Dalle cinque stelle alle cinque foglie è un attimo. Nella mail inviata agli iscritti al Movimento vengono elencate «le proposte» che Conte, ricevuto l’ok dai militanti, porterà «al tavolo della coalizione e che rispondono alle urgenze che pesano ogni giorno sulla vita delle famiglie». Tra queste c’è la «depenalizzare della coltivazione domestica della cannabis per uso personale». Lontani da Usa e Ucraina («continuare a inviare armi significa allontanare la pace») ma vicini alla Giamaica. Progressisti indipendenti però col cannone, anche se Conte è contro il riarmo. Lo spinello è tra le priorità che i 5Stelle mettono ai voti online durante Nova, l’assemblea in programma oggi e domani a Milano. Abbiamo trovato la canna leggendo il 15esimo punto dei 20 che fanno parte dell’«Alleanza per la Costituzione», nome che Conte avrebbe voluto diverso, «Alleanza per la Costituzione e la democrazia» l’ha proposto ospite della fondazione del Pd ma qualcuno deve avergli instillato il dubbio che fosse lungo. La marijuana potrebbe unire il campo largo: il Pd ha presentato un ddl per la depenalizzazione e Avs sostiene la legalizzazione. Dimenticabile il Bonelli che ad aprile ha fumato una canna nel podcast di Fedez, sebbene non l’abbia brandita come i sassi dell’Adige.
I punti, come Il Giornale ha sottolineato ieri, verranno votati ad assemblea in corso quando Conte e gli altri parlamentari saranno già intervenuti e avranno dato la linea. Come due anni fa a Roma quando sono stati messi ai voti e poi sono stati approvati tutti i cambiamenti che interessavano il capo: dall’abolizione della figura del garante, quindi Grillo, alla cancellazione del limite dei mandati, alla possibilità di stingere alleanze con altri partiti senza cui Conte non avrebbe mai potuto aspirare al ritorno a Palazzo Chigi. Capiamoci: può essere che gli iscritti la pensassero davvero come lui, e che continuino a farlo nel weekend. Oltre che sugli spinelli gli iscritti devono rispondere sul «no» al riarmo (che resterà «no»), «meno burocrazia» ed è chiaro che c’è chi ne vuole di più, come ci sarà qualcuno ostile all’abbassamento dell’Iva sui carburanti dal 22 al 10%, mossa facilmente realizzabile che non era venuta in mente a nessuno.
Conte vuole «una strategia nazionale contro l’evasione» ma non ditegli che il governo «delle destre» ha il primato del recupero dell’evasione. Nova darà poi il responso sull’introduzione dell’«educazione sessuale e affettiva a scuola come presupposto di scelte consapevoli», e d’altronde Conte lo ha annunciato a Repubblica del woke e dell’indottrinamento non ne poteva più. Avanti anche con ius scholae e voto ai 16enni.
Il reddito di cittadinanza sarebbe stato affossato dagli iscritti quindi meglio camuffarlo con una nuova versione del reddito d’inclusione. Intanto Giuseppe vuole «ridurre l’orario di lavoro a parità salariale». Nel «Patto generazionale» c’è la proposta di «riconoscere al compimento dei 18 anni una dotazione di 15mila euro destinata a famiglie con reddito annuo complessivo inferiore a 300mila euro», che se non fosse uno sfondone sarebbe rivoluzionario. O hanno davvero abolito la povertà. Nel programma pure «il diritto alla disconnessione». Da internet, s’intende.
