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Guerra

Kiev, falsi allarmi atomici. Poi la strage russa

Colpito rifugio di civili, almeno 24 morti e 30 dispersi a Zaporizhzhia. Ira di Zelensky

TOPSHOT - In this handout photograph taken and released by the Ukrainian Emergency Service on November 2, 2026, Ukrainian rescuers work at the site of the Russian strike on an educational facility in Komyshuvakha, Zaporizhzhia region, amid the Russian invasion of Ukraine. Komyshuvakha "has been hit several times by aerial bombs" since early November 2, Zelensky said on social media. The strikes "targeted a school used for humanitarian purposes - people were receiving humanitarian aid there." "After the first aerial bomb strike, there was a double-tap strike with nine more bombs, specifically targeting the shelter where people were taking cover. Tragically, 18 people have already been reported killed," he said. (Photo by Handout / UKRAINIAN EMERGENCY SERVICE / AFP) / XGTY / RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT "AFP PHOTO / UKRAINIAN EMERGENCY SERVICE" - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS

Basta un attimo e nove boati per fare scempio della speranza e per azzerare le buone intenzioni di Oleshky. Una scuola trasformata in un rifugio si è tramutata in una tomba collettiva, un mucchio di sassi e ferro dove la protezione promessa si è rivelata l’ennesimo inganno mortale. Ieri sera le forze di Mosca hanno colpito il villaggio di Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia, provocando almeno 24 morti e cinque feriti. Un attacco devastante che, secondo le prime ricostruzioni diffuse da Zelensky, avrebbe preso deliberatamente di mira un rifugio nel quale i residenti si riunivano ogni settimana per ricevere aiuti umanitari. La sequenza dell’attacco restituisce la dimensione della tragedia.

In mattinata, le bombe russe avevano già centrato una scuola locale, utilizzata per distribuire generi di prima necessità alla popolazione. Poi il secondo colpo al calare delle tenebre, ancora più vigliacco e micidiale: nove bombe sganciate direttamente sul rifugio dove si trovavano i civili. Un luogo di assistenza e protezione trasformato in una trappola mortale. Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono incessanti, anche perché all’appello mancano una trentina di persone. «Deve esserci da parte del mondo una risposta forte e decisa», tuona Zelensky.

Mentre l’Europa era alle prese con una nuova ondata di attacchi hacker, nella notte un’offensiva informatica colpiva quasi simultaneamente le app di allerta aerea in Ucraina eRussia. Falsi allarmi nucleari, chimici e missilistici, fino a minacce di attacchi atomici e all’annuncio beffardo dell’arrivo del missile ipersonico Oreshnik. Le autorità di Kiev e Mosca hanno confermato l’intrusione. Un nuovo fronte della guerra ibrida, dove l’obiettivo non è soltanto colpire infrastrutture, ma seminare paura e trasformare ogni notifica in una minaccia.

Da questa confusione digitale si torna a Oleshky. La più lunga tregua locale dal 2022 ha permesso l’evacuazione di quasi 800 persone da una città allo stremo. Ma la pausa umanitaria si sarebbe trasformata anche in un’occasione militare: Mosca avrebbe trasferito nella zona truppe, munizioni e mezzi pesanti, rioccupando abitazioni e villaggi. Kiev denuncia l’inganno, mentre il Cremlino accusa gli ucraini. Respinta la richiesta di proroga del cessate il fuoco, i droni russi sono tornati a colpire Kherson, centrando un’auto e un ospedale.

Intanto, a qualche centinaio di chilometri dalla linea del fronte, si combatte per un’altra materia prima: il petrolio. I droni ucraini hanno colpito nella regione russa di Samara la stazione di Prosvet, punto nevralgico per rifornire le forze armate. Il petrolio è anche una moneta diplomatica. Secondo il Wall Street Journal, Washington ha proposto di riaprire il transito del gas russo verso l’Europa attraverso l’Ucraina, affidando a un intermediario americano la gestione delle vendite e vincolando i ricavi russi in un conto estero, per impedirne l’utilizzo militare.

Il piano, discusso da Witkoff e Kushner con Mosca e Kiev, punterebbe a favorire una tregua energetica e garantire entrate all’Ucraina. Mosca rivela che le forze di sicurezza polacche stanno conducendo un’operazione al confine con Kaliningrad con il pretesto di una presunta minaccia di sabotaggio.

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