Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 17:51
Guerra

Missili, donne commando e obiettivi segreti: così l’Iran si prepara alla guerra con gli Stati Uniti

Teheran rafforza le difese, ricostruisce l’arsenale e addestra unità femminili. Il regime teme nuovi raid americani e minaccia di colpire anche gli Emirati e le infrastrutture digitali del Golfo

Chi comanda a Teheran

La Repubblica islamica è sempre più convinta che il momento degli attacchi da parte degli Stati Uniti sul proprio territorio si sta avvicinando. Il regime aspetta i nuovi bombardamenti con maggiore probabilità dopo le elezioni americane di metà mandato che si terranno il 3 novembre e cerca di dissuadere Washington nel compierli con una precisa strategia. Teheran minaccia e allo stesso tempo si prepara concretamente alla guerra.

Come? Ha fatto sapere che reagirà con un’ulteriore escalation in tutto il Medio Oriente qualora Washington lanciasse nuovi raid. Qui la minaccia. Nel frattempo sta rafforzando le proprie difese, mobilita i leali al regime e dice di essere pronta a una risposta più ampia e dura contro gli Stati Uniti e i loro alleati del Golfo.

L’Iran rafforza le difese e prepara la popolazione alla guerra

Ma non finisce qui. Le immagini satellitari mostrano che la Repubblica islamica sta potenziando siti sensibili, inclusi impianti nucleari e zone di confine, per renderli più resistenti agli attacchi.

Il governo sta inoltre preparando la popolazione a una nuova guerra: invia forze paramilitari a raccontare storie di guerra ai bambini degli asili, promuove l’addestramento all’uso di missili antiaerei e organizza manifestazioni pro regime.

Come se non bastasse, Mohsen Rezaei, alto funzionario iraniano per la sicurezza nazionale, ha dichiarato che Teheran potrebbe prendere di mira anche gli Emirati Arabi Uniti e centri dati e cavi internet in tutta la regione.

Gli Stati Uniti pure si mobilitano. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il Pentagono sta valutando l’invio di ulteriori sistemi di difesa aerea e munizioni alle basi presenti nella regione.

Teheran pensa dunque di dissuadere Washington dagli attacchi, come abbiamo già detto, attraverso le minacce, ma i toni bellicosi servono anche ad altro. A distogliere l’attenzione dalla crisi economica che affligge gli iraniani, mentre gli Stati Uniti inaspriscono le sanzioni e premono sulle compagnie aeree affinché non volino nel Paese, stringendo così ancora di più il blocco, spiega il Wsj.

La strategia del regime tra deterrenza e preparativi militari

Ciò che è certo è che entrambe le parti si trovano in una situazione senza via d’uscita al momento e cercano di sbloccarla a loro favore. Lo scontro diretto tra Stati Uniti e Iran è rimasto sostanzialmente in sospeso in parte a causa delle preoccupazioni americane relative alle scorte di intercettori missilistici necessari per difendere obiettivi in tutta la regione.

L’Iran ha sfruttato questa pausa per ricostruire il proprio arsenale. E’ diffusa l’opinione tra alcuni religiosi secondo cui la diplomazia non ha funzionato pertanto l’Iran non ha altra scelta, ora, se non quella di combattere. E’ anche la propaganda del regime che spinge la popolazione ad accettare questo scenario, sempre più probabile.

E in Iran ci si inizia a preparare alla guerra, dove potrebbero avere un ruolo anche le donne. Il mese scorso, le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato con orgoglio di aver addestrato le prime unità di commando femminili in tattiche di guerriglia, uso di armi da fuoco e pilotaggio di droni.

“Sia a parole che nei fatti, la Repubblica Islamica si sta preparando attivamente alla prossima guerra”, ha affermato Behnam Ben Taleblu, direttore responsabile del programma sull’Iran alla Foundation for Defense of Democracies, un think tank di Washington. “In tal senso, le misure adottate dal regime rappresentano al contempo un atto di deterrenza e una pianificazione bellica”. Una doppia strategia, per scongiurare il peggio alle porte.

Commenti