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Usa-Iran, Trump: "Pronto l'accordo, negoziate le linee generali". E assicura: "Hormuz sarà riaperto". Ma Teheran frena

Il presidente americano minaccia: "Intesa o attacco". Poi sente al telefono i leader del Golfo: "Annuncio a breve i dettagli". Nuova proposta da Teheran

Usa-Iran, Trump: "Pronto l'accordo, negoziate le linee generali". E assicura: "Hormuz sarà riaperto". Ma Teheran frena
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Ore decisive per l'intesa Usa-Iran. Il presidente americano minaccia: "Intesa o attacco". Poi sente al telefono i leader del Golfo: "Annuncio a breve i dettagli". Nuova proposta da Teheran

Trump, 'telefonata proficua con i leader arabi sulla pace con l'Iran'

 "Sono nello Studio Ovale della Casa Bianca, dove abbiamo appena concluso una telefonata molto proficua con" i leader dell'Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti, del Qatar, Turchia, dell'Egitto, della Giordania e del Bahrein. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che "la conversazione ha riguardato la Repubblica Islamica dell'Iran e ogni aspetto relativo a un Memorandum d'Intesa concernente la pace. È stato ampiamente negoziato un accordo, la cui finalizzazione è ora in corso, tra gli Stati Uniti d'America, la Repubblica Islamica dell'Iran e i vari altri Paesi sopra elencati". 

Iran: colloqui tra ministri Esteri Qatar e A.Saudita

Il premier e ministro degli Esteri del Qatar Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani ha avuto un colloquio con il capo della diplomazia saudita Adel Bin Ahmed Al-Jubeir in merito ai colloqui tra Iran e Stati Uniti. Lo riporta l'emittente al-Jazeera. I due hanno inoltre discusso di sicurezza regionale e "hanno sottolineato la necessità che tutte le parti si impegnino negli sforzi di mediazione in corso", ha affermato il ministero degli Esteri del Qatar in una nota.

Trump: "Ho parlato con Netanyahu, è andata bene. Accordo con Iran annunciato a breve"

"Ho parlato con il premier israeliano Benjamin Netanyahu ed è andata bene". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth. "Gli aspetti finali" dell'accordo con l'Iran e i "dettagli sono attualmente in fase di discussione e verranno annunciati a breve", ha poi sottolineato, assicurando che "lo Stretto di Hormuz verrà aperto"

Axios, tutti i leader arabi hanno chiesto a Trump di procedere con accordo

Tutti i leader arabi che hanno partecipato alla conference call con Donald Trump gli hanno chiesto di procedere con l'accordo per mettere fine alla guerra. Lo riporta Axios, citando due fonti informate sulla telefonata. "Il messaggio di tutti è stato: per favore, fermate la guerra per il bene dell'intera regione", ha dichiarato una fonte regionale. Secondo la stessa fonte, i mediatori sperano di concludere l'accordo quadro di una pagina e di annunciarlo domenica, per poi avviare i negoziati su un accordo dettagliato entro pochi giorni dall'annuncio.

Pakistan, inviata a Usa proposta di accordo rivista

Iran e Pakistan hanno inviato agli Stati Uniti una proposta di cessate il fuoco rivista. Lo hanno riferito alcune fonti alla Reuters, come riporta il sito di Ynet. La proposta ha come obiettivo quello di porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da due fonti pakistane a conoscenza dei negoziati. Secondo le fonti, una risposta degli Stati Uniti alla proposta è attesa entro domenica.

Eliseo, Macron ha sentito Trump e leader Golfo

Il capo dell'Eliseo Emmanuel Macron ha avuto un colloquio telefonico con il presidente americano Donald Trump e con i leader del Golfo a proposito della situazione in Medio Oriente e nello stretto di Hormuz. Lo ha reso noto l'emittente Bfmtv citando l'entourage di Macron mentre sembra imminente l'annuncio di un accordo tra Iran e Stati Uniti. Tra i leader del Golfo, l'Eliseo specifica che vi erano il re di Giordania, l'emiro del Qatar e Mohammed bin Salman, il principe ereditario dell'Arabia Saudita.

Washington Times, annuncio accordo entro domani pomeriggio

Stati Uniti e Iran dovrebbero annunciare entro domani pomeriggio la finalizzazione di un accordo di pace per porre fine alle ostilità. Lo ha riferito una fonte vicina ai negoziati al Washington Times. Una bozza di proposta è stata concordata stamattina e si prevede che verrà annunciata entro 24 ore, ha detto la fonte. I principali negoziatori, tra cui il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, il vicepresidente americano JD Vance, l'inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente Trump Jared Kushner, hanno approvato la bozza.

Axios, alcuni leader regione favorevoli a nuovi raid Usa per accordo migliore

Alcuni leader della regione del Golfo hanno fatto pressioni sul presidente americano Donald Trump affinché conducesse nuovi raid aerei contro l'Iran in modo da indebolire il regime e riuscire ad avere un accordo a condizioni migliori. Lo ha scritto il sito di Axios citando il senatore repubblicano Lindsey Graham. Allo stesso tempo, ha aggiunto, altri leader della regione e alcuni dei consiglieri più importanti del presidente Trump lo hanno spinto ad accettare l'accordo attualmente sul tavolo. Secondo Graham, i favorevoli a un accordo sostengono che sia impossibile garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz contro l'influenza iraniana e che, se l'Iran venisse attaccato, avrebbe la capacità di distruggere una parte significativa delle infrastrutture petrolifere del Golfo. "Sono molto scettico riguardo all'affermazione che non si possa impedire all'Iran di scatenare il terrore nello Stretto di Hormuz e che non si possano proteggere gli interessi vitali nella regione dopo attacchi massicci contro l'Iran. Se venissero davvero completamente distrutti, non dovrebbero essere in grado di fare nessuna di queste cose", ha affermato Graham. "Solo il tempo lo dirà. Spero ancora in un buon esito", ha aggiunto.

Axios, Netanyahu in contatto con Casa Bianca su possibile accordo

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e i suoi consiglieri sono in contatto con la Casa Bianca in merito all'accordo in via di definizione con l'Iran. Lo scrive Axios citando una fonte israeliana autorevole.

Iran: mediatori a Teheran, ignorate post Trump, sua posizione reale è diversa

"Ignorate i post di Trump". E' questo il messaggio che i mediatori hanno inviato ai funzionari iraniani, suggerendo che la posizione reale del presidente americano Donald Trump sia in realtà diversa rispetto a quella mostrata sul suo Truth Social. Lo ha riferiro l'agenzia di stampa iraniana Fars, riferendo che "durante lo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti, diversi mediatori, così come funzionari americani coinvolti nei colloqui, hanno inviato un messaggio alla parte iraniana affinché non prestasse attenzione ai post pubblicati dal presidente statunitense Donald Trump". Secondo quanto riportato, questi funzionari "hanno sottolineato che le dichiarazioni di Trump ai media sono destinate esclusivamente al consumo interno e mediatico, e che la sua posizione al tavolo delle trattative è completamente diversa". La Fars ha inoltre riferito che "una fonte vicina al team negoziale iraniano ha espresso sfiducia nella possibilità di negoziati".

Negoziatori Teheran, Usa mostrino flessibilità, nucleare escluso da colloqui

I colloqui con l'Iran falliranno, a meno che gli Stati Uniti non mostrino flessibilità. Lo ha riferito una fonte vicina al team negoziale iraniano citata dall'agenzia di stampa Fars, vicina ai Pasdaran. La fonte ha affermato che Teheran non discuterà del suo programma nucleare in questa fase e che qualsiasi colloquio sarà subordinato alle garanzie di fiducia che gli Stati Uniti sranno in grado di dare. La Fars ha riferito che lo sblocco dei fondi iraniani è tra le principali condizioni poste da Teheran nei negoziati, mentre le regole per il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz rimangono un altro punto di controversia. Nonostante Washington abbia accettato alcune delle posizioni di Teheran, le tre questioni rimangono irrisolte e l'Iran sta preparando altre opzioni, ha riferito la Fars citando la fonte.

Media, Trump avrà alle 19 colloquio con i leader della regione

Il presidente americano Donald Trump avrà alle 19 ora italiana un colloquio telefonico con i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Qatar, Giordania, Pakistan e Turchia. Lo hanno riferito fonti regionali ad Asharq News. Citando due fonti regionali, Axios scrive che al centro del colloquio, previsto per le 13 ora di Washington, ci sarà la situazione in Iran.

Trump, non farei un accordo non vantaggioso per Israele

"Non farei un accordo se non fosse vantaggioso per Israele. Alcuni preferirebbero un accordo, altri la ripresa della guerra. Credo che Benjamin Netanyahu sia combattuto tra le due opzioni". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump a Channel 12.

Axios, Trump accetta accordo solo se copre il nucleare e le scorte di uranio

Donald Trump ha detto ad Axios che accetterà un accordo solo se copra il tema dell'arricchimento dell'uranio e delle scorte attuali di uranio.

Al Arabiya, Iran offre di sospendere arricchimento uranio oltre il 3,6% per 10 anni

L'emittente televisiva di proprietà saudita e con sede negli Emirati Al Arabiya ha riferito, citando fonti, che "l'Iran si è offerto di sospendere l'arricchimento dell'uranio oltre il 3,6% per 10 anni e di diluire l'uranio arricchito oltre il 20% all'interno del Paese; di aprire lo Stretto di Hormuz e di sospendere temporaneamente il pagamento dei pedaggi in cambio di un risarcimento da parte di Washington, chiedendo che la questione delle sanzioni e dei fondi congelati venga discussa prima della firma di qualsiasi accordo". "L'Iran ha proposto due percorsi per i negoziati, a cominciare dall'annuncio della fine della guerra".

Trump, 50/50 tra accordo o attacco, decisione entro domani

Il presidente americano Donald Trump incontrerà i suoi negoziatori nel corso della giornata per discutere l'ultima proposta dell'Iran e deciderà probabilmente entro domani se riprendere le ostilità. Trump ha descritto ad Axios la situazione come "50 e 50" rispetto alla possibilità di raggiungere un "buon accordo" o, in alternativa, di "rispedirli all'altro mondo". Il presidente ha spiegato che parteciperanno alla riunione Steve Witkoff, Jared Kushner e il vicepresidente J.D. Vance. Trump ha inoltre precisato che accetterà solo un'intesa che affronti questioni come l’arricchimento dell’uranio e il destino delle scorte iraniane esistenti. "Penso che accadrà una di due cose: o li colpirò più duramente di quanto siano mai stati colpiti, oppure firmeremo un accordo che sia buono", ha affermato Trump, aggiungendo che "alcune persone preferirebbero un accordo, altre vorrebbero riprendere la guerra", respingendo così l'idea che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sia "preoccupato" per i negoziati in corso.

Teheran, in bozza accordo anche fine blocco navale Usa

L'Iran ha dichiarato di aver inserito la fine del blocco navale statunitense e le disposizioni sullo Stretto di Hormuz nella bozza di accordo con gli Stati Uniti discussa con il Pakistan. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, citato dai media ufficiali. "La questione dello stretto di Hormuz è tra gli argomenti trattati in questo memorandum d’intesa in 14 punti, ma ancora più importante è la fine della pirateria compiuta dagli Stati Uniti contro la navigazione internazionale", ha dichiarato Baghaei.

Mediatori, Iran e Usa vicini a estendere il cessate il fuoco di 60 giorni

I mediatori fra Iran e Stati Uniti ritengono di essere vicini a un accordo per estendere di 60 giorni il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e per porre le basi per le discussioni sul programma nucleare iraniano. Lo riporta il Financial Times, secondo le quali l'intesa include una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz e l'impegno a discutere come diluire o consegnare le scorte dell'Iran di uranio altamente arricchito.

Iran, divergenze ridotte, ma non c'è ancora intesa

"Siamo allo stesso tempo molto vicini e molto lontani da un accordo". Lo ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, riportato da Isna. "Da un lato, abbiamo ripetutamente assistito alla retorica contraddittoria della parte americana". Dall'altro lato, ha continuato, "l'attuale slancio dei negoziati sta portando a una riduzione delle divergenze. Ciò non significa che abbiamo raggiunto una piena comprensione su questioni di tale immensa importanza, ma piuttosto che ci stiamo muovendo verso una soluzione reciprocamente accettabile basata su una serie di parametri definiti".

Rubio, possibile che Teheran accetti accordo già oggì

C'è "la possibilità" che l'Iran accetti l'accordo con gli Stati Uniti già oggi. Lo ha dichiarato il Segretario di Stato americano Marco Rubio in visita a Nuova Delhi, riconoscendo che ci sono stati "lievi progressi", anche grazie alla mediazione del Pakistan.

Trump pubblica mappa provocatoria, Teheran sarà Usa del Mo?

"Gli Stati Uniti del Medio Oriente?". È la domanda rilanciata da Donald Trump su Truth Social, dove il presidente americano ha pubblicato un'immagine della mappa della regione in cui l'Iran appare interamente colorato a stelle e strisce. Il post rientra in una serie di contenuti ironici e provocatori diffusi nelle prime ore della mattinata americana. Tra le altre pubblicazioni figurano una foto in cui Trump viene accolto festosamente a Pechino, accompagnata dalla scritta "la Cina ama Trump", e un’altra in cui il suo volto gigante emerge dietro le montagne della Groenlandia, mentre saluta con la frase: "Ciao, Groenlandia".

Teheran, vicini ad accordo ma restano questioni da risolvere

Iran e Stati Uniti si stanno "avvicinando a un accordo definitivo" per la fine delle ostilità dopo la visita del capo dell'esercito pakistano Asim Munir a Teheran, ma "restano questioni da risolvere". Lo ha dichiarato un membro del Comitato per la Sicurezza Nazionale iraniano intervistato dall'agenzia di stampa Isna. Secondo il funzionario iraniano, "l'Iran e il Pakistan hanno condiviso il fatto che le sfide da affrontare vengono poste dagli Stati Uniti".

Centcom, raggiunto traguardo 100 navi dirottate con blocco navale

Il Comando centrale delle forze armate statunitensi (Centcom) ha annunciato di aver raggiunto il "traguardo" di oltre 100 navi commerciali "dirottate" nell'ambito del blocco navale imposto contro l'Iran. Il Comando ha spiegato su X che l'operazione, avviata il 13 aprile su ordine del presidente Donald Trump, coinvolge oltre 15 mila militari tra Esercito, Marina, Aeronautica e Marines. Le navi in transito sono state reindirizzate, mentre solo 26 imbarcazioni umanitarie sono state autorizzate a proseguire. Il Centcom riferisce inoltre che, nel corso delle sei settimane di operazioni, quattro navi sono state "disabilitate" e che il blocco ha di fatto azzerato il traffico commerciale da e verso i porti iraniani, con l'obiettivo dichiarato di aumentare la pressione economica su Teheran. L'operazione è supportata da oltre 200 tra aerei e unità navali, incluse portaerei e gruppi anfibi schierati nell’area. Il comandante del Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper, ha definito l’azione "altamente efficace" e condotta con "precisione e professionalità".

Nyt, Bombardare Hormuz o l'uranio iraniano, le opzioni di Trump

Fra le opzioni militari che Donald Trump sta valutando c'è quella ci un attacco diretto per distruggere le scorte di uranio arricchito iraniano che si trova sottoterra in un sito nucleare di Isfahan. Lo riporta il New York Times, secondo il quale allo studio potrebbe esserci anche una massiccia campagna di bombardamenti lungo lo Stretto di Hormuz per allentare la morsa iraniana. Trump potrebbe anche optare per colpire il settore energetico dell'Iran, idea duramente criticata in passato in quanto potrebbe rappresentare un crimine di guerra.

Nyt, Netanyahu da co-pilota a passeggero, Israele escluso da negoziati

"Un tempo co-pilota contro l'Iran, Netanyahu è ora un semplice passeggero". Lo scrive il New York Times (Nyt), che sottolinea che "pur essendo stato un alleato nella guerra, Israele è stato in gran parte escluso dai colloqui di pace". Il giornale parla di "battuta d'arresto umiliante" per il premier israeliano.

NyPost, Ivanka Trump nel mirino di terrorista addestrato da pasdaran

Ivanka Trump, figlia del presidente americano Donald Trump, sarebbe stata nel mirino di un terrorista addestrato dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc), deciso a vendicare l'uccisione del generale Qasem Soleimani, eliminato dagli Stati Uniti in un raid a Baghdad nel gennaio del 2020. Lo riferisce il New York Post, secondo cui il 32enne iracheno Mohammad Baqer Saad Dawood Al-Saadi avrebbe "giurato" di uccidere Ivanka e sarebbe riuscito a ottenere una planimetria della sua residenza in Florida. Secondo fonti citate dal quotidiano, Al-Saadi avrebbe detto che "uccidere Ivanka avrebbe significato bruciare la casa di Trump come lui ha bruciato la nostra". L’uomo avrebbe inoltre pubblicato sui social una mappa della zona residenziale in cui Ivanka vive con il marito Jared Kushner, accompagnata da minacce in arabo contro la famiglia Trump e i servizi segreti americani. Al-Saadi, ritenuto vicino alle milizie sciite Katàib Hezbollah e ai pasdaran, è stato arrestato in Turchia il 15 maggio scorso ed estradato negli Stati Uniti. Il Dipartimento di Giustizia americano lo accusa di aver coordinato o pianificato almeno 18 attacchi e tentativi di attentato tra Europa e Nord America contro obiettivi statunitensi ed ebraici. Tra gli episodi contestati, il Post cita il lancio di molotov contro la Bank of New York Mellon ad Amsterdam, un accoltellamento di due cittadini ebrei a Londra e una sparatoria presso il consolato Usa di Toronto. Le autorità federali lo collegano inoltre a incendi dolosi contro luoghi di culto ebraici in Belgio e nei Paesi Bassi. Secondo Entifadh Qanbar, ex addetto militare dell’ambasciata irachena a Washington, Al-Saadi sarebbe cresciuto a Baghdad e successivamente addestrato in Iran dai pasdaran dopo la morte del padre, il generale iraniano Ahmad Kazemi. Qanbar sostiene che il sospetto terrorista avrebbe usato una presunta agenzia di viaggi religiosi per spostarsi all'estero e creare collegamenti con cellule estremiste. Al-Saadi era molto attivo sui social, dove pubblicava immagini di simboli militari iraniani e messaggi di sostegno a Soleimani. Attualmente si trova detenuto in isolamento nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn.

Media, Teheran vuole dichiarazione di principio su fine guerra

Una fonte iraniana di alto livello ha dichiarato ad Al Arabiya che ciò che Teheran vuole è concordare una dichiarazione di principi che specifichi come finirà la guerra. Lo riferisce la stessa emittente.

Al Arabiya: "Proposte dell'Iran inaccettabili per gli Usa"

"Una fonte iraniana di alto livello ha dichiarato ad Al Arabiya che ciò che l'Iran ha proposto finora è inaccettabile per gli Stati Uniti". Lo riferisce in un post su X l'emittente di proprietà saudita con sede a Dubai, negli Emirati. 

Araghchi sente Guterres, da Usa richieste eccessive

L'Iran accusa gli Stati Uniti di fare "richieste eccessive" nei negoziati. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran, riporta che, in un colloquio telefonico avuto con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran è impegnato nell'attuale processo diplomatico "con serietà e senso di responsabilità" ma che "la storia degli Stati Uniti caratterizzata dal mancato rispetto degli impegni, dai ripetuti tradimenti della diplomazia, dall’aggressione militare contro l’Iran, da posizioni contraddittorie e richieste eccessive compromette i colloqui mediati dal Pakistan". "L’Iran, nonostante i suoi forti sospetti nei confronti di Washington, si impegna nel percorso diplomatico con la massima serietà e responsabilità alla ricerca di un risultato ragionevole e giusto", ha detto Araghchi a Guterres. Nella telefonata - riferisce ancora Tasnim - sono state discussi gli ultimi sviluppi nella regione e quelli legati alla diplomazia fra Iran e Usa, mediata dal Pakistan, e c'è stato uno scambio di opinioni.

Teheran, focus fine guerra, no accordo fino a soluzione su tutti i nodi

 "I colloqui e le consultazioni sulle questioni controverse sono ancora in corso e non è stato ancora raggiunto alcun risultato definitivo". È quanto ha dichiarato una fonte vicina alla squadra negoziale di Teheran all'agenzia di stampa iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran, riferendosi ai negoziati in corso fra Iran e Usa per raggiungere un accordo ed evitare la ripresa del conflitto. Secondo la fonte, "su alcuni punti sono stati compiuti progressi rispetto al passato, ma finché non si giungerà a una conclusione su tutte le questioni controverse, non ci sarà alcun accordo". Secondo Tasnim, il mediatore pakistano sta ancora facendo da tramite per uno scambio su diversi temi. La fonte citata da Tasnim aggiunge che "l'attenzione al momento è concentrata sulla questione della fine della guerra e, finché questa questione non sarà definita, nessun altro tema sarà oggetto di negoziazione". Tasnim conclude che la fonte ben informata ha sottolineato che i testi che alcune fonti occidentali hanno pubblicato sui dettagli dell'accordo non sarebbero accurati.

Cnn, a Trump presentate opzioni militari per riprendere guerra

Il presidente Usa Donald Trump ha incontrato i massimi funzionari della sicurezza nazionale statunitense per valutare le possibili vie da seguire nella guerra con l'Iran. E' quanto riporta la Cnn. La riunione alla Casa Bianca, che si è svolta mentre la diplomazia procede a rilento nel tentativo di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra, si è conclusa senza una decisione su cosa accadrà in futuro. Trump, riporta sempre la Cnn, ha ricevuto diverse opzioni per la ripresa delle operazioni militari.

Wsj: "Trump non esclude attacco ma vuole dare più tempo alla diplomazia"

Donald Trump non esclude possibili attacchi all'Iran ma ha informato i suoi collaboratori che vuole concedere più tempo al processo diplomatico dopo essere stato aggiornato sulle stato delle trattative. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti.

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