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Politica estera

Mamdani snobba il Columbus Day. Gli italoamericani furiosi: “È irrispettoso”

Il sindaco diserta la parata sulla Fifth Avenue. Dopo il caso Little Italy, un nuovo strappo con la comunità: “Sappiamo che odia Colombo”

Ricchi e poveri

Gli italoamericani meritano un video di celebrazione, ma evidentemente non una presenza alla loro parata. Zohran Mamdani diserta il Columbus Day e riaccende lo scontro con una comunità che ha contribuito a costruire New York. Come riferisce il New York Post, il sindaco non parteciperà alla manifestazione sulla Fifth Avenue in programma quest’oggi. Una scelta che pesa, soprattutto alla luce dei precedenti: il rapporto con Cristoforo Colombo, per l’inquilino di City Hall, si era già fermato a un dito medio.

Nel giugno del 2020 Mamdani aveva pubblicato sui social una fotografia nella quale rivolgeva il gesto alla statua del navigatore ad Astoria, nel Queens. Ad accompagnarla, una richiesta inequivocabile: “Tiratela giù”. Il futuro sindaco aveva più volte attaccato Colombo, indicandolo come un colonizzatore responsabile di abusi e dello sradicamento delle popolazioni native. Oggi, però, a sentirsi messi da parte sono gli italoamericani, che nella parata vedono una celebrazione della propria storia e del proprio contributo alla città.

“È irrispettoso nei confronti della comunità italoamericana e non venire alla parata del Columbus Day lo conferma”, ha dichiarato Angelo Vivolo, presidente della Columbus Heritage Coalition, che rappresenta oltre cinquanta organizzazioni italoamericane. Il punto, sottolinea Vivolo, va oltre la figura dell’esploratore: “Sappiamo che odia Colombo. Ma la parata celebra la ricca cultura e il patrimonio degli italoamericani”. Una distinzione che un sindaco dovrebbe riuscire a cogliere, anche senza rinunciare alle proprie convinzioni.

Durissimo anche il presidente della Liguria Marco Bucci. “Mi sembra veramente una cosa al di fuori della normale rappresentatività di un sindaco e soprattutto un grande insulto alla comunità italoamericana che a New York è molto forte, ma in tutti gli Stati Uniti è molto forte”, le sue parole riportate da Primocanale: “Ho fatto parecchie battaglie per ripristinare le statue di Colombo che erano state messe da parte, ho scritto più di 25 lettere ai sindaci degli Stati Uniti proprio per ripristinare la figura di Colombo e il suo grande contributo alla storia e alla civiltà. Mi sembra veramente incredibile che un sindaco che deve rappresentare tutti i cittadini, quindi anche la comunità italoamericana prenda questa iniziativa. Veramente deplorevole”.

A rendere più tesi i rapporti c’è il precedente della mappa delle comunità etniche diffusa dall’amministrazione comunale: spazio a numerose realtà dei cinque distretti, ma nessuna menzione di Little Italy e di Arthur Avenue, nel Bronx. Assenze che hanno provocato proteste e sulle quali è intervenuto anche Donald Trump. Durante le celebrazioni del Columbus Day alla Casa Bianca, il presidente americano ha attaccato: “La mappa di New York diffusa dalle autorità locali non include Little Italy. È una vergogna”. Quindi ha minacciato di trattenere parte dei finanziamenti federali destinati alla città se lo storico quartiere non verrà reinserito. Mamdani aveva già annunciato a luglio un aggiornamento della cartina, mentre la sua amministrazione aveva precisato che l’elenco non pretendeva di essere esaustivo. La polemica, però, resta aperta e la rinuncia alla parata aggiunge un nuovo motivo di scontro.

Il sindaco ha comunque dedicato un video di “ben” tre minuti all’Italian Heritage Month, rendendo omaggio agli immigrati italiani che contribuirono a costruire New York. Nel messaggio ha ricordato anche Vito Marcantonio, il deputato di East Harlem impegnato nelle battaglie per la previdenza sociale, i sussidi di disoccupazione e i diritti civili. Parole di riconoscimento affidate ai social, mentre sulla Fifth Avenue il primo cittadino sceglie di non esserci.

Non è il primo appuntamento comunitario al quale Mamdani rinuncia: a maggio aveva disertato anche la parata dell’Israel Day, nel quadro delle sue durissime posizioni contro lo Stato ebraico, accusato di genocidio. Ora tocca al Columbus Day. E il problema politico rimane: rappresentare New York significa anche confrontarsi con le tradizioni dei suoi cittadini, comprese quelle che non coincidono con le proprie preferenze ideologiche. Un video di circostanza difficilmente può bastare.

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