Prosegue lo stallo militare e diplomatico tra Usa e Iran, mentre oggi scade la tregua di 60 giorni concordata nel memorandum di Islamabad, anche se i mediatori pakistani lavorerebbero ad una possibile proroga. Nel mentre Donald Trump prova a smuovere le acque preparando un nuovo pacchetto di misure economiche «mai viste prima», sufficienti a isolare l’Iran dal mondo, come spiega il segretario Usa al Tesoro, Scott Bessent. Mossa a cui si affiancherà il blocco navale che, per il capo del Pentagono Pete Hegseth, potrà proseguire «a tempo indeterminato». Nel weekend Trump ha inasprito i toni: «dopo aver sconfitto l’Iran molto presto dichiarerò lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti». «Hormuz non può essere conquistato con un tweet, una portaerei, emanando un ordine o con un discorso elettorale. L’Iran non teme le minacce né si piega di fronte alle dimostrazioni di forza», ha risposto il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi. Nel frattempo Axios citando tre fonti informate rivela che l’amministrazione Trump ha stabilito a metà maggio un canale segreto con il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche Ahmad Vahidi attraverso il presidente del Kurdistan iracheno Nechirvan Barzani. Secondo il sito i negoziatori statunitensi, intenti a cercare un accordo per porre fine alla guerra, non riuscivano a capire se le persone sedute di fronte a loro parlassero o meno a nome dei pasdaran, così hanno aggirato gli omologhi iraniani ufficiali (il presidente del parlamento Ghalibaf e il ministro degli Esteri Araghchi) e si sono rivolti direttamente ai vertici delle Guardie Rivoluzionarie. L’episodio, scrive Axios, dimostra quanto sia stato difficile per gli Usa negoziare con un Paese dove non è chiaro chi detenga effettivamente il potere. Sul fronte di Gaza, invece, l’inviato e genero di Trump Jared Kushner ha visto ieri il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi nella città di El-Alamein per discutere del cessate il fuoco, e il leader di Hamas Khalil al-Hayya ha avuto un colloquio separato con il capo dell’intelligence egiziana, Hassan Rashad. Stando a fonti interne ad Hamas ma senza conferme dagli Usa, Kushner dovrebbe vedere anche i leader del movimento palestinese. Incontri che precedono la sua visita in Israele dal premier Benjamin Netanyahu. Il ministro della Difesa dello Stato ebraico Israel Katz, invece, minaccia nuovi attacchi contro Hezbollah e chiunque colpisca soldati o cittadini israeliani, mentre si intensifica l’escalation nel sud del Libano. «Nessun conto, in nessun fronte, resterà aperto - scrive su X dopo una nuova ondata di attacchi dell’Idf - Colpiremo con tutta la forza coloro che danneggiano i nostri soldati e i nostri cittadini».

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