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Lobby gay, Giletti smaschera Ranucci: "Spieghi l'attacco ai gay"

Il conduttore: "Mi hai deluso, dal Giornale nessuna manipolazione in quelle chat"

Lobby gay, Giletti smaschera Ranucci: "Spieghi l'attacco ai gay"
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Quei deliri di Sigfrido Ranucci sulla lobby gay non sono mai stati manipolati. Erano lì, nero su bianco, nelle chat con Maria Rosaria Boccia agli atti dell'inchiesta. E ora anche Massimo Giletti, tirato in ballo a sua insaputa nel Grande Fratello omosex, lo certifica con carte alla mano e una bella lezione di stile all'amico Ranucci. Questi messaggi sono autentici. "Ho visto Cerno all'Aria che tira", scrive il conduttore di Report alle 21.29 del 17 settembre 2024, nei giorni in cui era in contatto con la pompeiana per "imbastire" la fabbrica del fango contro il governo Meloni sull'affaire Sangiuliano. "Quello è un altro del giro... amico di Marco Mancini... giro gay, pericolosissimo", aggiunge Ranucci. "Come Signorini", risponde lei. "Sì", replica il conduttore. "E il Signor B.", esclama l'imprenditrice. "E Giletti", sottolinea lui. Una bella dose di complottismo e omofobia, che certamente non si addice a un giornalista di sinistra, ammantato di suprematismo culturale al punto da fregiarsi del premio Pulitzer de noantri per ogni campagna propagandistica spacciata per inchiesta giornalistica. E allora, anziché fare mea culpa, chiedere scusa come si confà a ogni propalatore di politically correct che conta, ecco invece che Ranucci getta fango su chi ha raccontato la verità. Con un post su Facebook, il conduttore di Report ha minacciando una battaglia legale perché le chat "sono state riportate in maniera parziale, se non manipolate", sosteneva. "È stato tolto dalla chat il nome di un personaggio legato ai servizi segreti, Marco Mancini, amico di Cerno e della Cavallaro, che ha rapporti parentali con uomini dei servizi e che avrebbe spiegato il mio riferimento a Giletti, che nulla aveva a che fare con frasi omofobe che mi sono state attribuite". A quel punto ha inviato un messaggio a Giletti, garantendogli di non averlo mai inserito nel giro gay pericolosissimo. "La scorsa settimana avevo raccontato di come Il Giornale diretto da Tommaso Cerno avesse pubblicato uno scambio di chat tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia, dove si parlava di me come appartenente ad una lobby gay", ha spiegato ieri a Lo Stato delle Cose il conduttore. "Avevo anche detto che Ranucci mi aveva inviato un messaggio dove mi diceva che in realtà era tutta una manipolazione del Giornale di Cerno. Preso atto della solidarietà che mi esprimeva ho precisato che avrei cercato la verità sui documenti come faccio di mia abitudine. Ebbene caro Sigfrido", ha detto rivolgendosi al collega, "tu sai quanto io abbia difeso la libertà di espressione e di informazione nei miei programmi. Quando subisti il vile attentato venni io in persona a farti l'intervista proprio per esserti vicino senza se e senza ma. Ma queste parole non hanno nulla a che fare con la libertà di informazione". A quel punto Giletti ha smascherato la macchinazione di Ranucci, mostrando in video le chat autentiche così come le avevamo pubblicate. "La libertà di informazione", ha aggiunto, "non è un venticello, non è un gossip, non è una battuta. La libertà di informazione è coraggio, ricerca di verità, la forza di andare contro il potere anche quando necessario. Tutto questo non c'è nelle tue parole, ecco perché sono deluso. Lobby, non lobby, gay, non gay, come se fosse una questione di sostantivi e non di sostanza. Capisco tutto", sottolinea, "capisco che per fare un intervista esclusiva ti puoi spingere oltre, anche a colpire un tuo collega. Ma allora non scrivermi un messaggio dove dici che è tutto manipolato". Ospite della puntata anche il direttore Cerno. "Non so cosa pensino gli altri, da Giletti a mister B, ma lo scoop di Report sul fatto che io sia gay non mi sembra all'altezza della trasmissione, ne ho visti di migliori in questi anni", ha ironizzato il direttore.

"Lo sapevano anche i muri. Scopro invece che il lobbismo è una fissazione della sinistra", sottolinea, "così come la censura e l'attacco sul piano personale. Ranucci per me resta un grande giornalista, bastava dicesse l'ho sparata grossa".

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