Il conto alla rovescia in commissione Covid per l’audizione dell’ex premier Giuseppe Conte è partito ieri mattina, quando il presidente Marco Lisei sui social ha inchiodato il leader grillino alle sue balle. «Sapeva già dal 28 luglio che 4 e 5 agosto erano a rischio per il voto in Aula», ricorda il senatore Fdi, che fino alla fine si è battuto per non far saltare la seduta. C’è una possibilità che il leader M5s - che sul tema si è negato al Giornale - possa essere audito già domani. Data che gli sarebbe stata sottoposta nei giorni scorsi e che rientra nel ventaglio di date per cui ha già dato disponibilità a metà luglio. Lo fa capire lo stesso Conte: «Finitela con questa buffonata - fa sapere dai social - sono disponibile anche nei prossimi giorni, per tutta l’estate. Tenetevi liberi, perché non basterà qualche ora per rigettarvi addosso tutto il fango che per mesi avete sparso a piene mani. A presto, Fratelli d’ignavia».
Per il capogruppo Fdi alla Camera Galeazzo Bignami «Conte dovrebbe mettersi il cuore in pace e rispondere. Anche il 10, 11 o 12 agosto...». «È una patetica menzogna che Conte si sarebbe fatto convocare quando voleva», ribadisce Michele Gubitosa, vicepresidente M5s che da lunedì sostituisce Conte in commissione Covid buttandola in caciara: «Parlino delle chat di Andrea Delmastro».
«I parlamentari M5s mentono sapendo di mentire, Conte è stato contattato più volte dando solo queste date. Qualsiasi altra versione dei fatti è pura mistificazione pentastellata», è la controreplica di Alice Buonguerrieri, capogruppo Fdi in commissione Covid, secondo cui «Conte si qualifica ancora una volta per il bugiardo conosciuto durante il Covid quando disse che non lavorava con il favore delle tenebre salvo nascondere il Piano pandemico e i verbali del Cts che oggi conosciamo solo grazie al ricorso di Fratelli d’Italia che l’ha costretto a produrli, senza dimenticare il lockdown nazionale deciso nelle segrete stanze nel cuore della notte».
Accuse a cui l’ex premier ha risposto su Facebook: «Chi scappa? Sono più di due anni che ho annunciato la mia disponibilità a essere ascoltato - ha ribadito sui social - Scappano loro sulle chat di Delmastro con il prestanome di un clan mafioso, dai Tribunali con gli scudi a Santanchè per proteggerla sulle inchieste per truffa Covid, dal caro caro-vita e dal caro-carburante». Ma se Conte spera di cavarsela coi suoi proclami si sbaglia. Ne vedremo davvero delle belle...
