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Guerra

Il pugno di ferro di Netanyahu. A Hebron arresti ed evacuazioni

Dura risposta dopo l’attentato al posto di blocco costato la vita a due militari israeliani. Fermati in 70, 1.500 costretti a lasciare le loro case. L’operazione andrà avanti anche nei prossimi giorni

Israeli soldiers take up positions during an army operation in the West Bank city of Hebron Saturday, Oct. 24, 2026. A day after a Palestinian shooting attack in the area. (AP Photo/Mahmoud Illean)

Benjamin Netanyahu aveva annunciato l’avvio di una maxioperazione su larga scala, dopo l’attacco contro un posto di blocco militare israeliano vicino a Hebron, condotto da due palestinesi armati. Al termine dello scontro a fuoco durato 20 minuti, due soldati israeliani sono rimasti uccisi e altri tre feriti, mentre i due assalitori sono stati a loro volta abbattuti dopo una breve caccia all’uomo. Ieri le truppe israeliane hanno eretto posti di blocco e chiuso i principali accessi alla città di Hebron. L’operazione nell’area, hanno precisato i militari, durerà diversi giorni. Circa 1.200 palestinesi hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni e 70 sono stati arrestati nel blitz dell’Idf. Le forze armate di Tel Aviv hanno inoltre precisato che l’azione, condotta nei quartieri di Al-Jaladah ed Ein Deir Baha, era finalizzata alla ricerca di militanti e armi.

L’intera città, che conta 250mila abitanti, è stata isolata e le forze israeliane hanno già iniziato a demolire alcune strutture. Video, inviati da un residente di Hebron, mostrano un’area devastata, in cui ogni abitazione è stata rasa al suolo. In un filmato si vedono soldati contrassegnare le case palestinesi con una croce nera. In un altro, un bulldozer abbatte un muro di pietra. In un terzo, un grande edificio residenziale appare adornato con bandiere israeliane. Secondo le testimonianze, il palazzo apparteneva a una nota famiglia di Hebron ed è stato requisito per essere utilizzato come quartier generale militare temporaneo.

L’Autorità Palestinese ha definito l’operazione una «punizione collettiva». Yousef Zouhair Al-Jabari, a capo della municipalità di Hebron, ha dichiarato che, oltre ai 1.200 palestinesi già sfollati, altre 1.300 persone rischiano di perdere la propria casa. Alcuni

analisti israeliani hanno espresso il timore che la decisione del primo ministro di avviare una vasta azione militare possa essere influenzata dal voto di martedì, in vista del quale i sondaggi indicano che la coalizione guidata da Netanyahu potrebbe perdere la maggioranza. Bibi e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich si sono recati sul luogo dell’attacco di venerdì. Smotrich, si è fatto riprendere mentre indossava un giubbotto antiproiettile davanti a un edificio in fase di demolizione e ha invocato «una campagna militare su vasta scala esattamente come a Gaza e in Libano». Sempre ieri nel frattempo è avvenuto il rimpatrio delle cinque cittadine italiane fermate in Cisgiordania. Le connazionali sono apparse in buone condizioni fisiche.

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