Eccoci qui. E, rientrati dalle nostre capitalistiche vacanze, la prima cosa che vogliamo fare è scusarci. Sì, scusarci con il popolo venezuelano. Da parte nostra, per non aver fatto nulla in tutti questi anni. E da parte della sinistra italiana, che non ha fatto nulla prima e ora fa persino peggio: grida «Maduvo libevo».
Visti i suoi fan italiani, Maduro aveva più probabilità di vincere le elezioni qui che in Venezuela.
Comunque. L'urgenza di scusarci l'abbiamo provata dopo aver visto circolare una serie di video che già sono i «meme» dell'anno. Quello di Maurizio Landini, il quale, in sostegno di Maduro uno che ha truccato le elezioni, affamato una nazione, incarcerato gli oppositori -, ha detto che «è un presidente scelto dal popolo, espressione della democrazia». Poi quello di Giuliano Granato, portavoce di Potere al Popolo: protestando davanti al consolato americano di Napoli, ha fatto cacciare due esuli venezuelani che volevano raccontargli ciò che hanno vissuto sotto la dittatura chavista.
E infine quello di un vecchio comunista - dicono che sia il fratello di una brigatista, ma non è vero; è peggio: un sindacalista della Cgil -, il quale, in corteo a Roma, invasato dal mito del pueblo unido, urlando, pretendeva di spiegare a un venezuelano la storia del Venezuela che l'altro invece aveva vissuto sulla sua pelle.Sindacalisti, comunisti, Anpi, Cgil... sempre più infervorati, incattiviti, violenti. Mah. Siamo preoccupati. Con dei fascisti così in giro, non vorremmo si arrivasse a un'altra guerra civile.