ìHa 70 anni ma non li dimostra. Il 12 luglio del 1956 venne posata la prima pietra del Pirellone che ancora oggi caratterizza lo skyline di Milano. È un simbolo dell'innovazione, del saper fare e del coraggio dei lombardi e ne testimonia al meglio il carattere e l'identità. Il Pirellone era un edificio visionario perché a metà del secolo scorso già immaginava il futuro.
Nei suoi primi anni il Pirellone era l'edificio più alto d'Europa ed era il biglietto da visita di un Paese in forte crescita, immerso in un processo di sviluppo trainato da Milano e dalla sua dinamicità. A trasportarci in quel periodo è rimasta la fotografia in bianco e nero di Uliano Lucas con un emigrato dal Sud che esce dal gigantesco corpo della Stazione Centrale e guarda sorpreso una costruzione per lui inimmaginabile. Quei primi anni '60 erano carichi di speranze e di voglia di fare, di case e strade che sorgevano in continuazione. Consapevole di quanto stava accadendo, il creatore del Pirellone, l'architetto Gio Ponti, si preoccupava di mettere sale e significato a quella che non era ancora stata definita l'esagerazione del cemento.
Più ancora che un edificio venne concepita un'opera d'arte, alta 127 metri e con 31 piani (710 scalini), una figura al cui fascino è impossibile sottrarsi e che ha ispirato scrittori, pittori e fotografi, oltre che registi. E per la prima volta fu superata in altezza la Madonnina del Duomo, posta a 108,5 metri dal suolo, così che per tale ragione sul tetto venne collocata una piccola riproduzione della statua. Fu la soluzione individuata per rispettare la tradizione che voleva la Madonnina a vegliare su tutta la città.
Acquistato nel 1978 dalla Regione Lombardia, è oggi la sede del Consiglio regionale (che si riunì nel Grattacielo per la prima volta il 2 giugno 1980). Il Pirellone è ora la casa dei lombardi, il luogo dove i rappresentanti del territorio si riuniscono, prendono decisioni, promuovono il confronto tra stakeholders. Ma è anche il luogo di una intensa attività di educazione civica, attuata attraverso le numerosissime visite scolastiche e di moltissime iniziative culturali, mostre e convegni. Il Pirellone è un piccolo-grande mondo e come tale è un intreccio di vicende umane, di storie nella Storia, di fatti più o meno importanti, di curiosità. E oggi, al tempo dei social, il grattacielo può vantare anche due star del web, piccole e simpatiche. Si tratta dei due falchetti Giò e Giulia (dai nomi dei coniugi Ponti), che da circa dieci anni nidificano sul tetto, vigilati dalla Lipu e da una webcam e che si calcola abbiano generato una quarantina di piccoli pulli. A loro modo sono un ulteriore simbolo della vitalità e dell'energia che alberga in questo stupendo palazzo.
Buon compleanno, Pirellone!
Federico Romani
*Presidente del Consiglio regionale della Lombardia