Washington è fuori, Kiev è dentro. È difficile immaginare una sintesi più efficace della proposta di Ursula von der Leyen per un nuovo Consiglio europeo per la sicurezza. La presidente della Commissione ha annunciato l’intenzione di costruire un organismo nel quale, accanto ai Paesi dell’Unione, siedano Regno Unito, Canada, Norvegia e Ucraina. E ha contemporaneamente proposto di portare il rapporto con Ottawa fino alla creazione di una forma di membro associato dell’Ue. Presentata come una risposta alla necessità di rafforzare la sicurezza europea, l’iniziativa va però oltre la costruzione di una difesa europea. Crea uno strumento politico attraverso il quale discutere e coordinare la sicurezza con Paesi che non appartengono all’Unione. La vera novità non è soltanto nelle capacità militari da costruire, ma nella nascita di un nuovo luogo nel quale definire gli interessi di sicurezza dell’Europa e dei suoi partner. E la domanda è allora inevitabile: chi è davvero il motore di questa operazione? La risposta è Londra, non Bruxelles. Il Regno Unito è l’unico grande Paese europeo in grado di mettere insieme capacità militari, intelligence, rapporti storici con Ottawa e una relazione strategica particolarmente stretta con Kiev. Del resto non è la prima volta: fu proprio Londra, con la svolta di Tony Blair alla dichiarazione di Saint-Malo del 1998, a sbloccare la nascita della politica europea di sicurezza e difesa. Di certo Bruxelles non avrebbe partorito una proposta di questa portata senza un consenso preventivo di Londra. E se il progetto prende forma, è Londra ad avere la rete necessaria per trasformarlo in un nuovo centro politico della sicurezza occidentale. È una prospettiva che rovescia persino il significato della Brexit. Londra non rientrerebbe nell’Ue, ma rientrerebbe nel cuore della politica strategica del continente. E non da comprimaria: il suo peso militare e la sua rete di relazioni la mettono al centro del triangolo fra Europa, Canada e Ucraina. In questa chiave, l’inclusione di Kiev è tutt’altro che secondaria. L’Ucraina non sarebbe soltanto il Paese al quale l’Europa offre sicurezza, ma parteciperebbe al tavolo nel quale la sicurezza europea viene discussa. Londra avrebbe quindi un interlocutore privilegiato a Est, Ottawa a Ovest e l’Ue come massa politica e istituzionale. È una geometria diversa da quella tradizionale dell’Occidente: Washington non è più il punto di riferimento necessario per mettere insieme questi Paesi. La lettura più interessante è allora che Londra stia cercando di sostituire, almeno sul piano politico, il rapporto diretto con Washington con uno privilegiato con Bruxelles, nella consapevolezza che Donald Trump non sia una semplice parentesi nella storia degli Stati Uniti.

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