Volodymyr Zelensky vede l’inviato di Donald Trump a Oslo nel tentativo di ricucire le tese relazioni con Washington, mentre l’amministrazione Usa rinvia il trasferimento dei missili intercettori destinati all’Ucraina, necessari per proteggere il Paese dagli attacchi russi con missili e droni e mentre Elon Musk, come scrive il Wall Street Journal, ordina il rallentamento di Starlink in Ucraina, imponendo un limite alla velocità di connessione alla rete satellitare e di fatto rendendo inutilizzabili alcuni droni offensivi. Il Washington Post, citando alcuni funzionari, conferma quanto denunciato lunedì da Zelensky in un colloquio con un gruppo bipartisan di senatori statunitensi. Almeno una parte dei trasferimenti di Patriot proviene da Paesi amici di Kiev, ma richiede l’approvazione del capo del Pentagono Pete Hegseth: il quale, secondo le fonti, non ha formalmente respinto le richieste di trasferimento, ma non ha nemmeno completato le procedure necessarie per autorizzarle.
Il New York Times, invece, riferisce che Trump sta cercando di persuadere l’Ucraina ad accettare un accordo di pace con la Russia che includa concessioni territoriali nel Donbass, promettendo in cambio potenziali benefici economici. Il tycoon - secondo il Nyt - è determinato a imporre un’intesa a Zelensky, dicendogli che resistere per mantenere le zone occupate nelle province orientali non vale la pena, e che ci sarebbero soldi da guadagnare anche per l’Ucraina, se solo abbandonasse le sue obiezioni a un accordo (redatto tuttavia in gran parte secondo le condizioni di Mosca). Ieri Zelensky ha sentito per circa 45 minuti il segretario di stato americano Marco Rubio, il quale gli ha assicurato che Trump non ha impartito alcun ordine per danneggiare l’Ucraina.
«Non c’è nulla che venga loro deliberatamente negato - afferma il titolare di Foggy Bottom- Si tratta semplicemente di trovare un equilibrio tra i nostri obblighi verso altri partner e, francamente, le esigenze legate alle nostre stesse strutture». «Il presidente è frustrato perché, innanzitutto, non ama essere incolpato per cose che non corrispondono al vero, come l’accusa di aver ordinato di bloccare la condivisione di informazioni di intelligence. Non è vero, lo ha ribadito più volte», prosegue.
A Oslo Zelensky ha parlato con l’inviato statunitense Steve Witkoff (e con Jared Kushner collegato da remoto), e sui social ha scritto che «stiamo mantenendo tutti i contatti che possono contribuire a portare la pace. Ma niente su di noi senza di noi». Tra i suoi incontri anche il trilaterale con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store il finlandese Alex Stubb.
Mentre Witkoff dopo Oslo ha in programma oggi di recarsi a Mosca, dove spera di incontrare il presidente Vladimir Putin per illustrare l’esito delle proposte messe a punto con i partner Ue e «spianare possibilmente la strada a un incontro tra i leader».
Il Cremlino, da parte sua, afferma che per la Russia è «importante che sia un rappresentante legittimo del governo» ucraino a guidare i negoziati, e che sia «disposto ad assumersi la responsabilità e a prendere le decisioni necessarie per porre fine a questa guerra». Il portavoce Dmitry Peskov commenta così le parole del comandante in capo Usa, che ha definito Zelensky «la persona sbagliata per i negoziati». Trump lo ha accusato di non cercare di risolvere il conflitto, affermando: «Non sa di cosa sta parlando, e a dire il vero, penso sia giunto il momento che qualcun altro negozi per conto dell’Ucraina».
