Le critiche all’accordo con Mosca sul diesel annunciato dalla Casa Bianca hanno messo in ombra uno sviluppo forse più significativo sul fronte della guerra in Ucraina, ossia il fatto che Stati Uniti ed Europa «si stanno muovendo verso una proposta di pace congiunta». Il piano in quattro punti rivelato dal Washington Post «offrirebbe vantaggi economici e di sicurezza sia all’Ucraina che alla Russia, fungendo da base per un accordo territoriale che non soddisferebbe appieno gli obiettivi bellici di nessuna delle due parti», sottolinea l’autorevole editorialista del giornale, David Ignatius. Al pacchetto starebbero lavorando dietro le quinte americani ed europei, insieme agli ucraini, nonostante le ultime tensioni legate all’intesa sul diesel con la Russia, e l’attacco dei giorni scorsi di Donald Trump a Volodymyr Zelensky. Il Cremlino si dice all’oscuro delle discussioni, mentre una fonte Ue puntualizza che «tocca all’Ucraina innanzitutto negoziare, non agli europei, anche se noi siamo al loro fianco».
L’iniziativa diplomatica, secondo il Wp, ha preso forma durante un incontro di sei ore venerdì scorso in Florida organizzato dagli inviati Usa Jared Kushner e Steve Witkoff. La riunione presso lo Shell Bay Golf Club, complesso immobiliare di proprietà di Witkoff a Hallandale Beach, ha coinvolto funzionari ucraini e rappresentanti di Regno Unito, Francia e Germania. La logica alla base di questa complessa iniziativa di pace si ispira al principio secondo cui, quando ci si trova di fronte a un problema insolubile, la strategia migliore è ingrandirlo. «I negoziatori statunitensi stanno cercando di elaborare un pacchetto che affronti le esigenze post-belliche di entrambi i paesi, ponendo fine al bagno di sangue e migliorando la condizione di entrambi: un incentivo per accettare un compromesso territoriale che, di per sé, non entusiasmerà nessuna delle due parti», scrive il giornale. «Dobbiamo ampliare la prospettiva del problema e della soluzione per far capire a entrambi quale sarebbe lo scenario del dopoguerra, inducendoli così a concedere qualcosa», spiega un funzionario statunitense a conoscenza dei negoziati. Trump pone come condizione per l’iniziativa di pace l’impegno di Ucraina e Russia a cessare i bombardamenti reciproci contro le rispettive raffinerie. Se Zelensky accetterà, rinunciando a una delle sue leve più efficaci, «torneremo in gioco e andremo a Mosca», prosegue il funzionario americano.
Il pacchetto avrebbe quattro componenti fondamentali, con la novità di garantire a Putin un accordo economico e di sicurezza con l’Europa. Il primo pilastro sarebbe la ricostruzione dell’Ucraina, il secondo le garanzie di sicurezza. Kiev riceverebbe dagli Usa e dai Paesi europei l’impegno a intervenire militarmente qualora la Russia attaccasse di nuovo, sull’esempio dell’articolo 5 della Nato. Ma anche Mosca negozierebbe con l’Europa accordi volti ad affrontare le proprie preoccupazioni in materia di sicurezza. Il terzo punto sarebbe l’integrazione economica di Russia, Ucraina ed Europa attraverso un accordo energetico. Infine, la Russia acconsentirebbe ad un cessate il fuoco lungo la linea del fronte, attualmente fluida, e proprio questa sembra la parte più difficile da attuare. Intanto il Cremlino afferma che l’Unione europea potrebbe «ostacolare» il raggiungimento di accordi tra Mosca e Washington imponendo nuove sanzioni sulle risorse energetiche russe. «È certo che ciò potrebbe ostacolare gli accordi. Il fatto è che i paesi europei, proprio come tutte le altre nazioni, sono, ovviamente, acquirenti attivi di petrolio e prodotti petroliferi russi», afferma il portavoce Dmitry Peskov, sottolineando che Mosca fornisce prodotti competitivi al mercato globale e continuerà a farlo in futuro.
