Prima sul campo di battaglia. Poi come arma di distruzione contro i civili. In seguito, addirittura come strumento per dare la caccia alle persone come in una sorta di safari umano. Mai però fino a questo momento i droni esplosivi erano stati trovati, pronti a esplodere, in una città europea distante centinaia di chilometri da Russia e Ucraina. Dopo i numerosi sconfinamenti dei velivoli senza pilota segnalati un po’ dappertutto, ieri un drone dotato di un ordigno esplosivo e di un detonatore è stato trovato all’aeroporto di Lipsia, in Germania, vicino a un Antonov, un aereo da trasporto ucraino, e ad altri tre mezzi aerei di Kiev, mettendo quindi Mosca al primo posto nella lista dei sospetti.
Non solo. Un aereo Dhl ha avuto una collisione a400 metri di altezza con un oggetto non identificato la scorsa notte proprio sopra Lipsia, prima di riuscire ad atterrare ad Hannover, a200 chilometri di distanza, dove sono stati riscontrati danni nella parte frontale.
Due episodi quasi certamente collegati, considerato che la difesa aeroportuale aveva segnalato due velivoli, che alzano ulteriormente il livello della tensione e se non rappresentano la tanto temuta escalation del conflitto, poco ci manca. Anche perché le autorità tedesche, in collaborazione con uomini della Nato, stanno passando al setaccio i due velivoli cercando di capirne provenienza e modalità di utilizzo, anche con tecnologia a raggi X.
«Siamo al corrente dell’episodio su cui continuano a indagare le autorità tedesche», spiegano dall’Alleanza ma quanto è già stato accertato basta e avanza per un allerta di alto livello. Il drone rinvenuto in aeroporto non sarebbe stato fatto brillare ma solamente disinnescato e riposto in un contenitore speciale per consentire l’analisi di eventuali tracce e la sua miccia, peraltro, sarebbe stata difettosa. Quel che è certo è che conteneva una grossa quantità di esplosivo. Si tratterebbe un ordigno artigianale, assemblato con benzina e fertilizzanti anche se altre indiscrezioni parlano di presenza di Semtex, 800 grammi di esplosivo plastico già utilizzato in passato per numerosi attacchi terroristici. Il drone èora al vaglio delle autorità tedesche coordinate dalla procura che comprende anche unità specializzate nella lotta all’estremismo e alla prevenzione del terrorismo. Finora èstata soltanto confermata la presenza di esplosivo. Il velivolo è stato scoperto da un dipendente dell’aeroporto nella zona cargo, nelle immediate vicinanze di un aereo ucraino di tipo Antonov, ed è stato poi disinnescato grazie ad unrobot artificiere. L’altro «oggetto volante non identificato» si è scontrato invece con un aereo della DHL che è stato danneggiato anche se le autorità tedesche specificano che non c’è stato «alcun pericolo per la vita o la salute dei passeggeri o del personale aeroportuale».
Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt, che era in vacanza in Italia, è subito rientrato in Germania per una riunione di emergenza con il ministro dell’Interno della Sassonia Armin Schuster ei vertici delle autorità di sicurezza federali e regionali. Indagini articolate e complesse ma unendo i puntini è facile capire dove portino. Lo scalo di Lipsia infatti è lo scalo principale per le rotte dalla Germania all’Ucraina, nodo chiave per il traffico merci ma anche militare aereo.
La vicinanza ad aerei ucraini e l’attivismo tedesco a favore di Kiev fanno il resto. Facendo inevitabilmente spingere tutti i sospetti verso Mosca.
