La carta di Alemanno: reati in calo

In vista del ballottaggio Marino specula sulla sicurezza. Il sindaco lo smentisce: "In cinque anni delitti diminuiti del 14%"

La carta di Alemanno: reati in calo

Roma - Le prime pagine dei giornali possono dare notizie eclatanti, però è sulle statistiche e sui bilanci pluriennali che si misura la gestione di una città. Ed è questo che potrebbe aver pensato ieri mattina il sindaco Alemanno sfogliando i giornali. Si dava infatti notizia di tre omicidi avvenuti nel corso della giornata di martedì. Una notizia subito strumentalizzata da Ignazio Marino che ha parlato di «allarme criminalità». Alemanno, però, può dimostrare, carte e statistiche alla mano, che in tema di sicurezza ha fatto meglio di chi lo ha preceduto. Basterebbe un dato, il più semplice: il numero dei reati. Nel corso della gestione del centro-destra la città ha visto ridursi sensibilmente il numero di reati. Il calcolo esatto dice che è calato del 14% rispetto a quanto registrato nel 2007. È sufficiente sfogliare il rapporto di fine mandato della giunta Alemanno per rendersi conto che la campagna mediatica di questi giorni è solo polvere negli occhi. Se si prende l'ultimo anno, a esempio, si vede che il numero di rapine è sceso (dal 2007) del 26%, mentre si sono registrati nell'ultimo anno di gestione veltroniana 164.479 furti. Nel suo ultimo anno da sindaco Alemanno può mostrare invece un calo di oltre il 20%, visto che il numero di furti in città è sceso a 130.124. Fin dall'inizio del mandato, Alemanno ha posto le basi per un nuovo rapporto con le forze dell'ordine esemplificato in due Patti per Roma Sicura (il primo del 2008 e il secondo del 2011) che hanno consentito il «recupero» di ben 790 unità, tra Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia da servizi non operativi. «Accanto a questo lavoro - spiega Alemanno - abbiamo concentrato il nostro impegno sulle regole per una convivenza più civile, anche grazie alla difesa del decoro urbano. E questo grazie soprattutto allo strumento delle ordinanze». Nel bilancio di fine mandato, un rilievo particolare ha il capitolo dedicato alla lotta al racket e all'usura. E in questo senso la Roma di Alemanno vanta un primato rispetto alle giunte precedenti: l'apertura del primo Punto di ascolto per le vittime del racket, insediato in un appartamento sequestrato alla Banda della Magliana. Gli omicidi di martedì, quindi, secondo il sindaco non possono essere strumentalizzati in senso politico. È ovvio, precisa il primo cittadino, che quanto accaduto serve a far riflettere e a non sottovalutare il segnale. «Quanto successo - spiega - dimostra che la criminalità organizzata è entrata nel Lazio dal Sud Pontino e si muove sul litorale, questa è una tendenza geografica molto precisa. Quindi è lì che si deve concentrare la massima attenzione delle forze dell'ordine. «Noi - ha aggiunto il sindaco che ieri ha anche aperto un forum sulla sicurezza sulla sua pagina Facebook - ci siamo impegnati sulla violenza di strada che è il compito di un sindaco, evitando che ci fossero aree di degrado sottratte al controllo delle forze dell'ordine e su questo abbiamo ottenuto risultati importanti, con una riduzione complessiva dei reati del 14% dal 2007 a oggi».
Il senso di quanto fatto e di quanto divide Marino da Alemanno in tema di sicurezza è nella sintesi proposta da Barbara Saltamartini, deputata del Pdl. «I romani al ballottaggio avranno di fronte due opzioni: da un lato Alemanno e i risultati fin qui ottenuti, dall'altro ci sono le politiche della sinistra estrema di Marino e dei suoi alleati, brodo di coltura di tensioni e illegalità con i centri sociali che occupano le case. Politiche che favoriscono il diffondersi di accampamenti abusivi sinonimo di degrado e insicurezza».

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