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Guerra

Leader indebolito e stella Fedorov: ribaltone possibile con la manina Usa

L’ascesa dell’ex ministro di pari passo con le inchieste sulla corruzione. Che mettono a rischio Zelensky

This handout photograph taken and released by the Ukrainian Emergency Service on August 21, 2026, shows Ukrainian rescuers working to extinguish a fire at the site of an alleged air attack in Lebyazhe, Kharkiv region, amid the Russian invasion of Ukraine. (Photo by Handout / UKRAINIAN EMERGENCY SERVICE / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT "AFP PHOTO / UKRAINIAN EMERGENCY SERVICE" - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS

Circondarlo fino a sfiorarlo, senza mai colpirlo. E neppure abbatterlo. Ma delegittimandolo e squalificandolo. È la strategia con cui gli inquirenti del Nabu (Ufficio Nazionale Anti-Corruzione dell’Ucraina) hanno accerchiato il presidente Volodymyr Zelensky. Ma ora alla strategia giudiziaria sembra affiancarsi un’offensiva politica.

Un’offensiva capace d’infliggere il colpo di grazia al Presidente.

La differenza la fa Mykhailo Fedorov, l’ex ministro della Difesa messo incautamente da parte da Zelensky. Per capirlo vanno rivisitate le zone d’ombra che fanno da sfondo sia all’attività del Nabu, sia all’ascesa del 34enne Fedorov nominato, nel 2019, ministro della trasformazione digitale e promosso, il 2 gennaio scorso, alla guida di una Difesa diventata dicastero cruciale. In entrambe queste zone si muove un fantasma a stelle e strisce. Il Nabu entra in attività nel giugno 2016 seguendo le direttive di un’Fbi incaricata di vigilare sui primi aiuti Usa ad un’Ucraina infestata dalla corruzione. Così dal 2017 l’Fbi mantiene nel quartier generale del Nabu un ufficiale di collegamento autorizzato a partecipare alle indagini. I legami con gli Usa caratterizzano anche la carriera di un Fedorov capace di sfruttare i contatti con Elon Musk per ottenere (cosa mai riuscita a Zelensky) la disconnessione da Starlink degli intrusi russi arrivati a sfruttare i ripetitori ucraini per comunicare e indirizzare i propri droni. Ma quel successo non lo salva dall’ostilità di quanti nell’ufficio presidenziale mal digeriscono le denunce sulla corruzione dell’apparato militare.

Ora però l’attività del Nabu e quelle dell’ex ministro della Difesa sembrano convergere. Il via alle danze lo da Fedorov lanciando quell’appello alle elezioni che lo trasforma di fatto nel principale oppositore del Presidente. Ma quell’appello - cavalcato fin qui dalla propaganda russa - è anche un tabù capace di delegittimarlo. A salvare Fedorov, se non a santificarlo, arriva con tempismo perfetto la nuova indagine del Nabu.

L’inchiesta, emersa contemporaneamente al richiamo al voto, costringe Zelensky a liberarsi della vice Capo di gabinetto Iryna Mudra accusata di aver brigato con i vertici della Banca Sense per riciclare 3 milioni di euro (150 milioni di grivnie ucraine). Un gruzzolo usato per ottenere la libertà su cauzione dell’ex-ministro della Giustizia Herman Halushchenko inquisito per il riciclaggio di 85 milioni di euro sottratti dalle casse di Energoatom. Intercettazioni utili a dimostrare come Mudra e la vecchia cerchia di Zelensky non rinuncino alle attività illecite. La vice Capo di gabinetto oltre a coordinarsi al telefono con il capo gruppo del partito di Zelensky al Parlamento, fa riferimento ad accordi presi con Timur Mindich, l’ex-storico socio di Zelensky latitante in Israele dal novembre 2025. Abitudini che agli occhi dell’opinione pubblica finiscono per accomunarla a quell’Andriy Yermak che prima di finire inquisito dal Nabu è stato non solo il Capo di gabinetto, ma anche l’eminenza grigia del Presidente.

Insomma una catena di disonestà e corruttela dietro la quale emerge la figura di un Zelensky troppo complice, o troppo ingenuo, per guidare un paese in guerra.

Ma i sondaggi continuano a garantirgli un 53% di consensi. E lui di certo non intende mollare la poltrona. A Kiev però già si sussurra di un imminente viaggio oltreoceano del giovane Fedorov. E di una Casa Bianca ben propensa a garantirgli la propria investitura.

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