"Potenti esplosioni nella notte": tensione alle stelle in Crimea

Nella notte almeno due potenti esplosioni si sono registrate in Crimea. La penisola è sempre più al centro del braccio di ferro tra Russia e Ucraina

"Potenti esplosioni nella notte": tensione alle stelle in Crimea

Rivendicata dall'Ucraina e difesa a spada tratta dalla Russia, la Crimea è sempre più al centro della guerra in Ucraina. Nella notte si sono registrate almeno due potenti esplosioni nella parte occidentale della penisola contesa. Nel frattempo Kiev ha chiesto di inserire il tema della liberazione di quel territorio negli eventuali negoziati con Mosca. Mentre il ministero della Difesa russo ha detto che è stato "evitato il tentativo di un massiccio attacco con droni alla Crimea", e che "sei droni sono stati abbattuti e altri quattro disattivati".

Esplosioni in Crimea

Secondo quanto riportato dai media ucraini, che hanno citato i canali Telegram locali, le esplosioni che hanno interessato la Crimea sono avvenute a Yevpatoria, a circa 65 chilometri a nord di Sebastopoli, e nel villaggio di Chornomorske.

"Sono state udite esplosioni a Chornomorske tutta la notte fino alle 5 del mattino. A Chornomorske, le finestre hanno tremato per le esplosioni all'1:54, alle 2:55 e alle 4:20", hanno spiegato fonti del posto. Forti deflagrazioni sono state segnalate anche a Yevpatoria, una delle quali è stata udita anche nella parte settentrionale di Sebastopoli.

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Da una settimana a questa parte è l'intero fronte meridionale dell'Ucraina ad essersi fatto incandescente. I funzionari russi hanno riferito di decine di esplosioni inspiegabili che hanno coinvolto attrezzature e siti militari a Mariupol, in teoria saldamente sotto il controllo di Mosca. "La Russia sarà probabilmente preoccupata del fatto si stiano verificando esplosioni inspiegabili in una zona che potrebbe aver valutato in precedenza come al di fuori della portata delle capacità di routine dell'Ucraina", ha sottolineato in un report il ministero della Difesa britannico.

Le preoccupazioni di Mosca

Il deputato della Duma di Stato della Federazione Russa, Andrey Gurulev, ha dichiarato che l'amministrazione militare russa dovrebbe prendere sul serio le dichiarazioni della parte ucraina sulla preparazione di un possibile attacco contro la Crimea. Eccolo il primo campanello d'allarme risuonato da Mosca, che lascia intendere la grande preoccupazione del Cremlino di ritrovarsi a respingere un'offensiva ucraina nella penisola contesa.

Lo stato maggiore delle Forze Armate ucraine ha intanto scritto sulla sua pagina Facebook che i russi continuano a evacuare la Crimea. "Ancora una volta è stata registrata l'evacuazione di alcune categorie di cittadini dalla Crimea temporaneamente occupata. Recentemente, i militari delle forze di occupazione russe di stanza a Perevalny (centro-est, ndr) hanno inviato le loro famiglie in Russia", si legge nel rapporto dell'esercito.

Caccia alle spie

Allo stesso tempo, sembra che i russi stiano rafforzando le loro difese nella penisola e costruendo fortificazioni. Anche se quelle in circolazione sono soltanto indiscrezioni, gli uomini del Cremlino non hanno alcuna intenzione di farsi cogliere impreparati. E allora, in Crimea, il livello di guardia è aumentato. I servizi di sicurezza dell'Fsb, ad esempio, hanno arrestato due cittadini russi a Sebastopoli con l'accusa di essere stati reclutati dall'intelligence ucraina per individuare strutture militari.

"Le attività illegali di due cittadini russi che sono sospettati di cooperare con servizi speciali stranieri sono state sventate", ha detto l'Fsb. Secondo le autorità russe, due residenti di Sebastopoli nati nel 1979 e nel 1995 hanno avviato contatti con i servizi speciali ucraini al fine di fornire dati sulla posizione delle strutture del ministero della Difesa russo in cambio di denaro.

I due sono accusati di alto tradimento e collaborazione segreta con un paese straniero. Sulla base del codice penale russo, la prima accusa prevede fino a 20 anni di incarcerazione mentre con la seconda si rischiano fino a otto anni di prigione.

La rivendicazione di Kiev

Il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak ha intanto ribadito che alle autorità ucraine "non interessa" l'opinione della Russia riguardo ai piani di Kiev per liberare la Crimea e attualmente la questione della liberazione della penisola occupata non è più un caso separato negli eventuali negoziati.

"Fino alla metà della guerra, la Crimea è stata individuata come un argomento separato, ora questo problema viene discusso in un unico pacchetto come un territorio che deve essere liberato", ha chiarito Podolyak. Secondo lo stesso Podolyak, è importante che i partner dell'Ucraina pongano correttamente l'accento sulla questione della penisola.

Il consigliere ha affermato che ora alle autorità ucraine "non importa" cosa pensa la Russia, ma interessa anche il destino del popolo tartaro di Crimea, che è diventato ostaggio

dell'aggressione militare russa. "È semplicemente fenomenale, è imperativo liberare l'intero territorio. Non si può semplicemente permettere alla Russia di deridere ripetutamente l'intera nazione", ha concluso Podolyak.

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