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Al via Pontida: “Nella Lega nessun partito nel partito”

Salvini apre ai governatori ma li avverte. Nel Carroccio tira aria di tregua armata per la festa

Determinato Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini

«Ci sono sfide internazionali talmente importanti che non possiamo pensare di avere partiti nei partiti» è la linea del Piave fissata dal segretario Matteo Salvini alla vigilia di una due giorni a Pontida che promette di essere la cartina di tornasole di una Lega di fronte a uno dei momenti più drammatici. E non caso «Non passa lo straniero» è l’imperativo scelto per il primo raduno dopo la scomparsa di Umberto Bossi che proprio oggi avrebbe compiuto gli anni. Marcatura del territorio in faccia a Vannacci, ma forse anche messaggio interno.

E così più che un faccia a faccia, come quello di giovedì in via Bellerio, potrebbe essere una telefonata a fissare oggi la nuova tappa della road map che sta disegnando Salvini nel confronto col fronte nordista dei governatori Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga, dall’ex Luca Zaia e dal presidente della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti. Le carte ormai sono sul tavolo e le richieste chiare: questione Settentrionale e i territori del Nord al primo punto dell’agenda leghista e una gestione federale del partito che coinvolga i governatori e si articoli in un corpaccione nazionale e tre articolazioni interregionali ben divise tra Lega Nord, Centro e Sud lanciata da Zaia proprio sul «sacro suolo di Pontida» nel 2025 e fatta propria oggi da Fontana. Roba a cui Salvini ha già opposto un suo netto rifiuto e che giovedì ha promesso di prendere in considerazione. Da capire se per garantire una tregua alla sacralità della due giorni di Pontida o perché effettivamente si stia convincendo di dover concedere qualcosa ai governatori che gli hanno fatto capire di non essere disposti ad archiviare il progetto di un’Associazione del Nord il cui statuto aspetta solo di passare dalla carta al mondo reale.

Non quello al contrario del generale Vannacci che ha inviato un messaggio al miele: «Faccio gli auguri a Salvini e a tutti i leghisti per un’ottima Pontida». Ma aggiungendo il veleno nella coda («non sono io che ho tradito, ma il partito che si è piegato su principi che erano diversi da quelli originali»). Certo sul pratone a pesare sarà il fantasma dei 500mila voti che i leghisti gli avevano consegnato alle ultime europee.

«Pontida, vorrei ricordarlo - l’appello arrivato dall’ex governatore del Veneto - non è la festa di Zaia o di qualcun altro, è la festa del popolo della Lega». A Pontida «ci sarò e porterò i temi legati alle necessità che stiamo affrontando in questo territorio», ha detto ieri il governatore del Veneto Alberto Stefani all’Assemblea generale di Confindustria Vicenza. «È importante che la legge di Bilancio del governo tenga ben chiare le esigenze legate al sociale, alla sanità, agli investimenti per la riduzione delle liste d’attesa, agli investimenti per affrontare la grande sfida delle Rsa e del fondo non autosufficienza che oggi è sempre incapiente rispetto alle necessità dei nostri territori. E oltre a questo la grande sfida del trattenimento dei giovani». Un bel messaggio di concretezza. Oggi si parte alle 17 con Pontida Giovani che sarà conclusa proprio da Salvini. Domani poi si vedrà.

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