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Guerra

“Minaccia atomica? Con tre attacchi annienteremmo l’Italia”

Parla l’analista Konstantin Sivkov: “Putin punta a raggiungere gli obbiettivi militari evitando un escalation nucleare. Ma ricordatevi che la Russia ha un quantitativo di testate 20 volte superiori all’Europa”

Pentagono distratto, perse negli anni otto bombe atomiche

«Chi pensa che la Russia possa uscire sconfitta da uno scontro con la Nato sbaglia di grosso. La Nato oggi non sarebbe in grado di superare le nostre difese antiaeree». L’analista russo Konstantin Sivkov, già vicepresidente dell’Accademia di Studi Missilistici di Mosca, risponde così alle affermazioni del ministro degli esteri polacco Radoslaw Sikorsi che nei giorni scorsi scommetteva su una schiacciante superiorità della Nato. Sivkov però non esclude il rischio di una drammatica escalation. «Per come la vediamo noi c’è il rischio che la prospettiva di una sconfitta spinga voi europei a tentare la carta dell’attacco nucleare».

In Europa si pensa che sia la Russia quella più tentata dall’usare un ordigno nucleare...

«Per ora non è così. Però se l’Europa si mostrasse pronta a usare le armi nucleari contro di noi allora tutti i paesi che posseggono basi e arsenali con armi atomiche finirebbero nel mirino».

Insomma lo scontro nucleare è un rischio autentico.

«Esattamente. Di certo non lo auspico. Uno scontro del genere decimerebbe la popolazione europea e farebbe milioni di morti anche in Russia. Non a caso Putin punta a raggiungere gli obbiettivi militari evitando un escalation nucleare. Ma ricordatevi che la Russia ha un quantitativo di testate 20 volte superiori all’Europa. Per annientare un paese come l’Italia basterebbero tre attacchi missilistici».

L’Italia è nel mirino?

«Per ora è solo un esempio. L’Italia per ora persegue una politica bilanciata e non è fra quelli che premono per scatenare una guerra contro la Russia. Nel mirino ci sono solo i paesi che sostengono la necessità di combattere la Russia».

Presto Kiev potrà fabbricare alcuni tipi di missili europei come gli Storm Shadow e usarli per colpirvi.

«I missili Storm Shadow e Scalp colpiscono dal 2023 e i droni ucraini vengono già realizzati con componenti tecnologiche europee. Le vostre armi stanno già uccidendo la nostra gente e noi avremmo già ora il diritto di colpire chi le fornisce. Solo la politica responsabile di Putin sta evitando conseguenze catastrofiche».

Sul fronte avanzate a rilento: lancerete una nuova mobilitazione?

«I nostri effettivi impegnati sulle linee di combattimento sono due volte quelli ucraini. Le voci sulla mobilitazione rientrano in una campagna di disinformazione per destabilizzare la Russia e a mettere in piedi una delle cosiddette rivoluzioni colorate. Ma come si è visto in questi anni Putin non perde consensi».

Però la mancanza di benzina, gli attacchi dei droni, le interruzioni di internet generano malcontento.

«Putin ha il sostegno del 75/80% dei russi. La società russa di fronte a una minaccia esterna fa quadrato».

Questa guerra la volete chiudere sul campo o con i negoziati?

«Qualsiasi guerra finisce con un negoziato. Oggi però la conclusione migliore sarebbe una rivolta del popolo ucraino contro l’usurpatore Zelensky».

Ci avete provato all’inizio della guerra e non è andata bene.

«Ora però ci stanno pensando anche alcuni vostri leader. Su questo argomento siete divisi. La Gran Bretagna guida il blocco filo Zelensky. Gli Usa, più attenti all’interesse economico, guidano l’altro. Lo scontro è evidente anche dentro l’Ucraina. Da una parte ci sono Fedorov e Budanov sostenuti dagli Usa. Dall’altra il globalismo europeo con Valerii Zaluzhnyi e Evgeniy Khmara».

Sia più chiaro.

«In Ucraina è in corso un confronto diretto tra l’intelligence britannica e quella statunitense. La visita del capo della Cia al Cremlino di qualche settimana fa è probabilmente legata anche a questo».

Trump e Putin potrebbero accordarsi per imporre la resa di Kiev?

«La probabilità più evidente è un cambio ai vertici ucraini. Ci può esser un golpe, una rivolta popolare o un sollevamento dell’esercito. Ma può anche succedere che Zelensky venga a mancare...».

Quindi non puntate a una vittoria sul campo?

«È un’ipotesi contemplabile, ma ora è forse quella meno probabile».

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