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Kiev testa i laser anti-droni: così vuole blindare i cieli dagli attacchi russi

I droni intercettori avrebbero già abbattuto migliaia di Shahed e Gerbera. Ora l’obiettivo è estendere la protezione a tutto il Paese

Kiev testa i laser anti-droni: così vuole blindare i cieli dagli attacchi russi
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L’intensificarsi delle operazioni aeree nel conflitto ucraino continua a orientare gli investimenti verso tecnologie destinate al rafforzamento della difesa dello spazio aereo. L’impiego sempre più frequente di velivoli senza pilota, missili e munizionamento guidato ha accelerato lo sviluppo di nuove capacità di intercettazione, affiancando ai sistemi antiaerei convenzionali soluzioni basate su energia diretta, piattaforme autonome e programmi di produzione nazionale. In questo quadro, Kiev punta ad accrescere l’autonomia industriale del comparto della difesa e ad ampliare la cooperazione tecnologica con partner esteri.

Cosa sappiamo

Il ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, ha confermato che sono in corso le prove operative dei sistemi laser destinati alla difesa aerea. Secondo quanto riferito dal titolare del dicastero, i test hanno già prodotto risultati preliminari, anche se le informazioni relative alle prestazioni e alle caratteristiche tecniche restano riservate per motivi di sicurezza.

Le tecnologie a energia diretta costituiscono uno dei principali ambiti di innovazione nel settore della difesa aerospaziale. Questi sistemi impiegano fasci laser ad alta potenza per neutralizzare bersagli di dimensioni ridotte, come i droni, con tempi di risposta molto contenuti e costi di ingaggio potenzialmente inferiori rispetto ai tradizionali intercettori missilistici. Le prestazioni operative dipendono da diversi fattori, tra cui la disponibilità energetica, la precisione del puntamento, l’integrazione con i sistemi radar e di comando e controllo (C2), oltre alle condizioni meteorologiche presenti nell’area d’impiego.

Droni intercettori e rafforzamento della rete di difesa aerea

Le autorità ucraine hanno evidenziato un incremento dell’efficacia dei droni intercettori impiegati per contrastare i velivoli senza pilota utilizzati negli attacchi contro il territorio nazionale.

Secondo i dati illustrati da Fedorov, nel solo mese di maggio tali piattaforme avrebbero abbattuto circa 7.000 droni delle tipologie Shahed e Gerbera. Nel corso di una delle più recenti offensive su vasta scala, i sistemi di intercettazione senza pilota avrebbero neutralizzato circa il 75% dei velivoli impiegati.

Per quanto riguarda Kiev, la Difesa ucraina riferisce che durante l’ultima ondata di attacchi è stato intercettato circa il 95% dei droni diretti verso la capitale. L’obiettivo indicato dalle autorità consiste nell’estendere un livello analogo di protezione all’intero territorio nazionale entro la fine dell’anno, attraverso l’integrazione di radar, sistemi di guerra elettronica, intercettori cinetici e piattaforme autonome all’interno di un’architettura multilivello di difesa aerea.

Produzione nazionale e nuovi programmi missilistici

Sul piano industriale, l’Ucraina ha avviato una nuova procedura di acquisizione per ulteriori 150.000 droni, comprendente anche piattaforme appartenenti alla categoria Middle Strike, destinate a missioni offensive e di supporto tattico a medio raggio.

Tra le priorità strategiche figura lo sviluppo di missili da crociera a basso costo, progettati con il supporto di applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, allo scopo di incrementare la capacità di intercettazione mantenendo sostenibili i costi di produzione e impiego. Contestualmente, sono in fase di valutazione i progetti sviluppati da circa dieci aziende impegnate nella realizzazione di missili economici concepiti per il contrasto ai droni.

L’attività di ricerca comprende anche sistemi destinati all’intercettazione di missili balistici e bombe guidate, ampliando progressivamente lo spettro delle capacità difensive.

Prosegue inoltre il programma internazionale denominato “Drone Deal”, attraverso il quale vengono promossi trasferimenti tecnologici, progetti di sviluppo congiunto, investimenti industriali e forniture di sistemi. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità di Kiev, circa venti Paesi avrebbero espresso interesse a partecipare a questa iniziativa di cooperazione nel settore della difesa.

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