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Guerra

7 ottobre, Netanyahu: “Porteremo a termine la missione. Faremo i conti con tutti gli assassini”

Il premier israeliano ha ribadito la volontà di proseguire il conflitto mentre a Tel Aviv si sono registrate alcune proteste pacifiche

Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha acceso un cero commemorativo in onore di “tutti coloro che sono stati assassinati il 7 ottobre dai mostri di Hamas” nel terzo anniversario del pogrom compiuto dai terroristi. Ha dichiarato che l’anniversario è un giorno in cui la nazione si unisce “nel ricordo struggente dei nostri cari”, aggiungendo che “porteremo a termine la missione”. E ha concluso, per ribadire il concetto: “Siamo qui per fare i conti con tutti gli assassini, e lo faremo”.

Intanto il portavoce dell’ala militare di Hamas Abu Obeida, ha chiesto l’apertura di ulteriori fronti contro Israele, elogiando la pianificazione e l’esecuzione dell’attacco, attribuendone il successo a quello che ha definito “un abile inganno strategico” e allo sfruttamento di minacce e opportunità. “Non c’è più alcun deterrente, risolutezza o avvertimento, grazie a Dio Onnipotente”, ha aggiunto. Ha descritto l’attacco come un punto di svolta nel conflitto e un “miracolo militare”, citando il “narcisismo, l’arroganza e il disprezzo per gli oppositori” di Netanyahu come fattori che hanno contribuito al successo dell’attacco. Rivolgendosi agli abitanti di Gaza, Abu Obeida ha riconosciuto che “il prezzo pagato durante la guerra è stato alto”, elogiando i palestinesi e coloro che li hanno sostenuti.

In tutto il Paese, oggi gli israeliani sono scesi in strada per ricordare le vittime e chiedendo con forza un’assunzione di responsabilità da parte dei vertici e un’inchiesta statale, fermamente respinta dal premier Netanyahu. A Tel Aviv manifestanti hanno tinto di rosso l’acqua della fontana, simulando il sangue, mentre sulla spiaggia Trumpeldor centinaia di corpi dipinti sono stati adagiati sulla sabbia per rappresentare le vittime del 7 ottobre, con la scritta “fallimento totale”. A Cesarea, fuori dalla casa del premier, manifestanti hanno fatto sentire telefonate di aiuto dai ragazzi che si trovavano al festival Nova a Re’im. Alle 6.29, ora dell’inizio dell’attacco, sull’autostrada Ayalon, le macchine si sono fermate e le persone sono scese per un minuto di silenzio bloccando la strada, sotto uno striscione che recitava, “il popolo ricordera’ i propri figli e le proprie figlie”.

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