La Consulta boccia il Porcellum

Dopo aver vagliato la legittimità dell’attuale legge elettorale, la Consulta ha dichiarato illegittimo sia il premio di maggioranza senza soglia sia le liste bloccate: "Le Camere possono fare una nuova legge, nel rispetto dei principi costituzionali"

Il palazzo della Consulta a Roma, sede della Corte Costituzionale
Il palazzo della Consulta a Roma, sede della Corte Costituzionale

Il Porcellum è incostituzionale. A deciderlo è stata la Corte costituzionale al termine di una lunga camera di consiglio. Dopo aver vagliato la legittimità dell’attuale legge elettorale, la Consulta ha dichiarato illegittimo sia il premio di maggioranza senza soglia sia le liste bloccate. "Resta fermo che il parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali - hanno sottolineato i giudici costituzionali - secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi della Carta".

Le motivazioni saranno rese note con la pubblicazione della sentenza, che avrà luogo nelle prossime settimane e dalla quale dipende la decorrenza dei relativi effetti giuridici. I quindici giudici della Corte Costituzionale sono entrati alle nove e trenta in camera di Consiglio per dare l'avvio alla discussione sulle questioni di costituzionalità sollevate. Due i punti deboli della legge elettorale. La Consulta ha accolto in toto le questioni sollevate dalla prima sezione civile della Cassazione, sulla base della causa intentata dall’avvocato Aldo Bozzi, in qualità di privato cittadino elettore, e altri 26 firmatari. Violati dal ’Porcellum’, in particolare, il principio di uguaglianza del voto (articolo 48 della Costituzione) e della «rappresentanza democratica» (articolo 1, comma 2, e 67 della Costituzione). I giudici costituzionali hanno, infatti, dichiarato l’illegittimità delle norme che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza, sia alla Camera sia al Senato della Repubblica, alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito almeno 340 seggi Montecitorio e, a Palazzo Madama, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione. La Consulta ha, poi, dichiarato illegittime anche le norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali "bloccate", nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza.

"È una vittoria per tutti i cittadini italiani - ha commentato l’avvocato Aldo Bozzi, primo firmatario del ricorso contro il Porcellum - siamo tornati ad essere cittadini e non dei sudditi". L’efficacia della sentenza della Corte costituzionale sulla legge elettorale decorrerà dal momento in cui le motivazioni della sentenza, di cui è relatore il giudice Giuseppe Tesauro, saranno pubblicate nel giro di "alcune settimane".

"Una volta riformata la legge elettorale e in permanenza di un parlamento non più legittimato - ha commentato la deputata di Forza Italia Mariastella Gelmini - l’unica decisione costituzionalmente valida che può essere presa dal Capo dello Stato è lo scioglimento delle Camere e il voto anticipato".

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