Vannacci? «Sarebbe un errore votare per dispetto, protesta o rabbia e poi ottenere il contrario di quel che si vuole, avvantaggiando la sinistra». Chi sarà il candidato premier del campo largo? «Uno che farà comunque scelte di estrema sinistra, così è la Schlein, Conte idem, Fratoianni e Bonelli pure. Tutti tasse, patrimoniali, ritorno al reddito di cittadinanza». Il vicepremier Antonio Tajani risponde alle provocazioni del direttore del Tempo Daniele Capezzone, dal palco di Itaca, la tre-giorni di dibattiti politici-culturali organizzata a Formello da Giuseppe Cangemi, vicepresidente consiglio regionale del Lazio.
Il ministro degli Esteri, parlando delle prossime elezioni dice che arriveranno a fine legislatura perché la maggioranza è coesa e dà un consiglio. «A un figlio che vuole sposarsi direi di scegliere non la ragazza più appariscente e disinvolta, che poi magari tradisce, ma quella seria e affidabile per formare una famiglia. Ecco, il centrodestra è come quella ragazza, affidabile». Capezzone incalza sull’altro fronte che non si trova d’accordo su nulla. «Certo - dice il leader di Forza Italia- non danno un bello spettacolo, perché la loro è un’accozzaglia elettorale, mentre la nostra un’alleanza fondata su valori comuni».
Il momento internazionale è estremamente difficile, con due guerre ai confini dell’Europa che non accennano a finire, e se arrivasse alla Farnesina un ministro di sinistra? Alla domanda di Capezzone, Tajani risponde con una smorfia ironica: «Si troverebbe intanto in mezzo ad una terza guerra, tra Schlein e Conte, mentre io anche con Crosetto (ministro della Difesa, ndr.) non litigo mai». Sul generale che tanto scombussola la scena politica Tajani ricorda che «è stato eletto nella Lega, non è stato espulso, ma se n’è andato e invece di restare nell’area è andato a votare con l’opposizione, con Schlein, Conte ». L’abolizione del bollo auto appena decisa dal governo, ricorda Tajani, «era il sogno di Berlusconi, perché inseguire il costo dell’energia nel tempo è molto difficile, ma questa misura che ora abbiamo deciso solo per un anno poi la stabilizzeremo con la manovra finanziaria».
Eppure, la sinistra è in piena crisi di nervi, impazzita, dice Capezzone. «Nun ce vonno sta’ - commenta il ministro alla romana -, ma la nostra linea è sempre ridurre le tasse sulla proprietà e se togliamo una tassa iniqua come questa, aumentano in consumi e anche i soldi nelle casse dello Stato». La strategia del governo, insiste il vicepremier, deve essere «portata avanti nel 2027, visto che nel campo largo dicono invece cose diverse su tutto, si fanno la guerra per chi fa il leader e hanno abbandonato il centro, inseguendo la sinistra estrema. Noi di Fi invece offriamo a quell’elettorato spaventato un vero centro liberale, alternativo alla sinistra. Sono convinto che i cittadini ci premieranno».
Il «viaggio» di Itaca l’hanno aperto tre governatori di Regione e tutti si sono lamentati di conti lasciati in rosso dalle precedenti amministrazioni di sinistra, di lunghe liste d’attesa nella sanità e altri problemi ereditati. Il presidente del Lazio Francesco Rocca, annuncia la sua ricandidatura e sul bollo auto dice: «La sinistra fa solo demagogia quando chiede dove si troveranno i soldi per la sanità perché le regioni non avranno nessun danno». Il governatore della Sicilia Renato Schifani ricorda la caduta del governo Prodi. Alberto Cirio, governatore del Piemonte, parla del valore della stabilità. «Da noi sulla Tav, quando il campo largo vota, si divide in 4».
