Escort, spia, assassina, fioraia. Un personaggio da spy story Margarita Reut, avvenente trentaduenne russa, arrestata per l’assassinio di Robert Shageev, un ufficiale della Marina russa sventrato da una bomba il 13 agosto a Sebastopoli, nella Crimea annessa a Mosca. Una vicenda tra spy story e luci rosse che ha tutti gli ingredienti per avvincere.
Shageev è stato ucciso dall’esplosione di un ordigno, che sarebbe stato collocato in un cestino dei rifiuti accanto a una panchina sullo Stoletovsky Prospekt della città sul Mar Nero. La vittima è un ex ufficiale ucraino, comandante del sommergibile ucraino Zaporizhzhia, passato con Mosca durante l’annessione della Crimea. Ciò che ne fa un bersaglio fortemente simbolico per i filo-ucraini.E non a caso il sito ucraino Myrotvorets, che cataloga persone considerate collaborazioniste o traditrici, nelle ultime ore ha indicato Shageev come «liquidato».
Poche ore dopo l’attentato il governatore filorusso della città, Mikhail Razvozhayev, ha annunciato l’arresto di una donna bloccata da alcuni passanti mentre fuggiva dal luogo dell’attentato. Si tratta di Margarita Reut, originaria di Jaroslavl’, che secondo i media russi sarebbe una biologa, ma anche una commerciante di fiori, una volontaria per associazioni ambientaliste, e in questa veste avrebbe anche partecipato alla rimozione di petrolio dalle spiagge di Anapa, sul Mar Nero. Alcune fonti avrebbero anche individuato il suo nome in alcuni siti di escort, ma questo particolare potrebbe essere stato inventato per screditarla dalla «dezinformacija» russa.
Quel che è certo è che la donna aveva avuto in passato problemi con la giustizia russa a causa delle sue posizioni apertamente ostili nei confronti della guerra in Ucraina. Meduza ha verificato che una donna con lo stesso nome (che alcuni scrivono con la doppia «t» finale) era stata sanzionata nell’agosto 2025 da un tribunale del territorio di Krasnodar: una condanna a 30mila rubli di multa per avere «screditato» le forze armate russe, più due giorni di detenzione amministrativa per non avere obbedito a un ordine della polizia. E la giovane donna ha confessato subito il delitto sostenendo di essere stata pagata in criptovalute ed è stata poi rinviata a giudizio con l’accusa di terrorismo con conseguente omicidio, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa. Secondo Mash, un canale televisivo russo con legami con i servizi di sicurezza, citato dal Telegraph, Reut non avrebbe mostrato alcuna resipiscenza per il suo gesto, rispondendo con fermezza «no» alla domanda se si pentisse dell’omicidio.
Che Reut abbia agito «per conto dei servizi speciali ucraini» è al momento la versione delle autorità russe, che andrà ovviamente verificata. Razvozhayev sostiene che l’indagine avrebbe stabilito il collegamento con Kiev. L’Ucraina però non ha in alcun modo commentato l’attentato. Va detto che negli ultimi anni sono stati uccisi in Russia o nei territori occupati diversi ufficiali, funzionari e personalità legate allo sforzo bellico russo e non sempre Kiev ha rivendicato il coinvolgimento. Nelle stesse ore è avvenuto un secondo episodio, citato dallo stesso Razvozhayev: cinque persone sarebbero morte durante un’operazione per disinnescare un altro ordigno esplosivo a Sebastopoli. Le autorità russe sono piuttosto prudenti al momento sulla possibilità di collegare i due episodi.
