L’internazionale dei sindaci progressisti ha trovato il suo nuovo palcoscenico. E naturalmente non poteva mancare Bella ciao. Da una parte Zohran Mamdani, il socialista alla guida di New York. Dall’altra Roberto Gualtieri, primo cittadino di Roma. Insieme, sorridenti e complici, per promuovere l’opera lirica. Un’iniziativa certamente apprezzabile, trasformata però nell’ennesimo siparietto social. Con una scelta musicale che - considerando i precedenti dell’inquilino di City Hall - strappa più di qualche sorriso.
Il video si apre proprio con Mamdani che intona Bella ciao, l’inno partigiano italiano diventato un simbolo internazionale della sinistra. Gualtieri lo interrompe scherzando: “Sindaco Mamdani, forse è meglio lasciare il canto all’opera”. Poi via con gag, tra battute in latino e riferimenti ai numeri romani. Il motivo della scenetta è Opera for All, l’iniziativa che mette a disposizione 7 0mila biglietti gratuiti per il Metropolitan Opera nella stagione 2026-2027, attraverso una lotteria mensile. Un progetto per avvicinare nuovi spettatori alla lirica, che Gualtieri sfrutta anche per anticipare imminenti novità culturali nella Capitale.
Fin qui, nulla da eccepire. La cultura accessibile è sempre una buona notizia. Il problema, semmai, è il contorno. Perché Mamdani che canta Bella ciao per celebrare l’Italia è lo stesso Mamdani che ha fatto infuriare gli italoamericani. Il 12 ottobre, infatti, il sindaco ha disertato la tradizionale parata del Columbus Day sulla Fifth Avenue, una delle manifestazioni più importanti per la comunità di origine italiana. Una scelta che non ha sorpreso nessuno: nel 2020 si era fatto immortalare mentre mostrava il dito medio a una statua di Cristoforo Colombo, accompagnando il gesto con un invito ad abbatterla.
La protesta della comunità è stata durissima. E non è tutto. L’amministrazione Mamdani aveva già dimenticato Little Italy e Arthur Avenue in una mappa dedicata ai quartieri delle comunità immigrate di New York, salvo promettere una correzione dopo le polemiche. Insomma, Colombo no, Bella ciao sì. L’Italia, evidentemente, piace di più quando canta le canzoni giuste.
Ma il duetto con Gualtieri offre anche un altro spunto di riflessione. Perché i due sindaci hanno parecchie questioni da risolvere, ben più impegnative di un’esibizione canora. A New York Mamdani deve confrontarsi con la crisi abitativa, le difficoltà di bilancio e le complicazioni legate alle sue ambiziose promesse elettorali. A Roma, invece, Gualtieri si avvicina alla fine del mandato con i soliti dossier ancora aperti: rifiuti, traffico, manutenzione stradale, trasporti pubblici e periferie. Problemi storici, certo, ma sui quali dopo cinque anni di governo è legittimo pretendere risultati.
Il filmato si chiude con Gualtieri che imbocca la direzione sbagliata e Mamdani che lo richiama. “Non preoccuparti, tutte le strade portano all’opera”, replica il sindaco romano. A Roma, però, i cittadini si accontenterebbero probabilmente di strade senza buche e autobus puntuali. Quanto a Mamdani, chissà se gli italoamericani apprezzeranno l’omaggio musicale. Dopo il dito medio a Colombo e l’assenza al Columbus Day, una strofa di Bella ciao potrebbe non bastare per riconquistarli.
