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Il branco dell'orrore: in dieci stuprano una quattordicenne

BariL'hanno trascinata in un anfiteatro all'aperto vicino al mare, dove d'estate si tengono i concerti, un angolo di verde che si chiama «parco di Ponente», alla periferia della città: erano in dieci, in quattro l'hanno violentata a turno mentre gli altri del branco assistevano. È accaduto nella primavera dell'anno scorso a Molfetta, poco più di sessantamila abitanti, venticinque chilometri a nord di Bari, dove i carabinieri hanno ricostruito il terrore vissuto da una ragazzina di 14 anni e hanno arrestato quattro degli aguzzini: due hanno 21 anni, uno 20 e un altro 25; per loro il magistrato inquirente, la pm Mirella Conticelli, aveva chiesto il carcere, ma il gip ha concesso il beneficio dei domiciliari. Le indagini non sono concluse, gli accertamenti vanno avanti nel tentativo di individuare gli altri del gruppo e tre minorenni risultano già indagati.
L'incubo per la ragazzina è cominciato sul web, quando è apparso un suo falso profilo facebook, che sarebbe stato realizzato da un'amica: avevano litigato, lo avrebbe fatto per vendetta, è stata identificata ma non è coinvolta nelle indagini. «Disponibile a tutto», c'era scritto su quella bacheca on line insieme al numero di telefono cellulare. Da allora la 14ennne sarebbe finita nel mirino del branco: avrebbe cominciato a ricevere minacciose telefonate, sarebbe stata fermata e insultata per strada. Poi una lunga serie di abusi. Il procuratore aggiunto di Trani, Francesco Giannella lancia l'allarme sui social network: «Se è vero che non c'è un rapporto di causa-effetto fra quel profilo e quanto accaduto – dichiara – è vero pure che i ragazzi non si rendono conto della portata delle conseguenze di un cattivo uso di certi strumenti». La prima violenza accertata sarebbe avvenuta nell'anfiteatro. Uno degli aguzzini l'avrebbe afferrata per la gola e l'avrebbe trascinata in quel luogo che in quel periodo, ad aprile del 2012, era poco frequentato. Lì c'erano gli altri, tra cui alcuni minorenni, in quattro l'avrebbero stuprata. La quattordicenne è stata minacciata, ed è rimasta in silenzio. Poi ci sono state altre aggressioni. La ragazzina – scrive il gip – avrebbe subito «analoghi episodi di violenza sessuale, questa volta ad opera di soli 4 o 5 elementi del branco, i quali ogni qualvolta la vedevano in giro da sola non esitavano ad avvicinarla e caricarla di forza sull'auto minacciandola di gravi ritorsioni qualora non avesse avuto rapporti con loro»; inoltre a maggio la ragazza sarebbe stata raggiunta da uno del gruppo alla guida di uno scooter: le avrebbe proposto di fare un giro per la città, ma l'avrebbe condotta in un luogo isolato e l'avrebbe violentata.
La vicenda è rimasta coperta dal silenzio per diverso tempo. Fino a quando la 14enne si è confidata con un parente e qualche amica. Solo in un secondo momento il caso è finito all'esame dei carabinieri, che hanno avviato indagini e hanno ricostruito quanto accaduto, la storia di una ragazzina perseguitata, terrorizzata dalle minacce: non ha parlato, sperava che l'incubo finisse, ha distrutto la sim card del suo telefono immaginando di non sentire più la voce degli aguzzini e di non veder più affiorare sullo schermo quei messaggi. Ma così non è stato: l'orrore è proseguito, ci sarebbero stati altri abusi, anche un tentativo di violenza durante una gita con il gruppo dell'oratorio, ma in quella circostanza è stata difesa da un amico. Alla fine sono scattati gli arresti.

E proprio nella giornata nazionale contro la violenza sulle donne è emerso il dramma di una ragazzina di 14 anni.

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