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Guerra

Navi colpite nel Caspio. Zelensky rivendica: “Armi dirette in Iran”

Il leader ucraino: “Putin si prepara a una mobilitazione su vasta scala e vuole rafforzare l’esercito con 30mila soldati nordcoreani”

Rescue workers try to put out a fire at a mail sorting center after a Russian air guided bomb strike in Zaporizhzhia, Ukraine, Saturday, July 25, 2026. (AP Photo/Kateryna Klochko) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Kassym Jomart Tokayev, alleato di lungo corso, si è seduto di fronte a Putin e ha buttato lì la proposta: congelare l’inferno ucraino e spolverare i vecchi accordi di Istanbul. Un appello dettato anche dal panico di chi vede l’economia globale affondare sotto il peso di gas, petrolio e macerie. Il presidente kazako si è persino spinto a lodare la «flessibilità diplomatica» dello Zar con Washington. Poi, un sussurro: «Peccato, i giovani stanno morendo». Al Cremlino, però, la pietà non è a listino prezzo. Putin ha ascoltato, ha ringraziato per la franchezza, e ha tirato dritto. Niente compromessi, niente tavoli. Semmai un’altra spallata sul fronte.

Zelensky ne è convinto: «Putin non vuole la pace e si prepara a una mobilitazione su vasta scala, implementando l’esercito con 30mila soldati nordcoreani», in arrivo nella regione di Voronez. La sensazione è che il primo vero banco di prova coinciderà con la visita di Zelensky a Washington. Ma, al di là del vertice con Trump previsto per martedì, la guerra continua a espandersi. Kiev rivendica nuove operazioni a lungo raggio in territorio russo, compresi attacchi

nel Mar Caspio contro navi utilizzate per il trasporto di materiale bellico verso l’Iran. Sul fronte interno, i bombardamenti russi sulla regione di Sumy hanno provocato tre vittime, mentre la Romania ha abbattuto con un F-16 un secondo drone Shahed penetrato nel proprio spazio aereo in due giorni, segnale della crescente pressione sul fianco orientale della Nato. Intanto prosegue lo scontro sulle responsabilità per le vittime civili: le autorità filorusse di Zaporizhzhia accusano Kiev di un attacco a Kirillovka con 12 morti, tra cui 5 bambini, ma l’Ucraina respinge la ricostruzione.

La guerra si combatte sempre più sul terreno energetico. Kiev ha intensificato gli attacchi in profondità contro infrastrutture strategiche russe: un raid con droni ha raggiunto la raffineria di Tiumen, oltre 2mila km dal confine, provocando un incendio in un impianto con una capacità di lavorazione di circa 9 milioni di tonnellate di greggio l’anno. Nel mirino anche il terminal petrolifero di Sheskharis, a Novorossiysk, snodo dell’export russo sul Mar Nero, dove le attività risultano sospese da giorni. Mosca intensifica gli attacchi contro i porti ucraini di Izmail,

Odessa e Mykolaiv, dichiarando di aver distrutto depositi di carburante, infrastrutture logistiche e 4 navi, tra cui una cargo battente bandiera di Palau che trasportava mais, con due marinai dispersi. Nel frattempo, la Guardia Nazionale ucraina ha respinto un’avanzata russa nel Donetsk, mentre un attacco nel Dnipropetrovsk ha causato 2 vittime.

La guerra continua a influenzare la strategia energetica russa: Mosca ha esteso fino a fine 2026 il divieto di esportazione della benzina per tutelare il mercato interno. Intanto l’Ue aumenta la pressione autorizzando la vendita del petrolio sequestrato alla flotta ombra russa, mentre l’Austria ritiene che l’Ucraina non entrerà nell’Ue prima del 2030.

Sul piano militare, il premier Koretskyi e il ministro della Difesa Khmara hanno incontrato i vertici di Raytheon per accelerare la fornitura di missili Patriot (col supporto di Tokyo), ampliare la produzione e potenziare l’industria della difesa in vista dell’inverno.

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