I jeans ora sono «glocal»: personalizzati e low cost

Ieri, ultima giornata di sfilate a Milano, la moda ha fatto da specchio ad alcune grandi verità della vita, messe spesso in ombra dai riflettori che illuminano il fashion system. Laura Biagiotti, che ha presentato una collezione opulenta e allo stesso tempo molto portabile, era addolorata per l’improvvisa scomparsa del suo sarto. Augusto Trastulli collaboratore della signora del cashmere da quasi trent’anni, è infatti deceduto la notte prima mentre da Roma s’incamminava alla volta di Milano per mettere a punto le ultime rifiniture. Ma «the show must go on» e il défilé mostrava ancora una volta la straordinaria capacità della maison di proporre insuperabili abiti in maglia color cipria, bellissimi poncho in cashmere a trecce ottanio, cappottini di tricot riccioluto. A bordo passerella un elegante Ron Moss rincuorava Laura con fiori e baciamano. Un’altra signora, Mariella Burani, presentava in show-room le sue creazioni dopo anni di sfilate in pompa magna. Con la tempesta che in questi giorni sconquassa la vita del Mariella Burani Fashion Group giunto allo scioglimento e quella di centinaia di dipendenti che rischiano di perdere il lavoro, la stilista mostrava un coraggio fuori dal comune nel parlare, controllata a vista dal direttore generale divisione abbigliamento Luca Bertolin, di spolverini in pelle ecologica trapuntata con interno di lapin, piumini foderati di Thermore, belle giacche di astrakan e gonne in pizzo di maglia.
Il mitico ballerino coreografo David Parsons che apriva con alcuni passi di danza la sfilata del giovane Federico Sangalli, mostrava invece una pancetta insolita per un ballerino della sua portata. Evidentemente il tempo passa per tutti anche se la bravura rimane inalterata. Dalla danza all’idea di vestire il futuro d’energia il passo è breve ma non sempre agevole per Sangalli che utilizzando tessuti come il latex lavorato con tecniche da alta moda non sempre ha ottenuto i risultati sperati.
Meglio invece l’effetto degli abiti scultura color della luna in lane double tagliate a bande trasversali e il colpo di scena di un vestito da sera rosso con uno spicchio plissé.
Angelo Marani, che ha ufficialmente presentato la Marani G. disegnata da sua figlia, ha dimostrato quanto la cultura del prodotto appresa sul campo sia fondamentale per non fare errori.
Giulia, 26 anni, ha studiato progettazione della moda alla facoltà di architettura di Firenze e presto ha iniziato a lavorare nella Marex di Correggio, l’azienda di famiglia, sia nella scelta dei materiali sia nelle tecniche di lavorazione. Alla seconda collezione, mostra una spiccata personalità nel mettere a punto soluzioni pratiche quanto originali. Per esempio stilizzando in modo grafico i classici disegni animalier, giocando con gli intarsi per deliziosi minidress di maglia e applicando il trompe l’oeil per ottenere finti blue jeans stampati su cotone, seta o panno smerigliato. Insomma se hai un padre per maestro hai molte probabilità d’emergere, così come se vuoi vedere al lavoro un grande della pellicceria devi andare da Carlo Tivioli che ieri sera ha mandato in scena una golden lady con spettacolari giacche e cappotti in zibellino o in visone selvaggio rovesciati con le cuciture a vista dorate e modelli in colori fluo, dal rosa all’arancio, dal lilla al verde. Se invece il punto di riferimento sono le eccellenze italiane, la scelta di Aigner, maison tedesca con team di stilisti internazionali, è stata perfetta: colore principale della collezione è il Chianti, un bordeaux particolarmente felice per lussuosi trench mantelle e capi in pelle.