Sipario sul G7 di Evian. Trump definisce il vertice "un grande successo" dopo la ritrovata armonia tra i Grandi e difende l'accordo con l'Iran alla vigilia della firma a Lucerna: 'L'intesa raggiunge tutti gli obiettivi prefissati. Potevamo continuare a bombardare ma sarebbe stato stupido e Hormuz non avrebbe riaperto. Con la nuova leadership possibile il cambio di regimè. Poi però avverte: 'Se non si comportano bene, ricominceremo a sganciare bombè. Diffuso il testo dell'accordo: per l'Iran un fondo privato di 300 miliardi di dollari. L'Europa intanto prepara la missione nello Stretto guidata da Francia e Gb: 'Pronti ad affiancarci una ventina di Paesì, dice Macron. Tra questi l'Italia. Il presidente Usa, ospite in serata a Versailles, reggia simbolo dell'amicizia franco-americana, auspica poi la fine della guerra in Ucraina e parla di 'ottimi colloqui con Zelensky e Putin'. Costa avvia contatti con Mosca. All'esordio di Warsh la Fed lascia i tassi fermi ma apre al rialzo nel 2026.
Witkoff, l'Iran inviterà gli ispettori dell'Aiea
L'Iran inviterà l'Agenzia nucleare delle Nazioni Unite (AIEA) a ispezionare i suoi siti nucleari e ad avviare le attività di identificazione e scavo dei depositi di materiale arricchito. Lo ha detto l'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, al Congresso durante un briefing a porte chiuse.
Witkoff ha detto ai leader del Congresso e ai membri delle commissioni che si occupano di sicurezza nazionale che il memorandum d'intesa stipulato tra gli Stati Uniti e l'Iran non includeva accordi collaterali, ma è stata redatta una lettera tra Teheran e l'Agenzia internazionale per l'energia atomica per estendere l'invito.
Teheran, autorizzazioni in tempi brevi a navi che intendono attraversare Hormuz
Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniana ha annunciato in un comunicato che l'Autorità dello Stretto del Golfo Persico del paese prenderà misure per rilasciare in tempi rapidi autorizzazioni alle navi che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz, in linea con il memorandum d'intesa firmato da Teheran e Washington. Misure di bonifica mine saranno attuate ai sensi del protocollo d'intesa, ma si consiglia alle navi di attenersi al percorso e ai tempi stabiliti dall'autorità, "in modo che la capacità di traffico possa aumentare gradualmente", aggiunge la dichiarazione pubblicata dai media statali.
Macron, non credo che la guerra tra Usa e Iran sia completamente finita
In un'intervista alla tv France 2, Emmanuel Macron ha detto di non "credere" che la guerra tra Stati Uniti e Iran "sia completamente finita", nonostante l'accordo firmato ieri da Donald Trump a Versailles. "È sempre meglio avere un accordo che la guerra, soprattutto quando c'è il rischio di un'escalation", ha aggiunto il presidente francese. "Stiamo entrando in una nuova fase, di cooperazione e dialogo che è meglio della guerra". Macron ha riferito che la decisione del tycoon di firmare l'accordo con l'Iran a Versailles "è stata presa in modo abbastanza spontaneo".
Trump, Usa impegnati per la pace, ci aspettiamo cessate il fuoco completo su tutti i fronti
"Gli Stati Uniti sono impegnati a favore della PACE e incoraggiamo tutti nella regione del Medio Oriente a mantenere il loro impegno affinché i nostri negoziati si svolgano nel migliore dei modi". A scriverlo, su Truth, è stato il presidente americano Donald Trump. "I mercati stanno apprezzando quello che sta accadendo, con i prezzi del petrolio in forte calo e le azioni in rialzo. Ci aspettiamo un cessate il fuoco completo su tutti i fronti, compresi Libano, Hezbollah e Israele".
Ben Gvir replica a Vance, Iran va trattato come Usa trattarono i nazisti
Il ministro israeliano di ultradestra Itamar Ben-Gvir ha risposto su X al vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance che in un'intervista al New York Times ha criticato lo stesso Ben Gvir e Bezalel Smotrich per aver attaccato l'accordo Usa-Iran chiedendo che cosa avessero da proporre concretamente. "Affrontare i nazisti del XXI secolo (l'Iran) nello stesso modo in cui gli Stati Uniti affrontarono i nazisti del XX secolo", ha scritto nel suo post Ben Gvir.
Moqtaba Khamenei, se Usa faranno richieste eccessive non ci piegheremo
"Pezeshkian ha esplicitamente affermato che se la parte americana farà richieste eccessive, non ci piegheremo a queste". E' quanto afferma il leader supremo iraniano, Moqtaba Khamenei, in cui afferma di aver accettato il memorandum di intesa con gli Stati Uniti nonostante la sua posizione diversa. "E' ovvio che i negoziati di persona in futuro non significareanno l'accettazione della posizione del nemico", ha aggiunto ancora nella dichiarazione.
Khamenei, ho dato il mio ok al memorandum per l'impegno assunto da Pezeshkian
Nel corso dei negoziati tra Washington e Teheran per un accordo "io, per principio, avevo una visione diversa; tuttavia, in virtù dell'impegno che lo stimato presidente — in qualità di capo del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale — ha assunto nei miei confronti a nome proprio e degli altri membri riguardo alla salvaguardia dei diritti della nazione iraniana e del Fronte della Resistenza, e della sua esplicita accettazione di tale responsabilità, ho dato la mia autorizzazione: lo ha affermato il leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, in un messaggio scritto diffuso dai media della Repubblica Islamica.
Usa, revocato il nostro blocco, restiamo nell'area
Le forze americane hanno revocato il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti e dalle aree costiere dell'Iran. Lo afferma il Centcom. "Resteremo nell'area generale per assicurarci che tutti gli aspetti dell'accordo vengano rispettati", ha messo in evidenza.
Trump, nessun fondo da 300 miliardi per l'Iran, accordo un successo
"Non c'è alcun pagamento di 300 miliardi di dollari da parte degli USA all'Iran. Sono fake news! Per gli Usa ci sono solo successo, prezzi del petrolio più bassi e vittoria. Date un'occhiata al mercato azionario. È propaganda dei democratici". Così Donald Trump su Truth.
Vance a Israele, non attaccherei unico alleato potente che avete, dagli Usa due terzi vostre armi
"Quello che mi dà fastidio è che abbiamo visto persone nel governo di Bibi attaccare l'accordo e in alcuni casi hanno attaccato personalmente il presidente. Il mio messaggio a loro è che Donald Trump è l'unico capo di stato in tutto il mondo che è solidale con in Israele, ed è anche il capo della superpotenza mondiale". E' questo il duro monito che JD Vance ha rivolto agli esponenti del governo israeliano che stanno pubblicamente attaccando l'accordo con l'Iran, ricordando anche che "negli ultimi 3 mesi, due terzi delle armi difensive che ha protetto la bostra nazione sono state costruite da mani americane e pagate con sold di contribuenti americani". "Se io fossi nel governo sraeliano - ha detto ancora - non attaccherei l'unico alleato potente che mi è rimasto nell'intero mondo".
Vance, Netanyahu furioso? Non mi risulta, sbagliato attaccare Trump
La presunta "rabbia" di Benjamin Netanyahu riguardo al memorandum d'intesa tra gli Usa e l'Iran "non rispecchia le conversazioni che ho avuto con lui, anche se forse sta dicendo ad altri cose che non dice a me". Lo ha detto il vicepresidente Usa JD Vance, in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca. "Tuttavia, c'è un aspetto che mi infastidisce: alcuni membri del governo di Bibi hanno criticato apertamente l'accordo e, in certi casi, hanno attaccato in modo molto personale il Presidente degli Stati Uniti", ha aggiunto. "Il problema per Israele non è Donald J. Trump; chiunque in Israele ritenga che il problema principale sia il Presidente degli Stati Uniti deve aprire gli occhi e prendere atto della realtà in cui versa il Paese", ha concluso Vance.
Vance, ridurremo presenza militare a livelli pre-guerra
Se l'accordo con Teheran procederà come previsto, gli Stati Uniti ridurranno la loro presenza militare nella regione "ai livelli pre-guerra". Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in un briefing con i giornalisti.
Vance, non allenteremo presa sull'economia dell'Iran finché non cambia
Gli Stati Uniti "non allenteranno la presa" sull'economia iraniana, "fino a quando non cambieranno il loro comportamento in maniera fondamentale". Lo ha detto Jd Vance in una conferenza stampa alla Casa Bianca. "Se volesse ricostruire il programma nucleare, l'Iran avrebbe bisogno di un sacco di soldi", ha aggiunto.
Vance, accordo è un win-win per noi, Usa non daranno un centesimo a Teheran
"Il semplice fatto che l'unico modo in cui gli iraniani avranno queste risorse è che rispettino a pieno l'accordo e che cambino il loro comportamento". Lo ha detto JD Vance in una conferenza stampa, ribadendo che "in ogni caso non un singolo centesimo arriverà dagli Stati Uniti" e "in nessuna circostanza". "Così abbiamo veramente una win-win situazione per gli Usa - ha aggiunto - se gli iraniani non cambiano il loro atteggiamento, il loro esercito e il loro programma nucleare è già distrutto. Se cambiano, allora avranno una relazione trasformativa con il Medio Oriente" e viceversa.
Vance, non allenteremo presa fino a quando Teheran non cambia comportamenti
"Per ricostruire il programma nucleare, l'Iran avrà bisogno di un sacco di soldi". Lo ha detto il vicepresidente Usa JD Vance, rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca. Ma, ha aggiunto, gli Stati Uniti "non allenteranno la presa" sull'economia iraniana, "fino a quando non cambieranno il loro comportamento in maniera fondamentale".
Vance, i 60 giorni per il negoziato con l'Iran iniziano oggi
I 60 giorni per il negoziato con l'Iran sono iniziati oggi. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca.
Netanyahu, nostra permanenza finché esigenze sicurezza lo richiederanno
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele non si ritirerà dal Libano meridionale "finché le nostre esigenze di sicurezza lo richiederanno". Lo riferisce Ynet. "Ripristineremo la sicurezza nel nord", ha dichiarato Netanyahu. "Ciò richiede il mantenimento della zona di sicurezza nel Libano meridionale e la nostra permanenza lì", ha aggiunto.
Merz, possibile missione a Hormuz ma serve mandato Bundestag
"Accolgo con grande favore il fatto che ieri il presidente americano Donald Trump abbia firmato a Parigi l'accordo con l'Iran. È un grande passo avanti che le armi tacciano e che sia nuovamente garantita la libera navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz". Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, al suo arrivo al Consiglio Ue a Bruxelles. Merz ha indicato la possibilità di un coinvolgimento tedesco nelle operazioni di sicurezza marittima nella regione. "Possiamo immaginare un nostro coinvolgimento, ad esempio con unità cacciamine, per contribuire a garantire anche sul piano militare quanto è stato concordato", ha affermato. Il cancelliere ha però sottolineato la necessità di una base giuridica chiara. "Questo richiede una chiara base giuridica.Richiede un mandato del Bundestag", ha precisato, aggiungendo che la questione sarà esaminata dal governo federale nei prossimi sviluppi della situazione.
Tajani, sì a sanzioni per Ben Gvir, su Smotrich vederemo
"Noi siamo i promotori della richiesta di sanzioni al ministro Ben Gvir, per quello che ha fatto in occasione dell'arresto illegittimo di alcuni cittadini che facevano parte della Flotilla e ciò che ha detto nei confronti dell'Italia. Inserire anche Smotrich tra i sanzionati? Per lui si vedrà, iniziamo a fare Ben Gvir intanto". Lo ha detto il ministro degli Esteri e vice-presidente del Consiglio Antonio Tajani, uscendo dal pre-summit del Ppe a Bruxelles e rispondendo a una domanda sulla possibilità di inserire tra gli individui sanzionati dall'Ue non solo il ministro israeliano Ben Gvir, ma anche quello delle finanze Smotrich.
Trump loda l'accordo con l'Iran, il petrolio scorre, Usa mai così forti e rispettati
"Il petrolio scorre, l'Iran non potrà mai avere un'arma nucleare, i mercati azionari volano, l'occupazione è ai massimi storici e i prezzi scendono. Il nostro Paese è forte, sicuro e rispettato come mai prima d'ora. Prego". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth lodando indirettamente il memorandum of understanding raggiunto con l'Iran.
Cnn, Netanyahu vuole influenzare testo intesa finale
Secondo una fonte israeliana citata dalla Cnn, il primo ministro Benjamin Netanyahu punta a influenzare l'accordo finale sull'Iran, utilizzando figure dei media di destra e senatori a lui vicini per esercitare pressioni sul Presidente Donald Trump. Netanyahu - si legge - cercherà anche di fare affidamento sui senatori filo-israeliani per convincere Trump. Ma persino senatori come il repubblicano Lindsey Graham, che aveva spinto per ulteriori attacchi contro l'Iran, hanno cambiato idea. Graham ha dichiarato ieri che l'accordo con l'Iran "sarà vantaggioso per gli Stati Uniti".
Teheran, missili balistici non sono sul tavolo trattative con Usa
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha ribadito che le capacità missilistiche della Repubblica Islamica non sono oggetto di negoziato. "I missili iraniani sono fatti solo per essere lanciati, non per essere negoziati. I nostri missili non amano affatto che qualcuno parli di loro", ha dichiarato Baghaei. Lo riporta Iran International. "Le nostre capacità difensive non saranno negoziate in alcuna circostanza e con nessuna controparte", ha aggiunto il portavoce.
Media Iran, navi devono ancora coordinarsi con i pasdaran per attraversare Hormuz
La televisione di Stato iraniana ha dichiarato che le navi in transito nello Stretto di Hormuz devono ancora coordinarsi con la Marina delle Guardie Rivoluzionarie per il loro passaggio nella via marittima. Lo riferisce Iran International.
Ambasciata iraniana a Roma, Hezbollah, Houthi e Hamas attori indipendenti, sosteniamo loro operato
"Le divergenze tra i Paesi europei e alcuni Paesi della nostra regione, tra cui la Repubblica islamica dell’Iran, hanno tra le loro cause fondamentali una comprensione non completa della storia, della cultura e delle dinamiche sociali di tali Paesi.Ciò ha contribuito a una percezione imprecisa delle loro evoluzioni politiche e sociali. Questo elemento è direttamente collegato all’attuale processo di formazione e rafforzamento dei gruppi di resistenza in diversi Paesi della regione. Attori come Hezbollah, gli Houthi e Hamas non sono emersi improvvisamente, né sono il risultato di decisioni politiche esterne che possano essere eliminati o indeboliti con semplici scelte politiche o con un taglio ai sostegni.Tali gruppi si sono sviluppati all’interno delle rispettive società in risposta a situazioni di occupazione e repressione da parte del regime sionista e di altri attori esterni, e affondano le proprie radici nelle società libanese, yemenita e palestinese. Proprio per il loro radicamento popolare, tali forze non possono essere eliminate attraverso accordi politici o pressioni esercitate dai Paesi occidentali. La Repubblica islamica dell’Iran, in ragione della propria attenzione al principio della resistenza contro l’occupazione e la repressione, condivide su molte questioni un approccio coerente con tali gruppi e, data la loro natura radicata e autentica, ne sostiene l’operato". Così a LaPresse l'ambasciatore dell'Iran in Italia, Mohammad Reza Sabouri. "Sono attori indipendenti - aggiunge - e le loro decisioni e attività sono adottate autonomamente da ciascun gruppo. Alla luce di ciò, ritengo che l’esercizio di pressioni politiche e militari su larga scala, così come l’eventuale interruzione del sostegno politico nei loro confronti, non condurrebbe alla loro eliminazione o indebolimento, poiché il concetto stesso di 'resistenzà su cui si fondano è profondamente radicato nelle società e nei popoli della regione".
Ambasciata iraniana a Roma, su nucleare e uranio pronti a cooperare se Usa rispettano impegni
"Per quanto riguarda la situazione dell'uranio arricchito e la questione nucleare nel suo complesso, sulla base dell'intesa raggiunta tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Stati Uniti, i dettagli relativi a tali questioni dovranno essere oggetto di negoziati nel corso dei sessanta giorni successivi alla firma dell'accordo. La Repubblica islamica dell'Iran è pronta a cooperare e a dimostrare la propria buona volontà; tuttavia, la condizione essenziale per il perseguimento di tale obiettivo è il rispetto, da parte degli Stati Uniti, degli impegni assunti, sia prima dell'avvio dei negoziati sul dossier nucleare, sia nel corso del loro svolgimento". Così a LaPresse l'ambasciatore dell'Iran in Italia, Mohammad Reza Sabouri. Quanto alla disponibilità dell'Iran a collaborare con all'Aiea, rimarca l'ambasciatore, "è necessario sottolineare, in primo luogo, che non siamo in alcun modo soddisfatti dell'operato dell'Agenzia e di alcuni Paesi occidentali membri del Consiglio dei Governatori. Sotto la pressione degli Stati Uniti e di alcuni Paesi europei, il Consiglio dei Governatori dell'Agenzia ha recentemente adottato una risoluzione contro l'Iran senza fare alcun riferimento alle cause e al contesto che hanno determinato la situazione attuale, vale a dire l'attacco e l'aggressione illegali degli Stati Uniti e del regime sionista contro gli impianti nucleari pacifici della Repubblica Islamica dell'Iran. L'Agenzia dovrebbe ritornare a svolgere i propri compiti tecnici, mantenendosi lontana da approcci politicizzati. Le iniziative del Consiglio dei governatori, inclusa la recente risoluzione, non solo non sono da noi considerate utili o costruttive, ma vengono percepite come espressione di un atteggiamento politico, caratterizzato da doppi standard e pertanto inaccettabile. Infatti, esse non contengono alcun riferimento alle recenti e senza precedenti aggressioni illegali contro installazioni poste sotto la stessa supervisione dell'Agenzia. La Repubblica islamica dell'Iran è parte del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) e ha dimostrato concretamente la propria adesione agli obblighi derivanti da tale accordo. In questo quadro, qualsiasi ulteriore ruolo o cooperazione sarà subordinato al rispetto della natura tecnica e non politica delle competenze dell'Agenzia".
Ambasciata iraniana a Roma, no pedaggi a Hormuz ma si pagheranno servizi di navigazione
"Per quanto riguarda l'eventuale imposizione di diritti o pedaggi, abbiamo sempre ribadito di non perseguire tale obiettivo. Tuttavia, in relazione ai servizi che saranno forniti, tra cui quelli di assistenza alla navigazione, tutela dell'ambiente marino, eventuale copertura assicurativa delle navi e altri servizi che saranno erogati congiuntamente dall'Iran e dall'Oman, saranno definiti e riscossi i relativi oneri economici necessari". Così a LaPresse l'ambasciatore dell'Iran in Italia, Mohammad Reza Sabouri, riferendosi alla futura gestione dello Stretto di Hormuz. "Lo Stretto di Hormuz e la sicurezza della navigazione al suo interno - aggiunge - rivestono un'importanza vitale per la Repubblica islamica dell'Iran. Le misure adottate da noi nel corso degli ultimi mesi sono state pienamente conformi al diritto internazionale e finalizzate alla tutela della sovranità e della sicurezza nazionale iraniana. Anche in futuro, la Repubblica islamica dell'Iran, insieme al Sultanato dell'Oman in qualità di Stati rivieraschi, adotterà le misure necessarie per garantire la sicurezza del traffico marittimo attraverso lo Stretto, comprese le navi italiane. Per un determinato periodo di tempo e in modo proporzionato alle misure adottate dalla controparte, ci impegneremo a garantire la libera e sicura navigazione nello Stretto di Hormuz. Tale responsabilità è stata affidata alla Repubblica islamica dell'Iran in quanto Stato rivierasco".
Ambasciata iraniana a Roma, iniziative straniere non coordinate a Hormuz considerate atti ostili
"Per noi esiste un principio assolutamente chiaro: qualsiasi iniziativa straniera nello Stretto di Hormuz che venga intrapresa senza il coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran sarà considerata una violazione della sovranità iraniana.Anche per quanto riguarda la sicurezza dello Stretto di Hormuz, la Repubblica Islamica dell'Iran esercita pienamente la propria sovranità. Prima dell'inizio dell'aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista, avvenuta nel contesto del silenzio e dell'inazione dei Paesi europei, la Repubblica islamica dell'Iran garantiva la sicurezza del traffico marittimo e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico. Anche oggi, soltanto l'Iran, in quanto Stato rivierasco, è nella posizione di stabilire se, quando e in quale misura vi sia necessità di consulenza o assistenza esterna.Fino a quel momento, qualsiasi intervento straniero nello Stretto o a esso connesso, qualunque ne sia la giustificazione, sarà considerato un atto ostile nei confronti dell'integrità territoriale e della sovranità nazionale della Repubblica islamica dell'Iran". Così a LaPresse l'ambasciatore dell'Iran in Italia, Mohammad Reza Sabouri."Negli ultimi giorni - aggiunge - alcuni Paesi europei, senza alcun riferimento al proprio recente silenzio e alla propria inerzia di fronte alle palesi violazioni del diritto internazionale conseguenti all'aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista contro l'Iran, hanno manifestato l'intenzione di svolgere un ruolo nella gestione della situazione. Ritengo che il contributo più positivo e costruttivo che i Paesi europei possano fornire nell'attuale fase consista nell'esercitare pressioni politiche sugli Stati Uniti e sul regime sionista affinché rispettino i propri impegni, si astengano dal violare l'intesa raggiunta e osservino i principi fondamentali del diritto internazionale, incluso il principio del divieto dell'uso della forza e della non aggressione".
Pezeshkian condivide memorandum con Usa su X, testo storico
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha condiviso su X il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, definendolo "un testo storico e un messaggio di un Iran forte". Nel suo messaggio, Pezeshkian ha sottolineato che "la pace si raggiungerà all'ombra del rispetto reciproco", aggiungendo che la Repubblica Islamica "rimane impegnata per la pace globale, preservando al contempo la propria dignità e indipendenza, nonché per il progresso e la cooperazione regionale". Nel documento pubblicato da Pezeshkian, sotto la firma sua e del presidente Trump è ben visibile anche quella del primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, mediatore chiave tra le parti.
Trump: "Io non abbastanza duro con Teheran? Chi lo dice è invidioso o stupido"
"Questi stupidi, che pensano che io non sia stato abbastanza duro con l’Iran, proprio mentre la Borsa ha appena raggiunto un massimo storico e i prezzi del petrolio stanno 'crollandò, o sono invidiosi, o persone cattive, o stupidi". Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, sul suo social Truth, concludendo il post con 'Make America Great Again'.
Cremlino: "A Evian Trump è stato riempito di idee dannose"
Durante il vertice del G7 ad Evian il presidente americano Donald Trump è stato "inondato di idee inutili, se non dannose", da parte degli europei. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov. "Gli europei insistono chiaramente sul fatto che la guerra debba continuare, e sono guidati dalla premessa completamente errata e falsa che la situazione sul campo di battaglia stia presumibilmente cambiando a favore delle forze ucraine, il che è categoricamente falso", ha aggiunto Ushakov, citato dall'agenzia Ria Novosti.
Media, firmato l'accordo da domani i primi colloqui tra Usa e Iran in Svizzera
Domani nella località montana di Burgenstock, in Svizzera, si terranno i primi colloqui tra Stati Uniti e Iran dopo la firma di ieri dell'accordo di cessate il fuoco tra Teheran e Washington. Lo ha confermato in una nota del Ministero degli Esteri svizzero, riportata da diversi media internazionali. Era stato il viceministro degli Esteri iraniano per gli affari politici, Majid Takht-e-Ravanchi, ad annunciare martedì che i negoziati per un accordo definitivo sarebbero iniziati subito dopo la firma di un memorandum d'intesa tra Iran e Usa in Svizzera. "Allo stato attuale, il piano prevede che Stati Uniti e Iran, insieme ai mediatori Pakistan e Qatar e ad altri Paesi coinvolti, si incontrino domani a Burgenstock per i negoziati iniziali sull'attuazione dell'accordo. Al momento non sono disponibili ulteriori informazioni in merito al calendario e ai dettagli di questo incontro", spiega la nota del governo svizzero. Il memorandum d'intesa, ora in vigore, era stato firmato digitalmente nei giorni scorsi da Stati Uniti e Iran, e ieri sera fisicamente dal presidente americano Donald Trump. La firma ha preceduto l'incontro di domani previsto in Svizzera tra i rappresentanti statunitensi e iraniani. Inizialmente all'incontro era stata prevista la presenza del presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e del Vicepresidente statunitense J.D. Vance. Non è chiaro se l'incontro tra i due avrà comunque luogo.
Navi Marina tedesca verso Mar Rosso per possibile missione a Hormuz
Il cacciamine tedesco Fulda e la nave appoggio Mosel hanno attraversato nelle prime ore di oggi il Canale di Suez in direzione del Mar Rosso, insieme alla nave logistica britannica Lime Bay. Le unità proseguiranno la navigazione all'interno di un dispositivo multinazionale fino a Gibuti, rafforzando il posizionamento avanzato delle forze che potrebbero essere impiegate in una futura missione nello Stretto di Hormuz. Lo comunica il ministero della Difesa tedesco in una nota. Durante il trasferimento, Fulda e Mosel parteciperanno alla missione europea Eunafavor Aspides, contribuendo alla raccolta e all'aggiornamento del quadro della situazione marittima nel Mar Rosso.L'arrivo a Gibuti è previsto entro cinque-sette giorni. Nel porto africano le unità tedesche riceveranno supporto logistico e completeranno ulteriori attività di preparazione operativa. In vista di un possibile impiego, le due navi sono state equipaggiate con sistemi autonomi, squadre di sommozzatori specializzati nella bonifica mine e team di protezione delle unità navali. Complessivamente sono imbarcati circa 140 militari.Il governo federale tedesco ha ribadito la disponibilità a fornire un contributo "significativo e visibile" a un'eventuale coalizione internazionale finalizzata alla tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Berlino ha tuttavia precisato che un eventuale coinvolgimento operativo resta subordinato a tre condizioni: la cessazione duratura delle ostilità, l'esistenza di una base giuridica conforme al diritto internazionale e l'approvazione di un mandato da parte del Bundestag. L'esecutivo punta a sottoporre la questione al Parlamento prima della pausa estiva.
Premier Pakistan: "Teheran riaprirà immediatamente Hormuz"
Il Memorandum d'intesa di Islamabad tra Stati Uniti e Iran "entrerà in vigore con effetto immediato e, come primo passo, la Repubblica Islamica dell'Iran riaprirà immediatamente lo Stretto di Hormuz", mentre "gli Stati Uniti d'America revocheranno immediatamente il blocco navale". Così su X il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif.
Accordo Usa-Iran, Pakistan ospiterà la firma in Svizzera
Il Pakistan, con il sostegno del co-mediatore Qatar, ospiterà venerdì in Svizzera la cerimonia ufficiale di firma dell'accordo tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato - come riporta l'agenzia Anadolu - il primo ministro Shehbaz Sharif.
Trump: "Ho firmato l'accordo con l'Iran"
"Il memorandum of understanding è firmato, l'ho appena firmato a Versailles". Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.
Iran: "Dopo la firma è il momento di testare l'attuazione di questo accordo"
"Il testo del memorandum d'intesa di Islamabad è stato finalizzato con le firme dei presidenti. Ora è il momento di testare l'attuazione di questo accordo". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghai, citato dall'agenzia di stampa Irna. Secondo Baghai una cerimonia per la firma "non ha davvero senso", dopo che è stata fatta digitalmente.
Iran: arriva conferma Casa Bianca, Trump ha firmato accordo
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un accordo con l'Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente Lo conferma all'Afp una fonte ufficiale della Casa Bianca, dopo le indiscrezioni rilanciate da Axios sulla firma durante la cena con Emmanuel Macron a Versailles. "Possiamo confermare la firma", ha detto il funzionario.
