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Premier Pakistan: "Confermo accordo Usa-Teheran su testo finale, pace mai così vicina". Ipotesi Ginevra per la firma. Gli Emirati sbloccano 10 miliardi di dollari per l'Iran

La firma dell'accordo dovrebbe avvenire in Europa nei prossimi giorni, stando a quanto dichiarato dal presidente americano. La Repubblica islamica smentisce: "La questione è al vaglio delle istituzioni competenti". Ghalibaf: "Gli impegni presi devono essere mantenuti. Niente se, niente ma, nessuna scusa". Trump: "Alleati europei non sono stati d'aiuto"

Premier Pakistan: "Confermo accordo Usa-Teheran su testo finale, pace mai così vicina". Ipotesi Ginevra per la firma. Gli Emirati sbloccano 10 miliardi di dollari per l'Iran
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Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la fine della guerra in Iran, con un accordo che prevederebbe anche la riapertura dello Stretto di Hormuz.

La ratifica dovrebbe avvenire in Europa nei prossimi giorni e, secondo quanto dichiarato, la Repubblica islamica avrebbe deciso di non dotarsi dell'arma nucleare. Poche ore dopo, è arrivata la smentita di Teheran, secondo cui non vi è ancora una conclusione definitiva sull'accordo con gli Usa.

Araghchi, una volta finalizzata la bozza sarà firmata da remoto

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato oggi che, una volta finalizzata, la bozza di accordo con gli Stati Uniti sarà firmata "a distanza", il che potrebbe accadere "nei prossimi giorni". "Non appena saranno completate le fasi finali dei nostri negoziati, questo accordo sarà firmato e annunciato. La firma avverrà inizialmente in modalità digitale. Ciascuna parte firmerà a distanza. Dopodiché, verrà annunciato che questo memorandum d'intesa è stato firmato da entrambe le parti", ha affermato Araghchi in un'intervista alla televisione di stato. "Questo potrebbe accadere nei prossimi giorni. Sono molto fiducioso." 

Cbs, Pentagono valuta piani per mettere in sicurezza materiale nucleare

Il Pentagono starebbe valutando piani di contingenza per mettere in sicurezza il materiale nucleare iraniano nel caso in cui venga raggiunto un accordo tra Stati Uniti e Iran. Secondo funzionari americani citati da Cbs News, le discussioni - ancora preliminari e legate all'evoluzione del contesto politico e militare - riguardano un possibile supporto delle forze armate al Dipartimento dell'Energia per individuare e mettere sotto controllo l'uranio altamente arricchito di Teheran. In uno degli scenari presi in esame, unità militari statunitensi potrebbero essere dispiegate in diversi Paesi del Medio Oriente per sostenere una rapida operazione di risposta. Squadre specializzate, in coordinamento con il Dipartimento dell'Energia e altre agenzie federali, potrebbero poi essere incaricate di entrare in Iran per localizzare e mettere in sicurezza le scorte di materiale nucleare.

Araghchi, nucleare e revoca sanzioni saranno definite in accordo finale. Israele vuole far fallire l'accordo

La questione nucleare è stata rinviata alla seconda fase. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a PressTv, sui negoziati in corso con gli Stati Uniti. "Le richieste nucleari degli Stati Uniti non erano per noi accettabili in questa fase", ha spiegato, come riporta Al Jazeera. "La questione dell'arricchimento e delle scorte di materiali arricchiti sarà definita nell'accordo finale", ha dichiarato Araghchi, aggiungendo che la posizione di Teheran è sempre stata che l'unico modo per diluire l'uranio arricchito del paese fosse quello di farlo in Iran. "Stiamo cercando di sottolineare che la soluzione al problema dei materiali arricchiti andrà in questa direzione", ha affermato.

Secondo Araghchi, poi, l'accordo ha dei "nemici". E ha accusato  Israele di "cercare ostacoli per farlo fallire".

Araghchi, "Pagamento pedaggio a Hormuz sarà obbligatorio"

"La gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà al sistema precedente alla guerra. Saranno applicate tariffe per i servizi nello stretto e tali servizi non saranno più gratuiti", ha detto ancora a PressTv il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando gli ultimi sviluppi nei negoziati con gli Usa. "Questo punto è stato confermato: il pagamento delle tariffe è obbligatorio", ha ribadito. "Lo Stretto di Hormuz è, senza dubbio, sotto la sovranità dell'Iran e dell'Oman. Non esiste alcun passaggio marittimo internazionale nello Stretto di Hormuz - ha spiegato Araghchi - Per molti anni, questa via d'acqua è stata aperta a tutte le navi. L'Iran e l'Oman ne hanno garantito la sicurezza e fornito servizi; fino a oggi, tali servizi sono stati gratuiti. Tuttavia, la futura gestione dello Stretto di Hormuz non sarà come in passato. Nessuno può mettere in discussione la sovranità sullo stretto di Iran e Oman".

Araghchi: "Accordo prevede ritiro Israele da sud del Libano"

"Porre fine alla guerra nell'accordo significa anche il ritiro di Israele dalle aree occupate nel sud del Libano, e lo abbiamo dichiarato esplicitamente all'altra parte". Lo ha affermato a PressTv il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando il vicino accordo a un Memorandum d'Intesa con gli Stati Uniti. "Il momento migliore per porre fine a una guerra è quando si ha il vantaggio; siamo davvero vittoriosi sul campo di battaglia", ha aggiunto. E ancora: "Abbiamo resistito per 40 giorni a quella che appare come la superpotenza mondiale - ha aggiunto -L'accordo e la fine della guerra consolideranno la vittoria".

Ghalibaf: "Impegni presi devono essere mantenuti, niente scuse"

"Gli impegni presi devono essere mantenuti. Nessun se, nessun ma, nessuna scusa". Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. "Per chiudere l'accordo vicino, non ci sono alternative. Si raccoglie ciò che si semina", ha aggiunto a proposito dei negoziati in corso con gli Stati Uniti.

Svizzera: "Ci siamo offerti di ospitare la firma dell'intesa Iran-Usa"

La Svizzera si è offerta di ospitare la possibile firma di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, ha dichiarato all'Afp il ministero degli Esteri elvetico. "La Svizzera è pienamente impegnata. Siamo in stretto contatto con gli Stati Uniti e l'Iran", ha affermato il ministero in un breve messaggio, sottolineando di svolgere un ruolo attivo "a sostegno degli sforzi per un Memorandum d'intesa volto a consolidare la tregua e ad aprire la strada alla de-escalation nel contesto del conflitto tra Iran e Stati Uniti". Il ministero ha quindi affermato di "aver proposto la Svizzera come sede per una possibile firma, qualora le parti siano d'accordo".

Media: "Emirati hanno accettato di sbloccare miliardi di dollari per l'Iran"

Gli Emirati Arabi Uniti hanno accettato di sbloccare miliardi di dollari per l'Iran. Lo scrive Reuters online citando quattro fonti e parlando di una mossa finora inedita che coincide con le fasi finali dei negoziati Iran-Usa. Due fonti regionali hanno riferito a Reuters che gli Emirati hanno accettato di sbloccare un totale di 10 miliardi di dollari, di cui oltre 3 miliardi sono già stati versati. Altre due fonti hanno indicato un totale di 20 miliardi, aggiungendo che la mossa è stata concordata in cambio della cessazione degli attacchi iraniani contro gli Emirati.

Reuters non è stata in grado di stabilire se i fondi destinati ai trasferimenti appartengano agli Emirati Arabi Uniti o provengano da conti iraniani bloccati da tempo nel sistema bancario emiratino, o altrove. Tuttavia, un funzionario degli Emirati, interpellato in merito al trasferimento, ha affermato che il Paese sta cercando di allentare le tensioni e promuovere la pace. "La politica estera degli Emirati Arabi Uniti è guidata dalla promozione della de-escalation e dalla riduzione delle tensioni in tutta la regione, favorendo al contempo una pace e una stabilità durature", ha dichiarato il funzionario. "Gli Emirati Arabi Uniti sostengono gli sforzi, compresi quelli intrapresi dagli Stati Uniti, per proteggere le popolazioni della regione dalle ripercussioni del conflitto". Una delle fonti a conoscenza dell'accordo ha affermato che la mossa offriva un modo per contribuire a risolvere il conflitto tra Stati Uniti e Iran senza che nessuna delle due parti oltrepassasse la propria linea rossa: l'Iran può affermare di aver ottenuto un risarcimento per i danni di guerra, Washington può insistere di non aver pagato nulla e Abu Dhabi ottiene la propria sicurezza e lo status di hub di Dubai, presentando al contempo la mossa come un investimento nella ricostruzione della fiducia regionale. Un'altra fonte a conoscenza dell'accordo ha affermato che, in cambio dell'erogazione dei fondi, l'Iran avrebbe interrotto gli attacchi missilistici e con droni contro gli Emirati Arabi Uniti e si sarebbe assistito a una ricostruzione dei legami bilaterali, compresa la condivisione di informazioni di intelligence e la cooperazione economica. La fonte ha aggiunto che l'Iran si era rivolto ad almeno altri due paesi arabi del Golfo per raggiungere un accordo simile. La prima fonte a conoscenza dell'accordo ha affermato che i colloqui erano iniziati diverse settimane fa, ma hanno subito un'accelerazione quando funzionari delle Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno visitato Abu Dhabi la scorsa settimana per incontrare lo sceicco Tahnoun bin Zayed al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti e vice governatore di Abu Dhabi, e hanno soggiornato nella sua foresteria. A quel viaggio ha fatto seguito una visita di funzionari emiratini a Teheran per negoziare i dettagli del meccanismo.

Teheran: "Decisione finale su accordo sarà presa internamente"

Le istituzioni competenti si stanno riunendo poiché si trovano nelle "fasi finali della stesura del testo dell’intesa". Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, spiegando di non poter commentare la data e il luogo della possibile firma e aggiungendo che occorre attendere la “decisione finale che verrà presa internamente”. “Non posso confermare nessuna delle speculazioni sul testo dell’accordo”, ha affermato, come riporta Al Jazeera. "Il fatto che i dettagli del processo diplomatico non possano essere discussi non significa che la popolazione non ne sia a conoscenza”.

Usa: "Tra l'80 e l'85% di probabilità di un accordo con Teheran"

Un alto funzionario statunitense ha stimato "tra l'80 e l'85%", ma "non al 100%", la probabilità che nei "prossimi giorni" venga firmato un accordo con l'Iran. Durante un colloquio con la stampa, l'alto funzionario ha sottolineato di "sentirsi molto ottimista" riguardo alla conclusione dei negoziati, pur avvertendo che "il traguardo non è ancora stato raggiunto".

Trump ad Axios: "Molto positivò post Araghchi, firma possibile nel weekend o lunedì"

Donald Trump considera "molto positivo" il post su X del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui l'accordo con gli Stati Uniti "non è mai stato così vicino". Lo ha detto lo stesso presidente americano, che ha ripostato le parole di Araghchi su Truth, parlando con il giornalista Barak Ravid di Axios. A lui Trump ha anche detto di ritenere ancora possibile la firma dell'accordo con l'Iran nel weekend o lunedì.

Il premier Pakistan: "Confermo accordo su testo finale, pace mai così vicina"

Il premier pachistano, coinvolto nella mediazione tra Stati Uniti e Iran, conferma che è stato raggiunto un accordo su un testo finale per mettere fine alla guerra. In un post su X, Shehbaz Sharif ha scritto: "Tra gli intensi sforzi di mediazione in corso da parte del Pakistan, siamo pienamente consapevoli dell'incessante campagna di disinformazione condotta da coloro che vogliono sabotare l'accordo di pace. Mettendo da parte il clamore, possiamo confermare che è stato concordato un testo finale dell'accordo di pace e il Pakistan sta ora lavorando a stretto contatto con entrambe le parti per definire i prossimi passi". "La pace non è mai stata così vicina come lo è ora", sostiene.

Vance: "L'Iran non riceverà fondi solo per la firma dell'accordo"

"Gli iraniani non riceveranno soldi e fondi solo per la firma dell'accordo. L'intesa è strutturata in modo da dare priorità alle preoccupazioni degli Stati Uniti e degli alleati e se la Repubblica Islamica rispetterà i suoi obblighi, allora avrà benefici economici". Lo ha scritto il vicepresidente JD Vance su X, assicurando che Donald Trump farà ottenere agli Stati Uniti un "buon risultato in un modo o nell'altro".

Trump: "L'Iran fa meglio a rimettersi in riga e a farlo in fretta"

L'Iran "farebbe meglio a rimettersi in riga, e in fretta". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.

Media Teheran, false notizie su firma accordo domenica a Ginevra

L'agenzia di stampa iraniana Fars, legata ai Guardiani della rivoluzione, riferisce che il processo di valutazione e decisione dell'Iran a proposito di un accordo non è ancora stato completato e smentisce le notizie secondo cui domenica verrà fatto un annuncio in merito e Ginevra sarebbe stata scelta come sede per la firma di un'intesa con gli Usa. Lo riporta Iran International. Fars ha scritto che le notizie relative sia alla data che al luogo sono "del tutto false".

Trump al Corriere; "Gli alleati europei possono essere d'aiuto dopo l'accordo"

"Gli alleati europei non sono stati d'aiuto adesso, ma possono essere molto d'aiuto in futuro, dopo" l'intesa con l'Iran. Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump in un colloquio telefonico con il Corriere della Sera. Sui possibili sviluppi diplomatici con i partner dell'Ue in seguito a un accordo con Teheran, il leader americano ha replicato: "Non ne ho idea, dipende da loro".

Netanyahu, non avrà mai nucleare, pieno accordo con Trump su questo

"Finché sarò primo ministro di Israele, l'Iran non avrà armi nucleari. Su questo punto c'è pieno accordo tra me e il presidente Trump". Lo ha scritto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu su 'X'. "Per oltre 30 anni sono stato in prima linea nella campagna internazionale contro il programma nucleare iraniano. Se non fosse stato per questa campagna, l'Iran avrebbe già da tempo le bombe atomiche per distruggere Israele", ha aggiunto Netanyahu. "L'Iran sta lavorando per distruggere lo Stato ebraico e io dedico la mia vita a impedirglielo. Finché sarò primo ministro di Israele, questo non accadrà", ha concluso.

Media, possibile firma del memorandum domenica con Vance e Ghalibaf

Un memorandum d'intesa tra Usa e Iran per porre fine alla guerra nel Golfo potrebbe essere firmato già domenica a Ginevra: lo scrivono Reuters sul sito e Bloomberg. La fonte ha affermato a Reuters che il testo del memorandum è ancora in fase di definizione e che l'Iran resta fermo sulla sua posizione, secondo cui l'accordo deve porre fine anche ai combattimenti in Libano. L'obiettivo è definire la formulazione entro sabato, in modo che l'accordo possa essere firmato dal vicepresidente Usa JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammed Ghalibaf. Non è ancora stata stabilita una sede, ma Ginevra sembra la più probabile.

Media Teheran, solo speculazioni su possibile firma accordo in Svizzera

L'agenzia iraniana Fars, affiliata ai Guardiani della Rivoluzione, ha respinto le speculazioni su un accordo imminente tra Teheran e Washington. "Qualsiasi speculazione su una firma in Svizzera o un incontro faccia a faccia non è altro che un malinteso delle proposte e un'illusione americana", ha scritto l'agenzia. Secondo Axios, una possibile firma dell'accordo tra Usa e Iran potrebbe avvenire a Ginevra già nel fine settimana, prima del vertice del G7 in programma la prossima settimana.

Media Teheran, bozza non prevede che cediamo controllo stretto di Hormuz

La bozza di intesa raggiunga da Stati Uniti e Iran non prevede che Teheran cedi il controllo dello stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia ufficiale iraniana Irna, nel riferire "gli elementi generali dell'attuale bozza" che è in fase di finalizzazione. "L'Iran non si impegna in questo documento a cedere la gestione dello stretto o la restaurazioni delle condizioni che esistevano prima dell'aggressione militare americana e israeliana", riporta l'agenzia.

Media Teheran, 'intesa fissa 60 giorni negoziati su nucleare

La bozza di intesa tra Stati Uniti e Iran fissa un periodo di 60 giorni per i negoziati tesi a raggiungere un accordo sul programma nucleare iraniano. E' quanto rivela l'agenzia iraniana Mehr, citando una fonte vicina al team dei negoziatori che spiega che il memorandum prevede "60 giorni di negoziati per raggiungere un accordo sulle questioni del nucleare e per completare la revoca delle sanzioni primarie e secondarie degli Usa".

Tajani, per Trump Ue irrilevante? Non siamo in guerra ma facciamo nostra parte

Quella contro l'Iran "è una guerra alla quale non abbiamo partecipato, che non ci riguarda e alla quale non dovevamo partacipare". Così il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato le parole del presidente americano Donald Trump che ha definito "irrilevante" il ruolo dell'Unione Europea nel conflito contro l'Iran, sostenendo che gli Stati Uniti hanno "vinto da soli". "Noi facciamo la nostra parte. L'Europa è presente, l'Italia è presente per garantire il traffico marittimo nel Mar Rosso con una presenza militare", ha dichiarato Tajani a margine della Conferenza dei consoli alla Farnesina. "Facciamo la nostra parte, ma non eravamo, non siamo, non saremo in guerra con l'Iran", ha concluso.

Media, Usa e Teheran verso colloqui finali su nucleare e sanzioni

Stati Uniti e Iran si preparano ad avviare negoziati finali su dossier nucleare ed economia, in attesa del via libera delle rispettive autorità. Lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr, secondo cui le parti starebbero lavorando a una bozza di memorandum d'intesa. Il documento includerebbe la revoca delle sanzioni petrolifere contro Teheran, lo sblocco di fondi iraniani congelati all'estero, la riapertura dello Stretto di Hormuz e un impegno statunitense a ridurre la presenza militare nelle aree circostanti l'Iran. Secondo i media iraniani, i colloqui non riguarderanno il programma missilistico balistico di Teheran, uno dei punti più sensibili nei rapporti con Washington. L'eventuale accordo resta comunque subordinato all'approvazione delle autorità competenti dei due Paesi.

Trump a La7, abbiamo vinto la guerra, Europa e G7 irrilevanti

"Abbiamo vinto la guerra in Iran, non avevamo bisogno dell'Europa". Lo ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump in una risposta esclusiva a La7, raggiunto telefonicamente dal corrispondente da Washington Daniele Compatangelo, come riportato questa mattina a Omnibus da Alessandra Sardoni.Interpellato su un possibile messaggio ai leader del G7, compresi Italia e Francia, e sul mancato sostegno europeo nella gestione della crisi con Teheran, Trump ha minimizzato il ruolo degli alleati occidentali: "Non avevamo bisogno di alcun supporto. Abbiamo vinto la guerra. Era irrilevante".

Teheran, ancora nessuna conclusione definitiva sull'accordo con gli Usa

L'Iran ha affermato che non c'è ancora un conclusione definitiva riguardo a un'intesa con gli Stati Uniti, dopo che il presidente americano Donald Trump aveva annullato raid previsti e annunciato il via libera della Repubblica islamica a un accordo che potrebbe essere firmato durante il fine settimana in Europa. "Non abbiamo ancora raggiunto una conclusione in merito. La questione è al vaglio delle istituzioni competenti e, qualora si giungesse a una conclusione, ne saremo informati", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, commentando le parole di Trump. "La parte principale del testo dell'accordo è stata finalizzata, ma il problema è sorto quando la parte americana ha avanzato nuove richieste e modificato le proprie posizioni. Negli ultimi giorni, hanno anche cercato di imporre richieste irragionevoli all'Iran", ha detto Baghaei, riferisce Isna. "Mentre parlano di negoziati, allo stesso tempo ricorrono alla forza e ad azioni criminali", ha detto Baghaei riferendosi agli Stati Uniti e accusandoli di avere cambiato posizione più volte fin dall'inizio del negoziato, aggiungendo che l'Iran ha dimostrato di non voler scendere a compromessi sulle sue linee rosse e sui suoi interessi nazionali.

Media, le forze Usa hanno abbattuto due droni iraniani su Hormuz

Nelle ultime ore l'Iran avrebbe "provato a colpire navi commerciali" in transito nello Stretto di Hormuz e le forze Usa hanno "abbattuto due droni d'attacco unidirezionali iraniani": lo riferiscono diversi media internazionali, tra questi Nbc News, citando un funzionario statunitense. "Il traffico nello Stretto prosegue", ha aggiunto la fonte citata.

Media, attacco forze Usa annullato a tre ore dal lancio

Ieri le forze armate statunitensi erano a circa tre ore dal lanciare attacchi contro l'Iran quando il presidente Donald Trump li ha annullati, sostenendo che fosse stato raggiunto un accordo per porre fine al conflitto e che questo sarebbe stato presto firmato. Lo riferisce Nbc News. Al momento dell'annuncio di Trump, i militari Usa avevano già individuato gli obiettivi e la Marina statunitense aveva già adeguato i piani operativi e predisposto gli armamenti per gli attacchi, afferma la Nbc. Secondo l'emittente statunitense, se fossero stati eseguiti, gli attacchi sarebbero stati simili a quelli condotti dagli Usa nelle due notti precedenti. Nonostante l'affermazione di Trump secondo cui gli Stati Uniti avrebbero presto "preso" l'isola iraniana di Kharg, quest'ultima non figurava nella lista degli obiettivi. Viene inoltre riferito che il repentino cambio di rotta del presidente e la sua improvvisa decisione di annullare gli attacchi hanno lasciato i vertici militari "confusi".

Axios, la firma dell'intesa Usa-Iran potrebbe avvenire a Ginevra

La possibile cerimonia di firma di un "memorandum di intesa" tra Washington e Teheran potrebbe avvenire "nei prossimi giorni" a Ginevra: lo riporta Axios, spiegando che ieri quattro aerei C-17 statunitensi sono decollati per l'Europa nella giornata di iera, trasportando "materiale per un possibile viaggio" del vicepresidente Usa J.D. Vance, che Donald Trump ha indicato come la figura incaricata di firmare l'accordo preliminare, verso la città svizzera.

Libano, due caschi blu malesi feriti in attacco a convoglio Onu

Due caschi blu malesi della missione Unifil sono rimasti lievemente feriti in un attacco contro un convoglio logistico nei pressi del villaggio di Harris, nel Libano meridionale; lo ha reso noto il portavoce dell'Onu, Stéphane Dujarric. "Le loro condizioni sono stabili" e "l'Unifil indagherà sull'accaduto", ha dichiarato Dujarric, senza specificare chi fosse responsabile dell'attacco.Separatamente, Dujarric ha riferito che un carro armato israeliano ha aperto il fuoco vicino a un convoglio Onu nei pressi di Bint Jbeil, costringendo il convoglio a una deviazione per "riprendere il movimento in sicurezza". Mercoledì, inoltre, "i caschi blu dell'Unifil hanno rilevato un'intensa attività di droni nell'area di Biyyada", ha affermato Dujarric."Ricordiamo ancora una volta a tutte le parti coinvolte l'inviolabilità del personale e delle risorse dell'Onu", ha aggiunto il portavoce.

Trump, con l'Iran abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo

Nell'accordo con l'Iran "abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo". Lo ha detto Donald Trump durante un comizio virtuale, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. L'intesa è "praticamente fatta", ha messo in evidenza.

Trump, abbiamo posto fine a guerra, non avranno nucleare

Il presidente Usa Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti hanno "posto fine alla guerra con l'Iran", dopo aver annunciato giovedì un "grande accordo" che, a suo dire, avrebbe risolto il conflitto e riaperto lo Stretto di Hormuz. Trump ha aggiunto che il vicepresidente JD Vance potrebbe partecipare alla cerimonia di firma in Europa nei prossimi giorni. Lo riporta la Cnn. "Hanno accettato di non dotarsi mai di armi nucleari, una condizione su cui abbiamo insistito. Era proprio questo l'obiettivo, era il 95% della questione", ha aggiunto.

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