La questione è particolarmente delicata perché l’Iran dispone già di una consistente famiglia di missili antinave e da crociera. L’interesse di Teheran per sistemi ad alta velocità non è dunque nuovo. Analisi dell’International Institute for Strategic Studies avevano già individuato anni fa l’interesse iraniano verso missili antinave basati sulla propulsione ramjet.

Nel febbraio scorso, inoltre, l’Iran era vicino a concludere con la Cina un accordo per l’acquisto di missili da crociera antinave supersonici. Secondo le fonti, i negoziati riguardavano sistemi CM-302 e si svolgevano mentre gli Stati Uniti stavano concentrando una consistente presenza navale nelle acque vicine all’Iran.

La vicenda si inserisce in un progressivo approfondimento della cooperazione militare tra Russia e Iran. I due Paesi hanno consolidato i loro rapporti soprattutto dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Teheran ha fornito a Mosca droni e, secondo precedenti indagini, anche missili balistici. Nel febbraio 2024 Reuters riferì che l’Iran aveva consegnato alla Russia un numero significativo di missili balistici terra-terra.

Il rapporto, però, non sarebbe più limitato allo scambio di armamenti. Nel marzo scorso, sempre il Financial Times aveva riferito che la Russia stava aiutando l’Iran anche attraverso informazioni utili a individuare le posizioni delle forze statunitensi in Medio Oriente.

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