Asilo politico ultimo trucco dei clandestini

È il fronte dei catto-comunisti, sostenuto purtroppo dalla Cei (Conferenza episcopale italiana), che promuove l'offensiva (...)

(...) per la legalizzazione dello ius soli, il diritto automatico della cittadinanza a chi nasce in Italia. Lo ius soli si prospetta come il colpo di grazia che ucciderà la nostra civiltà laica e liberale sul piano valoriale e identitario, in parallelo con le dittature finanziaria ed europea che stanno uccidendo la nostra civiltà sul piano economico e sociale. Una riflessione che s'impone anche alla luce della tragedia provocata dal ghanese Kabobo a cui avremmo dato asilo politico pur nel più assoluto disprezzo della nostra civiltà.
Così come la scristianizzazione dell'Europa è avvenuta più per l'adesione degli europei all'ideologia del relativismo nella sua declinazione religiosa che ha generato «l'odio nei confronti di noi stessi», come lo definì magistralmente Benedetto XVI, che per il sopravvento dell'islam, ugualmente la nazione italiana rischia di essere affossata più dal nostro stesso ripudio della nostra civiltà, sconfessandone la stessa esistenza o comunque la bontà, per adottare acriticamente l'ideologia del globalismo a prescindere dalle sue conseguenze per noi e per i nostri figli, che dall'irruenza degli immigrati.
È da quando Massimo D'Azeglio (1798-1866) disse «Abbiamo fatto l'Italia, adesso si tratta di fare gli italiani», che si è diffuso il luogo comune che non esisterebbe una civiltà italiana, intesa come una comune piattaforma di valori e identità nazionale. Non a caso coloro che promuovono l'ideologia del globalismo, che si fonda sull'idea che il mondo è un'unica terra e che l'umanità ha incondizionatamente il diritto di insediarsi ovunque lo desideri, sono quelli che negano, osteggiano e irridono il concetto stesso di identità nazionale italiana.
È il caso di Paolo Gandolfi, deputato Pd, che in riferimento a una mia petizione per le dimissioni della neo-ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge per aver sostenuto di non poter «essere interamente italiana» dopo aver giurato sulla Costituzione di esercitare le sue funzioni nell'interesse «esclusivo» della nazione, ha risposto in modo beffardo: «Purtroppo sono alto 1 metro e 90 centimetri e il mio cognome Gandolfi denota evidentissime e incontestabili origini longobarde, risalenti al sesto secolo d.C. Ammetto di non sentirmi completamente italiano, anche perché quando sento il profumo delle patatine fritte, passeggiando per una cittadina delle Fiandre, solo allora mi sento veramente a casa. Ad aggravare tutto ciò penso anche che chi nasce in Italia sia e debba essere italiano. Per questo vi chiedo gentilmente di sottoscrivere una petizione anche per chiedere le mie dimissioni dal Parlamento». Sandra Zampa, deputata del Pd, mi scrive: «Le sue riflessioni sono allucinanti (...). La civiltà a cui lei fa riferimento è davvero lontana da iniziative come la sua. Gli orgogli nazionalisti hanno devastato la nostra storia e i nostri popoli».
Nessun commento da parte dei parlamentari italiani o europei del centrodestra. Prendo atto che quando c'è da intervenire sulle tematiche cruciali che concernono la dimensione dei valori, dell'identità, della civiltà che corrispondono alla certezza di chi siamo, è più facile che lo faccia il fronte dei relativisti e dei globalisti, che non chi ha a cuore la nazione italiana. Anche in questo caso, così come avvenne prima e durante la campagna elettorale, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, si è sentito in dovere di scendere in campo a favore dello ius soli sostenendo che è un «diritto fondamentale della persona che in quanto tale deve essere salvaguardato».
Il centrodestra e tutti gli italiani che amano l'Italia, che hanno a cuore il futuro dei nostri figli dovrebbero intervenire per sostenere le ragioni valoriali e identitarie che sostanziano la nostra civiltà, per chiarire che la nazione italiana non è una landa deserta, che non vogliamo trasformarci né in una colonia economico-finanziaria dei cinesi né in una colonia religioso-culturale degli islamici.
Magdi Cristiano Allam

twitter@magdicristiano

di Magdi Cristiano Allam

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Commenti
Ritratto di genovasempre

genovasempre

Lun, 13/05/2013 - 10:51

Secondo il mio modestissimo parere, per ritrovare questa italia culturale c'è da riformare i territori stessi degli italiani, che ritagliati in regioni in modo impersonale e non identitario,hs fstto molti danni,Non a caso senti parlare la tua vecchia lingua in zone oggi fuori regione e non nella tua stessa citta.Per cui sAREI DELL' IDEA DI fare scegliere ai comuni delle nuove appartenenze geopolitiche,ingrandendo o sminuendo quelle linee della cartina italiana che ci tengono intrappolati in cio che non desideriamo e ci tolgono cio che vogliamo.Secondo punto è dare una vera autonomia alle regioni,come era nella carta dei veri federalisti.rITORNARE dopo la sbronza del globalismo e la sbronza dell' italia pianificata e appiattita, a una italia con le sue specificita' le sue bellezze e le sue lingue,e i suoi valori.

Ritratto di ASPIDE 007

ASPIDE 007

Lun, 13/05/2013 - 12:55

...Per affollare le chiese e le piazza, i cattolici ed i comunisti hanno bisogno della povera gente, quindi nessuno scandalo se lottano per riempire il nostro Paese, di gente bisognosa da strumentalizzare. La Cei può comunque portare avanti la lotta, concedendo, ai nuovi arrivati, la cittadinanza dello Scv.