Berlusconi: "Mai pensato a candidarmi all'estero"

Il Cavaliere alla presentazione del libro di Vespa: "Questo Paese non è più democratico. Resto qui a combattere per la libertà"

Berlusconi: "Mai pensato a candidarmi all'estero"

Silvio Berlusconi candidato in Bulgaria per le europee? Una boutade. A dirlo è lo stesso Cavaliere: "Non ci ho mai pensato e ho visto con con stupore la notizia apparsa sui giornali e nessuno ha pensato di chiamarci per conferma", ha detto durante la presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa. "Sono ancora nell’atmosfera di chi, sincero democratico e innamorato della libertà, sente di stare in un Paese che non è più democratico", ha ribadito l'ex premier, "Non ho nemmeno pensato ad alternative a stare qui per combattere ancora per la nostra libertà. Da quando mi occupo di politica la democrazia è stata messa diverse volte a rischio".

Al centro del colloquio con Vespa c'è stata anche la legge elettorale, proprio oggi in discussione alla Corte costituzionale. Berlusconi ha commentato anche il possibile ritorno al Mattarellum, con il quale "è possibile correre da soli", senza stringere alleanze con gli altri partiti di area. La colpa della minore afflueanza alle urne, però, non va vista nel Porcellum: "Io non credo che a causa di questa legge i cittadini si siano allontananti dalla politica", ha spiegato, "Io credo che molta colpa degli ultimi 20 anni vada addosso ai cittadini: noi non abbiamo imparato ancora a votate con qualsiasi legge elettorale".

Il dibattito si è poi spostato sulle riforme, che Forza Italia potrebbe anche votare "sull’articolo 138 se avessimo la certezza che la prima riforma costituzionale fosse una riforma completa e profonda della giustizia". Il Cavaliere ha inoltre criticato l'architettura istituzionale italiana che "è fatta non per decidere, ma per vietare", al punto che il presidente del Consiglio ha solo il potere di stendere l’odg del Consiglio dei ministri". Per questo è necessario un sistema diverso: "Dal ’94 abbiamo sempre chiesto l’elezione diretta del presidente della Repubblica", ricorda, "Per noi andava anche bene un sistema alla francese in cui il presidente ha molti poteri e sceglie presidente consiglio".

E non è mancato un riferimento alla decadenza e allo strappo di Angelino Alfano? "Non vorrei entrare in questo argomento. Ho sofferto molto ma quello che è successo è chiaro: c’è un numero di senatori che collaborano con il partito che è alleato del nostro partito ma ha deliberatamente proceduto all’omicidio politico del capo del centrodestra. È un fatto grave perchè è un colpo di Stato di parte della magistratura con il Pd", ha incalzato il Cavaliere, "Si è voluto eliminare dalla scena politica il leader del centrodestra, che è considerato da 20 anni l’ostacolo alla presa definitiva del potere da parte della sinistra. Quando il governo non è quello voluto dal popolo, la democrazia non c’è più. E una volta che la sinistra sarà al potere, non sarà più libera perchè sarà in balia di questa magistratura e il nostro sarà un povero Paese sottoposto a regime giudiziario". E ha chiesto un'azione al Quirinale: "Considero quasi impensabile che un cittadino della mia età che nella vita ha fatto l’imprenditore, l’uomo di sport e l’uomo di Stato possa essere ritenuto da dover sottoporre a colloqui con assistenti sociali per riabilitarsi. Se ci sarà un minimo di saggezza al riguardo dovrebbe arrivare una grazia motu proprio dal capo dello Stato".

Citato anche Matteo Renzi, i cui inizi "facevano vedere in lui una persona assolutamente moderata e si vedeva la provenienza dai giovani della Dc". Al sindaco di Firenze viene affidato un ruolo chiave da Berlusconi: "Non posso fare una previsione, so che molti immaginano che una volta che Renzi sarà segretario del partito non possa restare alle prese con la mole di lavoro del segretario a lungo e che quindi sarà il Pd a decidere di andare alle elezioni per dare vita ad una vittoria".

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