Continua l’escalation in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno colpito basi dei pasdaran nel nord dell’Iran, mentre i Guardiani della rivoluzione hanno risposto con un lancio di droni contro l’aeroporto di Erbil, in Iraq. Secondo quanto riferito, tutti gli Uav d’attacco sono stati abbattuti.
Incontro Trump-Netanyahu martedì alla Casa Bianca
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, incontrerà il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, martedì prossimo alla Casa Bianca. Lo ha confermato l’ufficio del premier israeliano, precisando che Netanyahu partirà per Washington lunedì “su invito del presidente Trump” ed il giorno dopo parteciperà anche ai funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham.
Nyt, Pentagono riduce bilancio vittime guerra da 18 a 14
Il Pentagono ha riferito mercoledì sul proprio sito dedicato alle vittime militari che un totale di 18 militari americani erano stati uccisi durante la guerra in Iran. Ieri il Dipartimento della Difesa ha ridotto il numero a 14. Tre funzionari militari citati dal New York Times hanno dichiarato che una delle ragioni alla base del cambiamento era la decisione dell’amministrazione Trump di rimuovere dall’elenco quattro militari uccisi lo scorso fine settimana — tre in Giordania e uno nel nord dell’Iraq — perché le loro morti erano avvenute dopo che il presidente aveva dichiarato un cessate il fuoco, ad aprile. Il portavoce ad interim del Pentagono, Joel Valdez, ha attribuito invece il cambiamento a “temporanee interruzioni dei dati” sul sito, che a suo dire sarebbero state rapidamente corrette. Da quando il cessate il fuoco è crollato, il Pentagono ha fornito poche informazioni sulla strategia militare americana e ha tardato a diffondere dati sui ferimenti delle truppe. L’ultimo importante briefing del Pentagono sulla guerra risale all’inizio di maggio. Secondo il Dipartimento della Difesa, rendere pubblici gli attacchi iraniani contro basi che ospitano truppe statunitensi comprometterebbe la sicurezza operativa.
Wsj, Trump sta perdendo la pazienza ed è in modalità vendetta
Donald Trump sta perdendo la pazienza a causa della guerra con l’Iran, di cui non si intravede una fine. E’ quanto titola il Wall Street Journal in un approfondimento sulle strategie della Casa Bianca sul conflitto in corso. Durante una recente riunione nello Studio Ovale, scrive il quotidiano, Trump ha lanciato una violenta invettiva contro i leader iraniani, definendoli ‘feccià e ‘pazzì, accompagnando le sue parole con una serie di imprecazioni, secondo una persona che ha sentito i commenti. Negli ultimi giorni, sottolinea il Wsj, il presidente è diventato sempre più scettico sul fatto che i negoziati con l’Iran possano portare a una pace duratura. Secondo un alto funzionario dell’amministrazione, Trump ritiene che l’unico linguaggio compreso dall’Iran sia quello della forza militare, aggiungendo che il presidente si trova in una ‘modalità di vendettà nei confronti di Teheran. Secondo lo stesso funzionario, Trump vede poche alternative valide oltre al proseguimento degli attacchi.
Houthi, blocco navale Bab el-Mandeb riguarda solo Arabia Saudita
“Non c’è alcuna chiusura dello stretto di Bab el-Mandeb, come alcuni stanno sostenendo”. Lo ha affermato in un post su X il portavoce degli Houthi, Mohammed Abdulsalam, smentendo che il movimento yemenita che controlla la capitale Sanàa avrebbe disposto la chiusura totale dello stretto, uno dei principali snodi del traffico marittimo mondiale. Secondo Abdulsalam, la misura annunciata dagli Houthi e “si limita a un blocco navale che riguarda esclusivamente la parte saudita”, adottato “in risposta all’assedio dello Yemen e al rifiuto dell’Arabia Saudita di accettare un approccio equo a una soluzione che garantisca sicurezza, sovranità e indipendenza al popolo yemenita”.
Giordania intercetta sette missili e sei droni iraniani
L’esercito giordano ha annunciato di aver intercettato sette missili e sei droni lanciati dall’Iran, che sta intensificando i suoi attacchi contro gli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente. Le intercettazioni, effettuate da sistemi di difesa aerea e aerei dell’aeronautica militare, “non hanno causato vittime né danni materiali”, hanno aggiunto le forze armate giordane in un comunicato.
Pasdaran a cittadini Paesi Golfo, state lontani da basi con truppe Usa
La Guardia rivoluzionaria iraniana, secondo una dichiarazione letta dalla tv di Stato, ha esortato la popolazione dei Paesi confinanti con l’Iran a tenersi alla larga dalle basi con truppe Usa e ha chiesto al contempo di segnalare i luoghi in cui sono di stanza.
Londra replica a Teheran, pronti a difenderci 24 ore su 24
Il Regno Unito è “pronto a difendersi”. È quanto afferma il ministero della Difesa britannico, replicando all’Iran dopo che teheran ha minacciato “conseguenze” per la decisione del nuovo premier Andy Burnham di continuare a consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi britanniche per colpire l’Iran, definendo questa mossa un “atto di aggressione”. “Le nostre forze armate sono pronte a proteggere il Regno Unito da qualsiasi tipo di attacco, sia sul nostro territorio che dall’estero. Il Regno Unito è pronto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, a difendersi”, ha dichiarato il ministero della Difesa britannico. “L’approccio del Regno Unito al conflitto rimane lo stesso: siamo impegnati a difendere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri alleati, agendo in conformità con il diritto internazionale e senza lasciarci trascinare in un conflitto più ampio”, ha precisato.
Media Teheran, base navale Pasdaran colpita in attacco Usa
Gli attacchi Usa hanno colpito una base navale dei Guardiani della rivoluzione nel nord dell’Iran. Lo riportano le agenzie di stampa iraniane Fars e Isna. Nella notte sono state segnalate esplosioni anche sull’isola iraniana di Qeshm, dove sono stoccati mezzi navali tra cui imbarcazioni-drone che l’Iran può utilizzare per attaccare navi nello Stretto di Hormuz, nonché nella provincia di Isfahan, dove si trovano un’importante base aerea iraniana e uno dei siti nucleari del Paese. Secondo quanto riportato, altri attacchi hanno colpito inoltre la provincia del Khuzestan, nel sud-ovest dell’Iran, e la provincia meridionale di Fars.
Media, eslosioni vicino aeroporto di Erbil
Diverse esplosioni sono risuonate vicino all’aeroporto di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo riporta l’Afp, che ha visto droni sorvolare la città e fumo levarsi dalla zona. Dalla ripresa delle ostilità in Medio Oriente il 7 luglio, diversi droni sono stati intercettati più volte sopra Erbil, che ospita truppe americane e il consolato degli Stati Uniti. Le autorità di questa regione autonoma accusano l’Iran di essere dietro questi attacchi.
Axios, Usa e Gb pianificano vertice su coalizione internazionale per Hormuz
Gli Stati Uniti e il Regno Unito stanno pianificando di convocare la prossima settimana a Londra un incontro di alto livello incentrato su una potenziale coalizione internazionale per proteggere la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando due diplomatici europei e altre due fonti a conoscenza dei fatti. L’agenda e la data dell’incontro sono ancora in discussione e non sono state definite. Secondo i diplomatici europei, potrebbero partecipare ministri della Difesa e alti comandanti militari dei Paesi occidentali e di quelli della regione. Il segretario alla Difesa Hegseth e il Capo di Stato Maggiore congiunto, Generale Dan Caine, potrebbero partecipare alla riunione.
Trump, Xi e Putin dicono di non inviare armi, se lo facessero un male per loro
Donald Trump afferma di credere che Cina e Russia non stiano fornendo armi all’Iran, ma avvisa che in caso contrario questo sarebbe un male per loro. “Secondo me due dei principali Paesi di cui si parla in relazione all’Iran, non partecipano. Se lo facessero, sarebbe molto male per loro e certamente non sarebbe nel loro miglior interesse”, si legge in un post su Truth Social, in cui afferma di aver ricevuto rassicurazioni da Xi Jinping e da Vladimir Putin riguardo al fatto la Russia e la Cina non starebbero fornendo aiuti a Teheran. “Il presidente Xi durante un nostro recente incontro a Pechino mi ha detto che non avrebbe, in nessuna circostanza, venduto o dato armi all’Iran e la dichiarazione comprendeva le società cinesi - scrive Trump - considerata la nostra relazione, lo prendo in parola e inoltre gli sto facendo grandi favori”. “Allo stesso modo, il presidente Putin nonostante l’orribile guerra in Ucraina (la relazione rimane, come quella con il presidente Zelensky) mi ha detto che non avrebbe venduto armi all’Iran”, ha aggiunto poi parlando della Russia. A questo proposito, Trump sottolinea che Putin “sa che io non vendo armi all’Ucraina, ma ai Paesi della Nato, pagano prezzo pieno e non ho idea di come poi vengano distribuite quelle armi”.
Capo militare iraniano, uccideremo un soldato Usa per ogni iraniano ucciso
Un soldato americano sarà “mandato all’inferno” per ogni cittadino iraniano ucciso negli attacchi lanciati da Washington. Questa la “nuova equazione” annunciata dal capo del comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi. “Per ogni fiero cittadino della Repubblica Islamica dell’Iran che cade in battaglia, un militare americano finirà all’inferno”, ha detto Abdollahi. “La regola che avevamo precedentemente dimostrato essere operativa è, da questo momento in poi, considerata l’equazione definitiva e ufficialmente dichiarata del campo di battaglia”, ha aggiunto il generale all’emittente Press Tv.
Wsj, Bahrein e Kuwait hanno attaccato per la prima volta
Il Bahrein e il Kuwait hanno inviato segretamente dei caccia per colpire obiettivi all’interno dell’Iran, in quella che rappresenta la prima rappresaglia diretta contro Teheran. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti. Un’azione che dimostra la difficile posizione in cui si trovano gli Stati arabi mentre la guerra continua. Gli attacchi aerei, condotti all’inizio di questo mese, hanno preso di mira depositi di droni e missili, oltre ad altri siti militari, hanno riferito le fonti. Gli Emirati Arabi Uniti, che avevano attaccato l’Iran più volte nelle prime fasi del conflitto, hanno fornito informazioni di intelligence sugli obiettivi e copertura aerea difensiva durante le operazioni, in quello che, secondo le stesse fonti, rappresenta un segnale di una crescente cooperazione tra gli Stati arabi nel confronto con l’Iran.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, gli Emirati Arabi Uniti sono intervenuti nel conflitto fin dalle prime fasi della guerra, conducendo decine di raid aerei contro l’Iran. Nelle ultime settimane, l’Iran ha evitato di colpire il Paese. Il Kuwait e il Bahrein si trovano in una situazione particolarmente difficile. Per decenni, nessuno dei due Paesi ha avuto buoni rapporti con l’Iran, ha affermato Dina Esfandiary, analista per il Medio Oriente di Bloomberg Economics, e sono stati obiettivi primari nella recente ondata di combattimenti. Ora l’Iran sta intensificando i suoi attacchi per colpire infrastrutture più critiche. “La guerra, se continua con le modalità attuali, rappresenta il loro scenario peggiore”, ha affermato Esfandiary, sottolineando che “questo non offre loro l’opportunità di ricostruire e mantenere la propria immagine di rifugio stabile in una regione instabile. Colpisce i loro stessi modelli di business”. I governi arabi speravano che la guerra si concludesse rapidamente, ma è ormai giunta al quinto mese e non vi è alcun segnale che una delle due parti stia ottenendo ciò che desidera o sia disposta a fare marcia indietro. I governi arabi stanno ora valutando se adottare un approccio più aggressivo per cercare di riaprire le loro rotte commerciali vitali. “Credo che i Paesi del Golfo stiano iniziando a rendersi conto che questa guerra continuerà ancora per un pò”, ha affermato Umer Karim, ricercatore specializzato in politica saudita e geopolitica del Golfo presso l’Università di Birmingham. “Questo significa che, prima o poi, dovranno affrontare l’Iran apertamente”, ha aggiunto.
Intelligence Usa, Mojtaba Khamenei più incline a sviluppo armi nucleari
Le agenzie di intelligence statunitensi ritengono che la nuova Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, sia più interessata allo sviluppo di un’arma nucleare rispetto a suo padre e predecessore, l’Ayatollah Ali Khamenei. E’ quanto ha riportato il New York Times. Mojtaba Khamenei non ha mai chiesto pubblicamente all’Iran di dotarsi di armi nucleari, ma le valutazioni dell’intelligence statunitense indicano che lui e il governo più intransigente, insediatosi dopo che Israele e gli Stati Uniti hanno ucciso molti dei precedenti leader iraniani, vorrebbero potenziare le capacità nucleari dell’Iran.
Media, missili Usa contro petroliera in Golfo Oman, due morti
Gli Stati Uniti hanno attaccato con missili una petroliera nel Golfo dell’Oman, uccidendo due membri dell’equipaggio. Lo ha riportato l’agenzia di stampa Fars citando una fonte “a conoscenza dei dettagli”. Gli americani, secondo la Fars, avrebbero attaccato “pensando che la petroliera trasportasse gas iraniano”. La nave non è più in grado di procedere a causa dei danni subiti dalla sala macchine.
Trump, Teheran non è pronta ad accordo e io non ho fretta
“L’Iran non è ancora pronto a concludere un accordo” con gli Stati Uniti per la fine della guerra. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando nello Studio Ovale. “Sull’Iran non ho fretta”, ha aggiunto il tycoon, affermando di “non aver ancora deciso se lanciare un grande attacco” sull’Iran.
Media, Trump ha incontrato consiglieri per discutere potenziale escalation
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incontrato oggi alla Casa Bianca i suoi principali consiglieri e membri del gabinetto per discutere di una potenziale escalation in Iran. Lo ha riferito alla Cnn una fonte a conoscenza dei fatti.
Raid saudita su porto Hodeidah in Yemen, Houthi annunciano risposta dura
L’Arabia Saudita ha condotto attacchi contro il porto di Hodeidah, nello Yemen occidentale. Lo riferisce il canale Al-Masirah, affiliato agli Houthi. Anche l’emittente saudita Al-Arabiya ha riferito di un’esplosione in depositi di armi nella città. I media yemeniti hanno citato una fonte militare Houthi secondo cui “la risposta delle forze yemenite all’aggressione saudita sarà dura”.
Trump, non ho ancora preso una decisione su attacco massiccio
“No, non l’ho ancora presa. Stiamo parlando con loro proprio ora”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha risposto ai giornalisti nello Studio Ovale a chi gli chiedeva se avesse già preso una decisione sulla possibilità di un attacco massiccio contro l’Iran.
